La vitamina K2 (Menachinone) è un naftochinone sintetizzato nell’organismo dai batteri Gram+ del microbiota intestinale.

In base alle unità isopreniche della catena laterale da cui è costituita, si distinguono la MK-4 a catena corta presente nei grassi animali, ed MK-7-13 più attiva e lipofila, presente nei prodotti fermentati (Soya, Natto, Brie).

È una molecola versatile e negli ultimi anni è oggetto di numerosi studi per il suo importante ruolo nel trattamento di varie patologie.

Interviene fondamentalmente per veicolare il calcio nelle ossa e nei denti, evitando suoi accumuli ectopici (reni, arterie).

Di conseguenza, assunta in sinergia con la vitamina D3, riduce il rischio di formazione di placche calcifiche nelle arterie e mediante reazione di carbossilazione attiva l’osteocalcina, una proteina prodotta dagli osteoblasti.

Infatti, mentre la vitamina D3 è deputata all’assorbimento del calcio (ma da sola ha come effetto un eccesso di calcio laddove non serve), la vitamina K2 si occupa della corretta veicolazione dello stesso, con conseguente beneficio per le ossa e l’apparato cardiovascolare (grazie all’attivazione di MGP o periostina).

Il consiglio del farmacista

Il farmacista può consigliare una supplementazione di vitamina K2 a tutti quei pazienti che assumono già calcio e vitamina D3 (soprattutto se ad alti dosaggi).
Nel suggerire la corretta posologia, sarà bene tener conto che si tratta di vitamine liposolubili.

Entrambe vanno assunte durante un pasto lipidico: la vitamina D3 al mattino a colazione, la vitamina K2 la sera dopo cena.

I pazienti che assumono in monosomministrazione (mensile o settimanale) la vitamina D3 potranno integrare ugualmente la K2, ogni giorno secondo schema di impiego serale.

Il risultato è l’irrobustimento dell’osso e la riduzione di osteoporosi, osteopenia (mediante aumento della proteina S), possibile azione benefica su artrite, artrosi, spondiloartrosi, sclerosi multipla.

Prendendo in esame i vari campi di impiego della vitamina K2, ecco una breve disamina che valga come vademecum per i farmacisti.

È abbastanza noto che la terapia farmacologica con bifosfonati, il cui meccanismo d’azione è l’inibizione dell’attività osteoclastica, ha come possibile effetto collaterale l’osteonecrosi nella mandibola, evento spiacevole che richiede un intervento di correzione chirurgica.

Il farmacista può suggerire l’integrazione con la vitamina K2 ai pazienti in corso di trattamento per ridurre l’insorgenza di questo evento avverso.

La vitamina K2 è alleata del corretto stile di vita. Un suo deficit è correlato all’aumento dei picchi glicemici postprandiali e conseguente ipoglicemia reattiva, aspetti correlati a livelli molto bassi di osteocalcina non carbossilata e conseguente insulino resistenza.

L’insulina ha un effetto indiretto di stimolo del catabolismo osseo. La vitamina K2 antagonizza l’azione decalcificante dell’insulina.

L’azione benefica dell’integrazione con vitamina K2 si ravvisa inoltre nell’antagonizzare gli effetti metabolici dello stress, per ridurre infiammazione ed aging.

È emersa recentemente un’evidenza secondo la quale un deficit di vitamina K possa essere riferibile alla comparsa del morbo di Alzheimer (il genotipo APOE4 è carente) e che un buon apporto di vitamina K2 riduca il rischio di danno cerebrale e ictus, il danno neuronale e l’invecchiamento cerebrale).

Trova inoltre sicurezza d’impiego nei casi di stasi venosa e vene varicose per la sua azione fibrinolitica.

Può essere suggerita dal farmacista al paziente in corso di terapia antibiotica prolungata, poiché il microbiota intestinale rappresenta una notevole fonte di produzione endogena di vitamina K, quindi una deplezione dei livelli microbici induce a provvedere ad una tempestiva integrazione.

Tutti gli integratori devono essere consigliati da medico o farmacista sulla base del loro razionale di impiego e, laddove indispensabile, previo accertamento dei valori ematici del paziente.

L’integrazione nutrizionale con vitamina K2 è controindicata nei pazienti in trattamento con warfarin ed in via precauzionale anche con altri anticoagulanti, acido acetilsalicilico, eparine.

Il consiglio razionale e strutturato, rappresenta in questo modo un’opportunità per la salute dei pazienti.

Al centro c’è la responsabilizzazione degli utenti e un’attenzione, peculiare della farmacia, per il loro benessere.

Per approfondire:

  • Fusaro M, et al. Clin Cases Miner Bone Metab. Vitamin K and bone, 2017
  • Fodor et al. Vitamin K and vascular calcifications – Acta Physiol Hung, 2010
  • Kidd PM. Vitamins D and K as pleiotropic nutrients: clinical importance to the skeletal and cardiovascular systems and preliminary evidence for synergy, 2010.
  • Bianchi Ivo – Benessere osseo

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