La fitoterapia come strumento utile al farmacista nelle varie stagionalità

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fitoterapia farmacista

Al cambiare delle stagioni variano le malattie principali alle quali si può andare incontro, ma si possono avere anche piccole problematiche di stagione, come l’influenza invernale con febbre, mal di gola, dolori articolari, in confronto con un semplice raffreddore.
Con la primavera, comincia ad aumentare la temperatura esterna che si mantiene mediamente intorno a 20 gradi centigradi; aumenta la quantità di luce solare, e di conseguenza l’attività lavorativa; cambia ulteriormente l’alimentazione, sia in primavera che nelle altre stagioni; così accellera il metabolismo basale, e cambiano inoltre alcune reazioni biochimiche dovute alle variazioni di grandezze fisiche come la temperatura, il calore, la luce, l’umidità. Inoltre l’allergia al polline primaverile è frequente; le piante utili per le manifestazioni allergiche, l’oculorinite, asma allergica, orticaria, raffreddore da fieno, sono per la gemmoterapia il ribes nigrum, rosa canina, rosmarinum offinalis.
Le piante si somministrano in questa stagione primaverile soprattutto per aiutare il fegato nel suo lavoro metabolico e disintossicante, per un maggior numero di sostanze che arrivano agli epatociti. Le piante più utilizzate per favorire la funzione epatica sono: carciofo, cardo mariano, tarassaco, fumaria.
In estate l’alimentazione, spesso, diventa più leggera, quando il grande caldo, ci porta a mangiare più frutta e verdura, per introdurre più acqua e sali minerali per un maggior fabbisogno, dovuto ad una maggiore traspirazione cutanea di vapore acqueo, e una maggiore sudorazione. Per chi va al mare ha bisogno di creme protettive solari a base di piante, e creme doposole a base di aloe, camomilla. Le punture di insetti sono frequenti in ogni luogo geografico oltre che al mare: le piante utilizzate sono il ledum palustre, citronella, calendula. Il ledum palustre si trova anche come prodotto omeopatico sia per la prevenzione delle puntura degli insetti, ma anche per il dopo puntura, come la crema a base di ledum palustre; la crema a base di citronella è preventiva per le punture degli insetti anche nei bambini. La calendula officinalis ha numerose funzioni dermatologiche, essendo lenitiva e per gli arrossamenti cutanei. Le gemme di betula pubescens sono rimineralizzanti.
L’aloe esiste in tante varietà, a seconda del luogo geografico in cui cresce. La proprietà protettiva dell’aloe in fitoterapia è nota da millenni e fu sfruttata anche da Cleopatra per esaltare la sua bellezza; la medicina etnica indica che gli impieghi di aloe sono molto variegati; pertanto è utile sia per prevenire l’eritema solare che per gli arrossamenti del doposole.
In autunno le persone tendono a riportarsi di più in casa, comincia ad abbassarsi la temperatura esterna e manifestano più sintomi di tristezza e di malinconia, si rinchiudono in se stesse, diventano leggermente depresse. Oltre che mangiare le castagne come frutto di stagione, le piante che innalzano il tono dell’umore sono l’iperico, la griffonia; per dormire meglio si beve un infuso di camomilla.
Le piante che aiutano a superare il cambio di stagione, cioè autunno e primavera, sono chiamate adattogene: ginseng, eleuterococco, ad esempio; vengono stimolate le ghiandole endocrine sessuali e la corteccia surrenale; preparano l’organismo per la stagione più fredda; inoltre il fieno greco si dice rivitalizzante cioè tiene su, essendo antanemico. Rudolf Steiner fondatore della medicina antroposofica ha paragonato l’attività dell’ipericum perforatum all’arsenicum album omeopatico per l’azione sullo psichismo dell’umore. La griffonia è una pianta di origine sudafricana che ha un contenuto elevato di serotonina, il mediatore chimico, maggiormente responsabile delle crisi di depressione, in caso di carenza.
Nell’inverno le patologie più frequenti interessano l’apparato respiratorio, con influenza stagionale, raffreddore, tosse, catarro. Si ha bisogno di creme per le mani contro la secchezza della cute, nutritive, eudermiche a base di calendula; inoltre si usano protettivi per labbra a base di burro di cacao, che proteggono dal freddo. Tra le piante per tosse e catarro c’è eucalipto, timo, pino, castagno. Echinacea angustifolia e rodiola rosea sono 2 piante che innalzano le difese immunitarie; l’echinacea anche antinfettiva, in tintura madre si assume in 25 gocce da ottobre a marzo al risveglio mattutino, come preventivo di raffreddore, influenza e malattie da raffreddamento. La rodiola per il contenuto di numerose sostanze sinergiche, evoca un’ottima risposta in condizioni stressanti e sfavorevoli come può essere l’influenza invernale e il freddo; un’altra pianta invernale è l’eupatoria cannabinum cioè la canapa d’acqua. L’uncaria è una pianta di origine Sudamericana immunomodulante, e immunostimolante per le forme reumatiche che acuiscono con il freddo invernale.

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