Se il biglietto da visita della Farmacia è lo Sconto…

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Sto soffermando l’attenzione su “come le farmacie comunicano cosa” ed uno degli aspetti più sconcertanti che ho avuto modo di scoprire (ma sto scoprendo l’acqua calda) è come le farmacie presentano se stesse, le loro professionalità e i loro assets principali.

Passeggiando per le strade di Milano – cito Milano ma il fenomeno è più o meno frequente su tutta la penisola – mi imbatto in farmacie le cui vetrine sono praticamente tappezzate di sconti, in ogni centimetro dei loro punti visibili all’utenza esterna (e interna).

Come farmacista… avrei difficoltà a lavorare al proprio interno… essere scelto per “lo sconto” e non perché “Risolvo un problema”…

Che tipo di persone entreranno in farmacia?

Molte farmacie selezionate dall’industria perché posizionate sulle arterie principali, per pochi euro al mese (in genere dai 500 in su), lasciano le vetrine in balia dei loro brand, togliendo visibilità invece a… se stesse!

La domanda è: per quanto ancora sarà valido questo tipo di comunicazione?

Se con l’approvazione della legge sulla concorrenza si può dire cominciata la battaglia tra “brand” di reti, lungi da mettersi sotto l’algida di una rete che, anziché presentare l’immagine della farmacia con un paradigma umano e professionale, lo fa a suon di sconti e servizi che poco hanno a che vedere con l’attività professionale del farmacista!

Per i colleghi che vogliono lavorarci su, uno punto da cui partire: per vincere la battaglia svincolarsi dai grandi brand dell’industria e degli sconti e puntare sulla forza dei contenuti, sul comunicare i propri valori personali e professionali.

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2 COMMENTI

  1. Purtroppo la quasi liberalizzazione causata dalla abbassamento del quorum ha causato questo. Inoltre il consumatore ormai acquista tutto su amazon che è il simbolo estremo della cancellazione di ogni rapporto personale . quando ci saranno le catene e saranno dolori per chi ci lavorerà dentro, praticamente avremo dei servitori, pardon farmacisti, ai quali sarà concesso, cronometro alla mano, un lasso di tempo minimo per la vendita in totale svogliatezza. Fatevi un giro ai vari MediaWorld IKEA o simili. Personale a tempo determinato incompetente messo lì per coloro , pochissimi in futuro, che ancora acquistano di persona.

    • In effetti è proprio questo il punto… se proprio la farmacia dovesse affiliarsi a qualche rete, lo faccia con quelle che mettono al centro i valori professionali e non la dialettica legata a sconti e promozioni… Stesso ragionamento ovviamente vale per il collaboratore… seppur con maggior difficoltà, scelga di stare sotto l’algida di chi usa una terminologia consona al proprio percorso professionale.

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