Sulla Gazzetta Ufficiale n.53 del 5 marzo 2011 è stato pubblicato il Decreto del 21 febbraio 2011 che reca la firma del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti, decreto fortemente voluto dal Ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta, secondo le cui previsioni lo Stato potrebbe risparmiare fino al 30% della spesa farmaceutica (circa 2 miliardi di euro l’anno).

Brunetta si riferisce all’attuazione delle disposizioni contenute nell’art. 50 del D.L. 269/2003, convertito nella Legge 326/2003 e modificato dalla finanziaria del 2007, che hanno consentito di distribuire a tutti i cittadini la Tessera Sanitaria e anche la digitalizzazione delle certificazioni di malattia. Tuttavia, mancherebbero ancora le linee guida e le specifiche tecnico-amministrative per attuare quanto previsto nella Legge 78 del maggio 2010 (art.11, comma 16) che impone il passaggio dalla ricetta cartacea alla ricetta digitale. La digitalizzazione semplificherebbe il processo prescrittivo consentendo il controllo della spesa in tempo reale mediante l’uso di un codice e della tessera sanitaria che permetterebbero al medico e al farmacista di comunicare contestualmente e rispettivamente la prescrizione e l’erogazione dei farmaci.

Sul piano tecnologico è importante rilevare che le infrastrutture realizzate a livello centrale e regionale per l’attuazione di quanto previsto dal citato articolo 50 appaiono già in grado di supportare la nuova procedura (a partire dalle credenziali distribuite ai medici), richiedendo solo adeguamenti parziali in termini di collegamento e interazione con le farmacie e gli altri punti di erogazione dei servizi. Per questi motivi l’introduzione della ricetta digitale potrebbe prendere avvio in tempi ravvicinati, previa elaborazione di un provvedimento attuativo che definisca nel dettaglio la nuova procedura, i servizi che saranno resi disponibili a medici, cittadini e farmacie nonché i tempi di diffusione sul territorio.

In questo atto normativo viene sancita la chiusura della fase di sperimentazione della ricetta elettronica farmacia e i tempi in entro cui tale sistema dovrà entrare in regime. A ottobre 2010 la Lombardia ha cominciato la sperimentazione della ricetta elettronica farmacia, seguita poi ad Aprile dalla Valle d’Aosta ed Emilia Romagna. Il 1° luglio 2011 toccherà alla Campania, all’Abruzzo, al Piemonte, al Molise e alla provincia autonoma di Bolzano. Calabria e Liguria cominceranno il 1° Settembre, mentre la Basilicata dovrà aspettare il 1° Ottobre. Non è stato ancora approntato il calendario delle rimanenti Regioni. Il decreto stabilisce che almeno l’80% delle ricette deve essere trasmesso telematicamente dai medici ogni mese. Al disotto di tale quota scatta una sanzione per i medici, che consisterà nella riduzione dell’1,5% dello stipendio. I medici saranno sanzionati solo se risulta che la Regione abbia trasmesso tutti gli strumenti necessari per la trasmissione delle ricette (software, linea, ecc.) e nonostante ciò questi non abbiano provveduto al loro impegno.
Nel D.L.95/2012 art.15, comma 11bis si descrive in modo puntuale i metodi corretti di prescrizione e gli obblighi del medico relativamente alla ricetta elettronica farmacia nonché gli adempimenti per la spedizione informatica delle prescrizioni da parte del medico con tutte le eccezioni e le motivazioni previste, ma, per il farmacista, l’unico obbligo consiste nel dispensare il farmaco a minor costo (qualora non indicata dal proscrittore la sua non sostituibilità) a meno che il paziente non richieda espressamente quello a costo maggiore corrispondendo, in questo caso, la differenza di prezzo, seguirebbe la spedizione immediata della ricetta alla Sogei, secondo quanto previsto all’art. 50. Niente altro.

Sul Portale della Tessera Sanitaria è stato pubblicato il documento aggiornato delle Linee guida per l’adeguamento delle procedure informatiche della ricetta elettronica farmacia dopo l’entrata in vigore dell’obbligo di indicazione del principio attivo nella ricetta del Servizio Sanitario Nazionale, introdotto col Decreto Legge 6 luglio 2012, convertito con modificazioni dalla Legge 7 agosto 2012, n. 135 sulla Spending Review. Il documento fornisce le nuove indicazioni per l’adeguamento dei sistemi informatici da parte dei medici, delle farmacie e delle Regioni autorizzate, ai fini della compilazione della ricetta online e della trasmissione dei relativi dati. Tali nuove funzionalità saranno disponibili dal 15 marzo 2013.

Il testo è stato elaborato tenendo conto del lavoro del Tavolo tecnico istituito presso il Ministero della Salute, con il supporto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che gestisce il sistema Tessera Sanitaria, e della Sogei.

Il medico è tenuto a prescrivere il medicinale mediante l’indicazione del suo principio attivo. In aggiunta a questa indicazione obbligatoria, il medico ha facoltà di indicare il nome di uno specifico medicinale a base di quel principio attivo (sia esso un medicinale “di marca” o un medicinale con denominazione generica accompagnata dal marchio o dal nome del titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio). Ovviamente solo se il paziente è curato per la prima volta per una patologia acuta o cronica e se esistono nel mercato medicinali equivalenti a base dello stesso principio attivo. Una ricetta che contenga (nei casi appena descritti) solo il nome di uno specifico medicinale non è conforme alla legge a meno che il medico non vincoli la prescrizione con una sintetica motivazione di non sostituibilità che non può essere legata alla volontà del paziente né a generiche valutazioni di ordine clinico o sanitario.

Dal 2015 non esisterà più la ricetta cartacea, eliminando subito il costo di 50 centesimi a ricetta, e i medici che non si adegueranno pagheranno pesanti sanzioni che in casi estremi potranno arrivare alla sospensione dalla convenzione e al licenziamento. Il medico di base dovrà utilizzare il PC per la prescrizione di visite, esami e farmaci, inserire nella prescrizione un codice e consegnarlo al paziente (eventualmente anche in forma cartacea, se richiesto) ed inviare online la prescrizione, per il momento restano escluse le prescrizioni effettuate a domicilio, che continueranno ad essere compilate manualmente.

Quando il sistema entrerà in pieno regime, i pazienti dovranno recarsi presso lo specialista o in farmacia con il codice attribuito alla ricetta compilata online e la tessera sanitaria. La ricetta elettronica farmacia sarà inviata online anche alla Regione (attraverso il Sistema di accoglienza regionale) e al Ministero dell’Economia e delle Finanze attraverso il Sistema di accoglienza centrale. In questo modo si cercherà di avere un reale controllo della spesa sanitaria e delle prescrizioni, allo scopo di evitare abusi e sprechi. I medici sono tenuti ad inviare al Ministero delle Finanze alcune informazioni riguardanti le ricette: codice della ricetta, codice fiscale del paziente, eventuali esenzioni, prescrizione, note dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco), data e tipo di visita.

Dalla FIMMG insieme agli altri sindacati medici, Smi, Snami e Intesa sindacale, arriva un allarme: «Ben venga la ricetta elettronica farmacia, ma non possiamo pagare noi. Perciò chiediamo che siano mantenuti i progetti di informatizzazione ma che sia la Regione a darci il software e la relativa assistenza compresa la linea telefonica dedicata, altrimenti i medici non saranno tenuti a fare la parte di invio telematico della ricetta elettronica».

L’obiettivo finale è quello di ridurre i costi del servizio sanitario, tagliando gli sprechi e i medici sono ben felici di collaborare. Ma non intendono accollarsene tutte le spese che, per legge, spettano alla Regione.

Secondo alcuni medici, questo obiettivo è auspicabile, ma non nel breve periodo. Come tutti i cambiamenti, bisogna prevedere un periodo di assestamento, in cui cominciare ad abituarsi al nuovo sistema. Inoltre le Regioni sono diverse tra loro e quindi non sarà facile attuare un’organizzazione omogenea. Si tratta di un percorso “in evoluzione” che avrà bisogno di passaggi graduali per raggiungere in toto l’obiettivo previsto.

“La dematerializzazione delle prescrizioni è praticamente irrealizzabile” e in più sono “previsti aggravi burocratici non presenti nel dispositivo di legge”. Così Giacomo Milillo, Fimmg, critica l’aggiornamento delle linee guida emanate dal Ministero per l’adeguamento delle procedure informatiche della ricetta elettronica farmacia. “Il testo è da rivedere, il regolamento prevede, infatti, anche per la ripetizione di una prescrizione di una terapia cronica, se indicata dal medico la non sostituibilità, un’annotazione non prevista dalla legge e questo rappresenta un’inutile complicazione burocratica”.

“Il regolamento – conclude Milillo – inoltre, non prevede alcuna revisione delle codifiche necessarie a identificare con certezza le forme farmaceutiche prescritte con il solo principio attivo: questo renderebbe impossibile la dematerializzazione delle prescrizioni”.
Lo Snami ha fatto sapere: “Siamo responsabilmente pronti ad aderire al progetto ricetta elettronica farmacia, normata per legge, ma pretendiamo che altrettanto responsabilmente le regioni rispettino le norme in essere e ci mettano in condizione di ottemperare a costo zero facendosi carico di installare ai medici idonee linee di trasmissione e fornire i PC, le stampanti e tutto ciò che occorre per andare a regime”.

Federfarma: «Basti pensare che una ricetta rossa costa dai 50 centesimi a un euro e che anche le farmacie più piccole ne trattano 1.500 al mese (!!!) Eliminare questi costi è un grande passo verso il futuro».

«Se i medici sono stati ben istruiti si parte subito, noi siamo pronti Per gli utenti non ci sono differenze. Bisogna capire solo se i computer dei medici sono abilitati». Ecco come funziona: il medico di base non consegnerà più al paziente il foglio di carta con la prescrizione, bensì un codice da presentare, insieme con la tessera sanitaria, in qualunque farmacia convenzionata.

Il cittadino potrà ritirare così i farmaci indicati. «Si tratta di una rivoluzione: il primo passo reale verso il fascicolo elettronico, in direzione del quale l’Europa si sta muovendo già da anni. Così si faranno dei controlli maggiori sulle prescrizioni perché siano corrette e proporzionate alle esigenze del paziente. Noi siamo ancora un modello virtuoso in tal senso, ma in Italia gli sprechi sono tanti».
Parole molto chiare, in un periodo nel quale il taglio dei costi superflui sta diventando sempre più fondamentale.

Il sindacato dei titolari di farmacia, contrariamente a quelli dei medici, sembra non rendersi conto delle difficoltà e dei costi indotti.

Ricetta elettronica farmacia, le principali difficoltà operative

La gestione della ricetta digitalizzata online non è così semplice in quanto: prima di tutto, le linee digitali per la trasmissione dei dati non coprono tutto il territorio nazionale, ci sono ampie zone, infatti, dove l’ADSL non è ancora funzionante e le fibre ottiche non sono ancora state stese. La gestione sporadica di un collegamento telematico può essere supportato da sistemi più semplici e meno precisi come le “chiavette con sim” (stesse modalità dei cellulari) ma l’online continuato con invio di pacchetti bidirezionali sono lentissimi e spesso non funzionano.

Inoltre, i programmi gestionali delle farmacie non sono ancora adeguati all’inserimento del programma per la gestione online della ricetta elettronica farmacia e i costi inerenti dovrebbero essere supportati dalle Regioni (come sostengono i medici) dato che i vantaggi della ricetta sono relativi ai risparmi regionali.

Infine, i tempi per la spedizione di una singola ricetta (e spesso i cronici e anziani ne hanno più di una) si allungheranno notevolmente sia per i motivi tecnici sopra descritti, sia per l’obbligo di gestire tutta la procedura online: dall’inserimento del NRE (Numero di Ricetta Elettronica farmacia assegnato dal Sistema di Accoglienza Centrale SAC per identificare univocamente a livello nazionale una prescrizione elettronica o dal SAR Sistema di Accoglienza Regionale) ai codici capi testa della ricetta, dalla Tessera Sanitaria ai codici di esenzione, da quelli della patologia alla Nota, oltre, ovviamente ai codici dei farmaci (ed eventualmente dei lotti).

Un esempio pratico lo abbiamo avuto quando le banche e le poste hanno informatizzato i loro sistemi e ogni singola operazione allo sportello è diventata lunghissima e lentissima. Tutto questo senza far risparmiare un solo minuto di tempo al paziente poiché comunque dal Medico dovrà fare le solite fila di sempre. Dio non voglia che passi l’idea che il medico inserisce la ricetta online senza aver mai visto il paziente e senza avere cognizione, secondo scienza e coscienza, di quello che sta prescrivendo. A quel punto basterebbe un distributore automatico di ricette semplicemente spingendo i tasti che si riferiscono alle patologie lamentate dal paziente.

“Balduzzi, un Ministro in Fuga”. E’ andato in onda ed è disponibile in rete il servizio della “Iena” Nadia Toffa girato ad Alessandria, mentre “bracca” il ministro della salute Renato Balduzzi, che pur di non rispondere all’insistente inviata cerca di uscire da una porta secondaria dell’hotel “Alli due Buoi Rossi” dove si trovava per un convegno, in una lunga gimkana tra i corridoi di servizio, fino a sbucare in via Cavour dove è riuscito a infilarsi nell’auto blu che lo attendeva col motore acceso.

L’inviata voleva sapere a che punto fosse la sperimentazione delle ricette elettroniche, sistemi decisamente più efficaci per vidimare le impegnative per i farmaci, invece che con il tradizionale metodo delle fustelle. Con il metodo computerizzato, secondo quanto emerge dal servizio giornalistico, si eviterebbero abusi e sprechi di farmaci, oltre che truffe alle Asl per il rimborso ticket.

Balduzzi aveva promesso di aggiornare le Iene sulla vicenda, ma poi non se n’era più parlato. Il ministro alessandrino ha però evitato microfoni e telecamere nel modo che si vede bel video (clicca qui).

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