La farmacia del futuro è già qui. E non ha più come ruolo solo la dispensazione del farmaco, ma è e diventerà sempre più un vero e proprio centro di servizi sanitari, grazie alla capillarità sul territorio e alla vicinanza con i cittadini. Vicinanza dovuta al fatto che il farmacista, per vocazione e formazione, parla un linguaggio semplice e diretto e il cittadino sa che in farmacia può trovare un consiglio specializzato in un terreno a lui particolarmente caro.
La farmacia e la medicina del futuro saranno sempre più rivolte alla presa in carico delle persone, che sintetizza il passaggio dal “to cure” al “to care”.
La sanità d’attesa, centrata sulla malattia, lascia il posto alla sanità d’azione, centrata sulla persona e basata sulle cure primarie territoriali. La sanità d’azione è pianificata e proattiva, ha come focus i bisogni della collettività e la prevenzione.
All’interno di questo modello di cambiamento della sanità, la farmacia trova un terreno ideale, proprio perché si interfaccia con la primary care, attraverso l’interazione con i medici di medicina generale e tutto il team territoriale. Si interfaccia inoltre con la social care e quindi con i test preventivi volti alla ricerca di patologie presenti nel territorio ma ancora sconosciute a chi ne è affetto, nell’ottica di una diagnosi precoce (es. celiachia, ipertensione, diabete, patologie oncologiche, malnutrizione).
Attraverso la pharmaceutical care infine, la farmacia prende in carico attivamente le persone per guidarle alla medicina 4P: personalizzata, predittiva, partecipativa e preventiva. La pharmaceutical care è un servizio di supporto responsabile anche in regime di terapia farmacologica, al fine di conseguire risultati che migliorino la qualità di vita dei pazienti: agisce in modo sistematico sull’aderenza, dando delle linee guida e insegnando alle persone come integrare l’alimentazione e curarsi nel modo più adeguato.
Il settore della nutrizione in farmacia risponde alle esigenze emergenti di prevenzione e presa in carico del paziente. Inoltre valorizza l’aspetto professionale e dà un valore aggiunto, poiché l’alimentazione è un vero elemento strategico per la salute delle persone.
In questo scenario assume grande rilievo il farmacista esperto in nutrizione: un consulente per lo star bene, un vero e proprio tutor alimentare con il ruolo di counsellor personale per ampliare le conoscenze dei propri interlocutori ed educarli allo stile di vita più appropriato.
Occorre che in farmacia ci sia una figura specializzata che ricopra questo ruolo e sia ben identificata dall’utenza, in modo tale da offrire un orientamento consulenziale specifico.
La farmacia alimentare è una grande opportunità. Al concetto di alimenti per la salute, circoscritti a chi è portatore di patologie, si aggiunge oggi un concetto di alimenti per il benessere, rivolti a un target più allargato di persone sane riferibile a tutti coloro che desiderino preservare il proprio stato di salute il più a lungo possibile. Ciò non solo genera più occasioni per entrare in farmacia, ma anche più occasioni di consiglio e di vendita da parte del farmacista.
Evidentemente avere una figura specializzata può garantire alla farmacia maggiore distintività rispetto agli altri canali e inoltre ha un peso importante nell’ottica della redditività.
Nella farmacia alimentare rientrano i cibi, i cibi funzionali, gli integratori, gli alimenti a fini medici speciali, i prodotti per la nutrizione clinica ospedaliera, categorie merceologiche sulle quali il farmacista esperto in nutrizione è specificamente formato.
Questo ambito sottintende azioni di controllo, di consulto da parte del farmacista su come il paziente assume farmaci e alimenti (compliance). Più il paziente aderisce alla terapia e rispetta il proprio piano alimentare, più godrà di buona salute e parallelamente diminuirà la spesa farmaceutica.
La specializzazione in nutrizione costituisce un valido supporto per il farmacista nell’attività al banco, ma si rivela di fondamentale importanza anche qualora il farmacista abbia in farmacia uno spazio privato di interazione col paziente.
Il farmacista esperto in nutrizione, rispetto alle altre figure professionali, ha un plus: conosce meglio di ogni altro le interazioni farmaco-alimento, le biodisponibilità dei farmaci, gli effetti avversi, l’utilizzo razionale dell’integratore, non su base puramente teorica ma derivante dalla quotidiana pratica con i pazienti in farmacia.
Effettua misure antropometriche mirate ed interpreta i risultati inerenti all’effettiva composizione corporea del paziente. Effettua test diagnostici, allergologici e suggerisce eventuale supplementazione in abbinamento al piano alimentare stilato su base individuale.
Di fronte alla manifestazione da parte del paziente di una determinata problematica, è fondamentale per il farmacista partire da un’anamnesi alimentare attraverso qualche domanda mirata, perché l’approccio più corretto alle patologie, deve iniziare dalla modifica delle abitudini alimentari errate e dai suggerimenti ad personam sullo stile di vita più adeguato.
Solo così il farmacista potrà assumere un ruolo di riferimento strategico come educatore privilegiato per condurre il cittadino verso una condizione di salute durevole nel tempo.

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