Emergono le prime perplessità in merito a Farmastampati, la soluzione che dovrebbe semplificare la vita gestionale del farmacista, consentendogli di erogare anche quei farmaci con alcuni tipi di modifiche ai foglietti illustrativi. Oltre alla carenza totale di informazioni in merito, da parte di software house ed associazioni di categoria, a circa 15 giorni dalla data prevista entrata in vigore, il collega Maurizio Guerra evidenzia alcune criticità di natura pratica.

Il farmacista (questo sconosciuto) quando un paziente entra in farmacia e gli porge 5 ricette del SSN, ora de-materializzate, deve:

  • leggere la ricetta,
  • verificare che tutti gli adempimenti burocratici siano stati puntualmente osservati da parte del medico (nome cognome del paziente, codice fiscale del paziente,
  • eventuale esenzione,
  • eventuale codice di patologia,
  • eventuale contrasto tra questo e l’esenzione,
  • data posta dal medico,
  • timbro identificativo del medico col codice regionale,
  • firma del medico,
  • numero delle confezioni compatibile con l’eventuale esenzione o meno).

Solo a questo punto, può dedicarsi alla professione e valutare l’aderenza della prescrizione alla patologia (se il paziente è conosciuto) o verificarla con il paziente sconosciuto affinché non ci sia stato alcun errore da parte del prescrittore. A questo punto il farmacista va a prendere i farmaci e passando i codici fiscale (se non c’è o è illeggibile deve chiedere la tessera sanitaria, se il cittadino non la ha, almeno verificare il codice fiscale) e il nuovo codice NRE identificativo della prescrizione, aspettare con pazienza il collegamento al Server della regione (collegamento che può essere anche lentissimo se il gestore del servizio della farmacia è differente da quello del server regionale, se ci sono troppi accessi contemporanei, se nella zona della farmacia non esiste la fibra ottica, se non ha l’Adsl ma solo l’Isdn, se, in mancanza di tutto questo, ha la parabola, se ha viceversa la chiavetta USB) e solo allora può scaricare i due codici di ogni singolo farmaco alla volta per ottenere l’approvazione da parte del sistema e l’annullamento del fustello (sempre sperando che il medico non abbia prescritto per errore un farmaco ormai dismesso dal paziente, o una confezione con numero di unità posologiche diverso da quello abitudinario o, dio non voglia, con dosaggio differente da quello abitudinariamente usato dal paziente, ovvero, malauguratamente, un dosaggio e/o confezione per bambini ad un adulto o viceversa). A questo punto, il buon farmacista deve restare calmo e impassibile se, eseguite tutte queste operazioni, il cliente osserva che non sono quelle le medicine che utilizza poiché si scopre che usa il farmaco originale al posto di quello generico prescritto correttamente dal medico e allora il nostro buon samaritano deve tentare di annullare le ricette incriminate, ricominciare tutto da capo e, sempre senza arrabbiarsi, deve, col sorriso sulle labbra, far presente al paziente che, a causa della nuova ricetta de-materializzata, sarebbe opportuno che dicesse subito quali farmaci sono “giusti” e quali no, prima dello scarico e della de-fustellazione.

Ecco che ora si aggiunge a tutto questo il problema del nuovo foglietto illustrativo fornito da Farmastampati.

Infatti, nella mia ingenuità, pensavo che fosse scontato che quando scarichiamo sul server della farmacia gli aggiornamenti quotidiani della Banca Dati, in coda, fossero posti anche gli aggiornamenti dei bugiardini, archiviandoli in modo ordinato con l’aggancio ai codici minsan dei farmaci, che devono essere stampati all’occorrenza. Invece no. Le cose semplici e intelligenti non fanno parte del nostro mondo. L’Aifa possiede questa banca dati dei foglietti illustrativi e noi dovremo collegarci con un apposito programma (esterno al gestionale) e cercare il farmaco interessato e quindi scaricare il foglietto!
Chi mi dice che proprio quel farmaco ha un nuovo foglietto illustrativo ? Il gestionale, attraverso la banca dati professionale che si utilizza normalmente con la segnalazione del provvedimento, della data di entrata in vigore e dei lotti interessati ma che non può darci anche il foglietto illustrativo.

Qualsiasi gestionale, dal più diffuso al meno diffuso sono in grado di agganciare tramite i codici i farmaci al foglietto, unica nostra incombenza è controllare che il lotto del farmaco che stiamo spedendo corrisponda a quello soggetto al cambio di bugiardino (in futuro, quando sarà attiva la banca dati della seconda barra ottica delle fustelle, si potrà individuare automaticamente il farmaco cui va allegato il foglietto stampato in farmacia) direttamente sulla finestra che elenca i lotti in questione.

Ora ci diranno che non è possibile utilizzare la banca dati Aifa se non attraverso quel programma Farmastampati, un costo e una password apposita. Noi invece abbiamo per decenni finanziato la banca dati utilizzata da tutte le farmacie e fornita gratuitamente al ministero. Ma, le gelosie in Italia sono all’ordine del giorno. Aifa dirà che la loro banca dati è migliore, più professionale, perfino più etica. E noi, invece, dopo tutte le operazioni di cui sopra dovremo anche utilizzare il loro programma accanto al nostro gestionale perdendo un sacco di tempo, anche perché non sappiamo a prescindere quali siano i farmaci soggetti al provvedimento. Tanto il nostro tempo è gratis, abbondantemente ripagato dalla marea di clienti che comprano da noi profumi e balocchi, tacchi, dadi e datteri.

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2 COMMENTI

  1. Caro Maurizio,

    il collega Mario F. mi faceva notare che con la ricetta elettronica, come correttamente evidenziato in questo video http://bit.ly/1jBVQo6 dovrebbe eliminare parte delle verifiche tecniche sopra annoverate in elenco.

    Poi, volevo evidenziare un aspetto molto importante, citando l’intervento del collega Cicconetti, che recita:

    “La ‘glorificazione” del provvedimento dell’altro ieri ha invece glissato su questi aspetti, fatti salvi alcuni fuggevoli cenni tesi a minimizzarne la portata, nonostante sia del tutto evidente che il nuovo obbligo di consegna del bugiardino sostitutivo, se non assolto, solleva interrogativi sui quali converrebbe svolgere qualche approfondimento. Per spiegare, ad esempio, quali rischi corra davvero un farmacista denunciato da un paziente che, sentitosi male per l’assunzione di un farmaco che ha subito una variazione negli stampati, dichiari all’autorità giudiziaria di non avere ricevuto il nuovo foglietto illustrativo.” (link http://bit.ly/QPAHzN)

    Vorrei inoltre aggiungere, sempre a seguito di varie sollecitazioni dai colleghi, della totale quasi assenza di informazioni pratiche circa la fase operativa della procedura, da parte degli organi ufficiali preposti alla messa in pratica del provvedimento.

    Per il resto, la tua riflessione non fa una piega.

    • Effettivamente la ricetta de materializzata può risolvere alcuni problemi ed agevolare il farmacista: infatti, caricata la ricetta con i soli codici paziente (codice fiscale) e il NER (numero identificativo di quella prescrizione rilasciata dal SAR al medico nel momento che invia la prescrizione al SAR stesso) il programma stesso identifica se la ricetta è esente o non esente e il tipo di esenzione, controlla anche che il farmaco in consegna sia lo stesso prescritto (in dosaggio, unità posologiche, ovviamente principio attivo, e/o generico equivalente) evidenzia se non è concedibile o sottocosto rispetto al ticket e calcola l’eventuale ticket. Tuttavia, come già detto crea molte criticità: il tempo per collegarsi due volte al SAR (apertura della singola ricetta e poi chiusura della stessa dopo scaricati i farmaci) che è variabilissimo arrivando anche a minuti (causa linea, causa gestori differenti, causa sovraffollamento); i farmaci devono obbligatoriamente essere scaricati uno alla volta con entrambi i codici (prima si poteva scaricare 2 oppure 3 x un solo codice AIC) attendendo ogni volta la conferma; qualche volta non riconosce la ricetta in quanto il medico non ha correttamente atteso l’ok del SAR stesso; qualche volta non riconosce la sostituzione del farmaco con equivalente; a volte la ricetta rimane aperta e non si chiude e in questo caso bisogna ricominciare da capo. A parte tutte queste cose, comunque a fine mese bisoga in ogni caso tariffarsi in casa (o tramite azienda di controllo) le ricette per avere una corrispondenza con quanto calcolato dal sistema (o eventuali discrepanze o errori). Quanto alla ricetta bianca ancora non si sa se si deve attaccare i fustelli o meno. Infatti, è vero che l’annullamento del secondo codice a barre dovrebbe eliminare questa incombenza ma (almeno in Veneto) hanno detto a voce che si dovranno attaccare i fustelli. In ogni caso è mancata totalmente l’informazione pratica spicciola in quanto le riunioni fatte a livello di federfarma non hanno dato risposte certe a tante domande.

      In ogni caso la ricetta de materializzata nulla ha a che fare con il nuovo foglietto illustrativo (bugiardino) e con l’obbligo per il farmacista di stamparlo quando necessario tramite FARMASTAMPATI

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