Premessa

Il liberismo (o liberalismo economico) è una ideologia economica, filosofica e politica che prevede la libera iniziativa e il libero mercato, mentre l’intervento dello Stato si limita alla costruzione di adeguate infrastrutture (strade, ferrovie, ponti, autostrade, tunnel, in certi casi perfino edifici etc.) che favoriscano il mercato. E’ una filosofia economica che sostiene e promuove il sistema capitalistico. Il suo contrario è il socialcomunismo che prevede invece la nazionalizzazione e la socializzazione di tutte le attività economiche e produttive. Il criterio economico socialcomunista di gestione non è la ricerca del profitto individuale ma quello del vantaggio comune collettivo.
Anche il Papa ha detto oggi che il liberismo, ossia la competitività economica, è iniqua e va combattuta.
Personalmente, non mi ci voleva la denuncia della somma autorità religiosa per comprendere che il libero mercato (principio fondante del liberismo) che lascia agli individui la possibilità di competere con ogni mezzo per il profitto è un obbrobrio antisociale. Non a caso socialcomunismo è antitetico al liberismo e anche il cattolicesimo dichiara che lasciare che il pesce grosso mangi quello piccolo è inumano.
Uno Stato si costituisce per applicare le regole di convivenza civile tra i suoi cittadini che scelgono liberamente tali regole. Ma è privo di senso che uno Stato lasci libertà economica totale che si traduce in disequilibrio tra ricchi e poveri più o meno esasperato a seconda del grado di liberismo applicato.
L’attuale sistema politico, dopo il crollo delle ideologie, ha fuso, in un incosciente rincorsa a una soluzione sempre più lontana, le idee liberiste e socialiste in una forma di mediazione liberalsocialista che confonde le idee alle persone ma anche ai loro governanti che non sono altro che la loro espressione politica.

Salute pubblica

A maggior ragione, nel compartimento della salute pubblica che la Carta Costituzionale italiana garantisce a tutti i propri cittadini “Articolo 32: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti” i padri costituenti avevano accettato il principio già preesistente della unificazione e centralizzazione del sistema previdenziale e assicurativo nato ne 1926 e concluso nel 1934. Pertanto lo Stato si assumeva l’assistenza sanitaria in toto. Le possibilità andavano da un sistema unico organizzato e governato dallo Stato ad un sistema delegato ai privati sotto il diretto controllo dello Stato.
Nel caso dell’assistenza farmaceutica sono state mantenute le scelte della delega alle attività professionali già esistenti denominate “farmacie” (TULS 1934), poiché la dispersione territoriale e logistica rendeva impossibile allo Stato di rendere un servizio migliore di quello già esistente ed era più semplice e conveniente potenziarlo mediante riserve di legge ed incentivi (Leggi 475 del 1968, 833 del 1978, 502 del 1992). La assistenza farmaceutica delegata alle farmacie private e pubbliche ha soddisfatto totalmente le esigenze della popolazione per oltre 47 anni.
Lo Stato, in base a criteri economici e sociali ha stabilito di assumersi la copertura economica della spesa farmaceutica, inizialmente in toto, in seguito con scelte legate alla efficacia e alla necessità, infine, a causa della continua riduzione di impegno economico dovuto a una crisi finanziaria dello Stato, limitando ulteriormente il numero di farmaci e di patologie assistite gratuitamente e cointeressando i cittadini mediante l’applicazione di una compartecipazione (ticket) alla spesa per ottenere un effetto contenente del ricorso ai farmaci. Ultimamente, oltre al ticket sui farmaci lo Stato ha applicato anche un ulteriore carico economico per i pazienti basato sulla concorrenza tra farmaci specialità originali (delle aziende che ne detengono o ne hanno detenuto il brevetto) e farmaci equivalenti (le cui aziende hanno potuto produrli dal momento della scadenza del brevetto).
Nonostante questi provvedimenti economici, lo Stato fatica a mantenere fede al proprio mandato costituzionale e cerca di ridurre, anno dopo anno, la spesa sanitaria, soprattutto mediante una riduzione di quella farmaceutica territoriale, sia diminuendo il numero di farmaci gratuiti, sia diminuendo i margini delle farmacie e della distribuzione intermedia, sia assumendosi la distribuzione diretta dei farmaci a più elevato costo, contravvenendo alla legge istituzionale delle farmacie grazie a leggi emanate espressamente (405 del 2000 e altre).
Trovandosi nell’impossibilità di contenere ulteriormente i costi sanitari, da una ventina di anni, i Governi succedutisi stanno perseguendo caparbiamente la mancanza di piani previsionali sulla programmazione delle iscrizioni universitarie, la proliferazione di laureati in numero spropositato che si avviano ovviamente alla mancanza di lavoro, le giuste proteste dei neo laureati disoccupati o sottopagati, per creare conflitti intercategoriali che abbiano nel tempo il risultato di distruggere parzialmente o totalmente un intera classe sociale economico professionale borghese, che ha finora dato lustro e contribuito abbondantemente al mantenimento dello Stato, in un’orgia di neocomunismo bersaniano e liberismo berlusconiano fusi in un inumano socialliberismo renziano che privilegia la classe politico amministrativa insieme a quella capitalista internazionale e nazionale, gettando le briciole alla classe più abbondante di esodati, sottocupati e disperati.

Farmacisti

Nel nostro comparto la teoria che si va sviluppando, nel quadro polpotiano di eliminazione della popolazione colta, e per questo fastidiosamente dannosa al progetto, la distruzione di un sistema di assistenza farmaceutica perfetta su tutto il territorio nazionale dalla alpi alle isole, governato da leggi molto severe e puntuali, con il doppio obiettivo, già perseguito per altre categorie produttive e commerciali, di consegnare nelle mani della finanza mondiale proprietaria delle Multinazionali e della Grande Distribuzione Organizzata straniere e italiane, l’intera catena del farmaco, riducendo nel contempo i professionisti a semplici commessi dipendenti, sottovalutati e sottopagati. Da una parte, premiando la grande finanza e, dall’altra, portando tutti i cittadini ad un livello di vita molto basso e per questo poco costoso.
La liberalizzazione totale delle licenze farmaceutiche, sia mediante la continua drastica diminuzione del quorum di abitanti necessario al mantenimento di una farmacia, passato da 5000 a 3300 in poco tempo e ora orientato a 1500 o forse meno, (che fa il paio con il prossimo abbattimento del massimale per i medici a 1200 assistibili neppure più legati al medico di famiglia ma a strutture centralizzate in cui il rapporto di fiducia professionale è cancellato a favore di una anonimizzazione del professionista) e la promozione degli esercizi commerciali con farmacista, sia autonome che in catena organizzata, alle quali assegnare la “vendita” dei farmaci fuori dell’assistenza sanitaria (OTC, SOP, classe C, classe A a pagamento, Veterinari e Omeopatici e galenici officinali e magistrali) puntando sul conflitto tra titolari e non titolari, causerà una vera guerra tra poveri che, per aumentare fatturati e profitti, abbandoneranno la professionalità a favore di un liberismo esasperato e conflittuale dove ogni farmacista sarà un commerciante battagliero e privo di scrupoli per il quale la salute sarà l’ultimo degli interessi. Alla lunga (come in altri settori) resterà viva solo la grande catena distributiva che può competere sia in organizzazione che in termini economici meglio di qualunque privato.
Purtroppo la categoria è assolutamente colpevole sia di non aver mai rappresentato l’esigenza di una programmazione, sia di aver ostacolato l’apertura di nuove farmacie secondo una corretta programmazione, sia di aver permesso l’impiego di farmacisti in attività esclusivamente commerciali, sia di non essere stata capace di far conoscere al mondo politico e sociale il valore pubblico e anche economico del sistema farmacie, sia di non aver voluto risolvere in modo onesto e corretto il problema delle para farmacie nella convinzione che sarebbero sparite da sole.

Soluzioni

Ormai troppo tardi e al limite dell’impraticabilità, è assolutamente necessario che Federazione degli ordini e sindacati di ogni categoria producano immediatamente un nuovo sistema farmaceutico che contemplando tutte le motivazioni suddette riconduca tutta la distribuzione di tutti i farmaci all’interno delle farmacie anche regolarizzando le para farmacie ma contemporaneamente abolendo i corner delle catene, rinunciando ad una remunerazione non più sostenibile e passando ad un sistema di onorario professionale per ogni singola precisa e prevista attività espletata all’interno delle farmacie.
La soluzione di accettare supinamente le follie politico economiche di una politica incapace e stolta compensando con il tramutarsi in venditori di fumo e di orpelli è quanto si aspettano da noi i nostri nemici: Finanza e Politica mondiale.

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15 COMMENTI

  1. Buongiorno Dr. Guerra, la sua analisi chiara e puntuale conferma uno scenario chiaro: i politici di turno sono ostaggio dei grossi gruppi nazionali e mondiali che premono affinchè si tenda ad invertire un trend chiaro: il fatturato della GDO sta crollando e dopo aver trattato i più disparati settori tentano di portare all’interno altri segmenti quali fascia C.

  2. I politici non sono ostaggio delle Multinazionali, ma le accondiscendono volutamente con congrui interessi personali, ma non solo politici, ma anche associazioni di consumatori, giornalisti, altre istituzioni che sottint endono al controllo economico-industriale, legislatori, qualche docente universitario, eccetera eccetera. Sono anni che sappiamo di questi “rapporti” purtroppo indimostrabili, ma che spiegano benissimo come da anni si continua a tentare l’attuazione delle liberalizzazioni

  3. Diagnosi limpida, intellettualmente onesta, già ripetutamente pronunciata al capezzale della farmacia. Sulla terapia suggerita sei il prima a riconoscerne l’improbabile successo. Però mi congratulo per l’onestà dell’analisi

    • Un gradimento da parte dei colleghi è piacevole specialmente perchè mi rassicura che leggano. Ma un commento tuo è un premio. Grazie mio caro omonimo….
      cordialissimi saluti, maurizio guerra

  4. Diciamo che la mia opinione è comune alle migliaia di Farmacisti non titolari E NON SOLO, ma anche di medici e popolazione comune.
    La bugia e vergognosa unica in Italia è la EREDITARIETà e/o COMPRAVENDITA della LICENZA.
    E’ COSA ASSURDA E DISGUSTOSA! NEPPURE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA può COMPRAVENDERE o TRASMETTERE il suo titolo!
    Sappiamo anche che la corruzione Italiana è proverbiale, sia in ambito pubblico, sanitario e universitario. MA appunto è ILLEGALE e lo si fa in maniere quantomeno aggirando la legge con vari escamotage.
    SE la titolarietà fosse aggiudicata a persone con dovuta competenza, così come i titoli vinti per concorso, CI SI CHIEDE come un eventuale erede (figlio, parente, AMANTE), magari di dubbia competenza o come spesso accade, lo stesso non si “abbassa a stare dietro il banco”, fa tutt’altro come entrare all’Università, MA acquisisce la Titolarietà senza neppure lavorare praticamente in farmacia, godendo però dell’avanzamento in anni di carriera, valido per successivi concorsi, POSSA MANTENERE TALE LICENZA?
    CI SI CHIEDE quali GROSSI INTERESSI vi SIANO nel MANTENERE AD ESSERE UNA CASTA PIù FORTE DI QUELLA DEI POLITICI?
    E’ STATA CAMBIATA LA COSTITUZIONE (praticamente con un colpo di stato), E’ MANTENUTA L’APOLOGIA AL FASCISMO COME VIETATA, COSì COME IL SALUTO ROMANO, MA
    il R.D del 1934 per la pianta organica e tutta la legislazione farmaceutica, e il R.D. del 1938 per l’istituzione dell’ENPAF, “STRANAMENTE” a distanza di più di 70 anni, non sono MAI state toccate (se non con il “contentino” della legge Bersani)!
    E per di piu’ tutta la gestione degli stessi è affidata a due soli testi (uno fondamentalmente) scritto da una farmacista e insegnato da farmacisti UNIVERSITARI, e troppo spesso affidato a perizie e commissioni agli stessi. I quali ovviamente NON hanno alcuna competenza giuridica. Così come avvocati, magistrati e giuristi in genere hanno troppa poca conoscenza in materia!
    L’ITALIA è già ormai la barzelletta del mondo. E questo vergognoso sistema, unico al mondo, conferma la nostra squalifica!
    Buon LAVORO! Non stancatevi troppo nel fare da portaborse dei titolari compiacenti!

  5. Grazie per la sua analisi Maurizio. Ciò che lei esprime in maniera chiara e comprensibile purtroppo non viene detto con altrettanta puntualità nelle stanze della politica. Ciò che conta è non scontentare nessuno? Devono stare zitti i potenti? Sanno solo alzare la voce in maniera innocua? Ci vorrebbe una azione forte a questo punto, ma non siamo in grado di organizzarla. Allora perderemo tutti. Altro punto: sono titolare ‘ereditaria’ ma mio padre ha lavorato e continua a lavorare da quasi 40 anni. Mia madre anche. E io credo di guadagnarmelo tutti i giorni questo ‘ diritto’ a essere titolare ( preferirei non esserlo, tra l’altro per non avere tutte le responsabilità che il dipendente non ha). Chi gle lo spiega ai miei collaboratori che non potrò più sostenere più i loro stipendi se chi vuole queste liberalizzazioni vincerà?

  6. Anch’io mi chiamo Laura, ma non condivido il suo rancore.
    Pochi anni fa un amico ha partecipato ad una gara pubblica per l’acquisto di una farmacia comunale.
    L’ha vinta senza appoggio alcuno. L’ha pagata cara è vero, ma 1 : 2,ma con un finanziamento che te lo raccomando………………….
    La situazione della farmacia era pietosa . La municipalizzata comunale che oltre alla farmacia
    gestiva altri servizi aveva accumulato in totale debiti per 6 milioni di euro.
    Ho aiutato questo mio amico a preparare per lo smaltimento i farmaci scaduti che erano rimasti
    in magazzino, che ovviamente erano rimasti di proprietà del comune che aveva incaricato il
    farmacista di smaltirli attraverso i canali dedicati.
    Ho preparato 70 ( dico settanta ) scatoloni ( c’erano scatole ancora sigillate) per un valore quantificato in 50.000 Euro circa da smaltire, smaltimento che tra l’altro è pure stato pagato dal comune.
    Quando abbiamo chiamato l’incaricato comunale affinchè si rendesse conto della quantità di farmaci pronta per lo smaltimento la risposta scioccante è stata : ” Ecco perchè continuavamo a pagare!!!!!”
    Non so se si rende conto, questo è il vero scandalo. Il direttore dipendente che acquistava senza troppi problemi (anzi con premi ) e il comune che continuava a pagare senza rendersi conto che aveva in magazzino 50.000 euro di farmaci da buttare.
    Il mio amico con la sua passione sta facendo miracoli, sia nell’immagine della farmacia che nel servizio alla clientela, so l’ impegno che ci mette dentro, le ore che lui e sua moglie pure farmacista dedicano a questo lavoro e auguro a loro tutto il bene possibile.
    Lei dice di conoscere l’opinione di medici ( molti di loro incassano anche nero ) e di gente comune….
    ma dove si è informata.
    E’ vero , un tempo c’era una gestione allegra delle farmacia, ma i tempi sono cambiati e le assicuro che per far funzionare bene una farmacia ci vuole un impegno che le assicuro, non avrei mai immaginato.
    L’Italia è la barzelletta del mondo perchè non sa bloccare gli sprechi che fanno gli enti pubblici ed i politici.
    Se non venisse troppo lunga Le potrei raccontare altre cose, non a riguardo delle farmacie, ma degli enti pubblici e della burocrazia italiana, questo è il vero scandalo italiano…………………

    • Appunto! Il suo amico ha dovuto COMPRARE! Sia “il negozio” (perche’ ormai E’ un NEGOZIO) e soprattuto la LICENZA DI TITOLARIETA’. E’ inoltre ha fatto un cattivo investimento pensi un po’… che fregatura: ora non riuscira’ a rivenderla bene!
      Comunque…A questo punto al prossimo concorso pubblico saro’ autorizzata a farmi vendere il titolo dal vincitore: una Cattedra Universitaria, magari come professore a contratto, Dirigente Regionale, Direttore di Dipartimento o magari Presidente del Consiglio…(ah no.. e’ vero..gia’ quest’ultimo lo fanno gia’ dal terzo mandato ad oggi… e i professori fanno i concorsi ad personam…ma ovviamente con il segreto di pulcinella)…
      Non c’e’ piu’ sordo di chi non vuol sentire…o vedere…piuttosto.

  7. Purtroppo chiunque può sproloquiare senza ritegno di argomenti che non conosce o che ha imparato in modo soggettivo e pensa di poter imporre il proprio credo come verità assoluta senza norme nè leggi.

    • Gia’ e’ vero…Concordo. IN TUTTI I SENSI. Vero?!?
      Senta Maurizio…a proposito… io ho 14milioni di euro in contanti, vinti al SuperEnalotto. MI VENDE LA SUA FARMACIA, TITOLARIETA’ COMPRESA?
      Sa’ il vecchio presidente del consiglio per darmi la sua carica mi chiedeva che lo aiutassi a fare un lavoro ad Arcore e l’attuale voleva gli 80 euro indietro, ma in entrambi i casi non ero molto convinta dell’investimento: temevo che la Magistratura potesse condannarmi. Sa’ loro conoscono tutto tranne la Legislazione Farmaceutica abbastanza, ma molto bene le altre.

    • e inoltre è vero anche il fatto di essere becero. Lo si impara facilmente diventando titolari per eredità, VERO? Magari con una laurea di 4 anni, come si usava un tempo.
      Senza neppure aver avuto il titolare sul collo a urlare sopra.
      E in caso di Titolarietà acquisita, soprattutto, con la certezza che nessuno gli chiedesse di sostenere un concorso pubblico (nell’eventuale remoto caso suddetto) e neppure la probabilità di avere una commissione (spesso compiacente) di dover giudicare a chi dare un titolo piuttosto che ad un altro. Ovviamente tutto regolare immagino, vero? In effetti non si corre il rischio: i concorsi pubblici vengono banditi ogni vent’anni circa, data la natalità sempre in diminuzione. Meno male che si salveranno gli immigrati. Sempre che ne venga registrata la loro cittadinanza. Altrimenti ci sarà sempre l’amico della commissione….
      Guardi, i suoi insulti sono pari alla considerazione che hanno i centinaia di migliaia di farmacisti, magari con 110/110 e lode non titolari. Buon lavoro! e mi raccomando attento ai brevetti scaduti e …. al rischio di fustelle e tariffazioni false. Spesso il Tribunale e la finanza non sempre chiudono un occhio di questi tempi. Non è più come un tempo.

  8. Cara Laura, Tu gridi contro un sistema che a tuo giudizio nega la meritocrazia ma vorresti poi un sistema di farmacie dove essenzialmente la meritocrazia è abolita, perchè da un azienda dove hai investito come la vorresti tu non puoi trarne i frutti che giustamente ti sei lavorato. Anche se l’azienda venisse messa a concorso al pensionamento del titolare il subentrante dovrà comunque pagarne l’avviamento, come ovviamente è previsto ora. Se no tutto diventa neutro, anche il fallimento. Se io scappo alle Maldive col malloppo detratto all’azienda senza pagare collaboratori e fornitori nessuno mi deve cercare, perchè io avevo “solo” una concessione, non ero tenuto ad altro! Che tu lo voglia o no la Farmacia è un’azienda e ha dei costi e dei ricavi. Chi ha la concessione ha dei doveri ma anche il diritto di ricavarne il frutto del suo impegno.
    E poi, ti assicuro per esperienza: Avere 110/110 di laurea non vuol assolutamente dire essere dei bravi titolari ne farmacisti: il mondo è pieno “d’ignoranti istruiti”. Se ti manca l’intuizione e l’iniziativa non vai da nessuna parte. Vedi quante farmacie stanno fallendo? Forse il titolare aveva il 110…
    Cordiali saluti.

    • allora forse non ci siamo PROPRIO capiti.
      Il problema è, così come le migliaia di farmacisti non titolari, pensoano, E’ l’EREDITARIETà DI UNA CONCESSIONE, di un titolo, di una licenza. CHIARO? o ti sembra troppo difficile da comprendere?
      Ti ripeto: il presidente del consiglio può cedere automaticamente la sua carica al figlio o all’amichetta? Puo’ un professore di ruolo cedere la sua carica ai suoi delfini? può un preside di facoltà far diventare preside automaticamente al figlio? Può un vincitore di concorso pubblico vendere la sua vincita a chi vuole lui? Può un presidente di commissione favorire uno piuttosto che un altro? (certo dirai tu… è già il terzo governo che NON viene eletto dal popolo, i Baroni dell’università, lo fanno regolarmente,ma NON è UNA COSA LECITA).
      IO e come me MIGLIAIA, NON ACCETTIAMO l’ereditarietà di un TITOLO, di una CONCESSIONE. Si tengano la farmacia, MA NON LA TITOLARIETà PER DIRITTO. DIVENTI LA FARMACIA UNA PARAFARMACIA OPPURE SI LIBERALIZZI PER TUTTI.
      E’ vero che, se la concessione di titolare terminasse con la pensione e morte di quest’ultimo, e NON FOSSE AUTOMATICAMENTE EREDITATA E VENDUTA, è anche cosa nota che, data la corruzione intrinseca italiana, sarebbe facilissimo riuscire, ,con mille vie alternative, rifar ottenere il titolo di Titolare al figlio MA IN TAL CASO NON SAREBBE AUTOMATICO PER DIRITTO DIVINO, ma lo farà magari “pagando un pizzo” o certamente in maniera non lecita.

      ORA VI E’ CHIARO IL CONCETTO? o AVETE BISOGNO DI UN DISEGNINO?
      NOI CONTESTIAMO L’EREDITARIETà DI UN TITOLO, DI UNA CONCESSIONE, NON IL NEGOZIO. E’ soprattutto dovreste vergognarvi di considerare la farmacia come una attività commerciale!
      Soprattutto in considerazione, del fatto che cercate ,in tutti i modi, di giustificare questa assurdità arrampicandovi sugli specchi, con la parolina magica “tutela della salute”.
      In decina di anni, non ho mai visto un farmacista discutere con il paziente (anche se lo chiamano cliente) sugli aspetti di Pharmaceutical Care, di farmcacovigilanza e dare indicazioni sull’uso e sulle possibili interazioni, appropriatezza prescrittiva e eventuali interazioni. Ormai a mò di poste si prende il numero ci di mette in fila spettando il turno, di da la ricetta, si riceve il farmaco, si paga al centesimo e arrivederci e grazie.
      APPUNTO CIRCA LA MERITOCRAZIA, ci illumini, CHE MERITOCRAZIA HA UN EREDE? IL MERITO DI ESSERE NATO CON IL “GIUSTO” PADRE?
      RIDICOLI!
      Ma ridicoli soprattutto nel cercare di giustificare l’ingiustificabile. Renzi è più sincero. E questo dice tutto.

  9. Cara Laura, scusa se non mi sento ridicolo perchè il mio pensiero non coincide col tuo, (ma la penso diversamente anche da quelli del IS). Ti devo rivelare che non scrivo per Te che chiaramente non mi leggi, ma per qualche altro curioso che passi a leggere i miei pensieri. In un mondo perfetto probabilmente avresti ragione. Nel mondo reale funziona che nessuno da niente per niente. Scusa, ma Tu vivi nel mondo di Topo Gigio, non segui un discorso logico ma un tuo percorso mentale. A Te non interessa capire o discutere sulle ragioni degli altri, devi imporre solo le tue idee perchè verità divina o apologia o perchè sei arrabbiata col mondo o col tuo titolare. Guarda che le attività umane per andare bene devono dare soddisfazione. E la soddisfazione è anche quella economica. Se a te piace il volontariato può darsi che ad un altro, che può essere un tuo dipendente, oppure il tuo titolare od un tuo socio, non vada bene.
    Che tu non abbia visto dei servizi nella tua farmacia (ma poi sei una collega?) non vuol dire che in altre non li facciano. Le farmacie non sono tutte uguali.Ma tu lo sai fare il Pharmaceutical Care? Ti sei preparata? Anche per fare il Pharmaceutical Care ci vuole preparazione e per la preparazione e il tempo da dedicare ci vogliono risorse e personale apposito. Noi stiamo cercando di metterlo su. Le farmacie Italiane stanno cercando di dare la possibilità al farmacista di venire a conoscenza del piano terapeutico dei pazienti per controllare la compliance. E’ un progetto ambizioso, che se attuato permetterà dei risparmi enormi allo stato, cioè a tutti, altro che i 20 centesimi risparmiati nell’Aspirina! L’Inghilterra ha iniziato per prima, e il Pharmaceutical Care viene remunerato dal Ministero. Scusa, ma in che mondo vivi? Ereditarietà o no, come faresti a gestire una farmacia senza risorse? Va bene che tu come titolare non voglia soldi, ma il personale come lo paghi? Non capisco come tu voglia vivere, Se vuoi fare beneficenza potresti andare a lavorare per la Caritas. Chi è che non lavora per denaro? Gl’infermieri? I Primari? Gl’informatori? I MMG? Un medico di famiglia massimalista ormai guadagna più di un titolare di farmacia di medio fatturato. (Oddio! Ho citato di nuovo la parola “Guadagno”!)
    Mettiamo che mi vada bene la NON ereditarietà: Allora lo stato mi deve dare concedere una farmacia bell’è pronta che io devo solo condurre. Voglio capire allora se a questo punto io devo prendere uno stipendio o cosa? E chi me lo dà? Lo stato che non ha più risorse? In Unione Sovietica ci hanno provato, ma si è scoperto che tutti facevano il minimo indispensabile consentito; l’iniziativa ed il trasporto verso il prossimo non erano nelle priorità. In realtà le farmacie come le vuoi tu ci sono: Le farmacie Comunali. (Hai mai partecipato ad un concorso?) Non ti sei mai chiesta perchè molte delle farmacie gestite dalla pubblica amministrazione siano quasi sempre in situazioni di crisi ? Il risultato è che le stanno vendendo alle multinazionali… . A proposito di Gran Bretagna: Hai mai pensato alle farmacie Inglesi? Sembra che paghino molto bene, e fanno già Farmaceutical Care. Io ci farei un pensierino. Ci ho già pensato per Me stesso, e se conoscessi l’inglese e non avessi famiglia sarei già emigrato. Non sto scherzando.

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