Carissima Presidente,

io l’ho fatto sempre pubblicamente. Credo anche, in una vicenda locale, poco interessante ai più, di essermi attivato nel modo migliore e di aver dato una mano come potevo. Devi darmi atto di tutto ciò, nonostante io non sia più iscritto a Federfarma da dieci anni.

Purtroppo, in questa come in altre occasioni, devo imputare a Te, come Presidente, e a tutto il Consiglio, da Misasi a Dal Re, da Orlandi a Visini, la mancanza totale di coraggio nell’affrontare il demenziale attacco mai perpretato alla Farmacia.

So benissimo che sei intervenuta con incontri personali e con comunicati stampa, so anche che hai mosso tutte le pedine possibili (Lorenzin, Aifa, esperti di varia natura) pur in un contesto di difficoltà dovuto al disinteresse e all’ostilità delle forze politiche in generale.

Tuttavia, in un momento tanto tragico, non credo solamente, ma sono convintissimo, che una chiamata a raccolta di tutti i Titolari, scavalcando Consiglio delle Regioni, Unioni regionali e Associazioni provinciali, Sunifar e Assemblea nazionale, era opportuno e doveroso. Un Presidente deve avere anche il coraggio di una azione forte e dura, quando la ritiene assolutamente necessaria, senza chiedere il permesso a nessuno, ma facendosi carico dell’onere oltre che dell’onore che detiene di rappresentare una intera categoria professionale di alto livello e di elevato impegno sociale.

E’ infatti ormai evidente la volontà politica di distruggere un sistema che nel tempo è divenuto sempre più perfetto e utile ai cittadini e allo Stato, quale quello delle Farmacie territoriali, in omaggio (diciamo) a un liberismo preconcetto, e io oso dire folle, che porterà alla fine di una via sociale alla salute e si trasformerà in un business per la multinazionale della finanza, industria, distribuzione intermedia, catene straniere ed italiane, Gdo, e non dimentichiamo le Assicurazioni, che via via assumeranno il controllo delle convenzioni per l’assistenza sanitaria.

Questo, anche se molto in ritardo, era ed è ancora il momento di puntare i piedi una volta per tutte. Hai poco da perdere, dato che fra poco ci sarà il rinnovo delle cariche nazionali, e tanto da guadagnare in un rispetto da parte di tutti i titolari: finalmente un Presidente (senza alcuna ironia) con gli attributi!

Abbiamo già vissuto minacce di sciopero (sbagliatissimo), manifestazioni di vario genere, dalle adunate in piazza alle serrande mezzo chiuse, ma mai ad una azione di forza che nella nostra debolezza vile e congenita ci avrebbe tutti riscattati di fronte ad una opinione pubblica e ai malfattori che ci vogliono distruggere.

Avevamo e abbiamo un’arma che nessuno può toglierci se non noi stessi: la Convenzione con lo Stato, già scaduta da 17 anni, (Il testo della Convenzione che viene di seguito riportato, è stato reso esecutivo con il D.P.R. 8 luglio 1998, n. 371 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 251 del 27 ottobre 1998. La nuova Convenzione, è entrata in vigore il giorno 11 novembre 1998. ART. 18Il presente accordo ha durata triennale e scade il 31.12.1997), disattesa immediatamente dalla parte pubblica con la 405/2001.

Pertanto, se Tu avessi, per una sola volta, la forza intima della convinzione della ragione storica che ha generato la farmacia nel lontanissimo 1240 e che l’ha riconfermata nel tempo, nel 1913, nel 1934 e nel 1968, dovresti agire prontamente (in ritardo).

  1. Dare mandato ai Presidenti provinciali e regionali di convocare un giorno preciso i media regionali e locali per annunciare quanto di seguito;
  2. Inviare alle farmacie un manifesto grandezza della porta di ingresso con un titolo tipo CARI CITTADINI RINGRAZIATE IL GOVERNO RENZI e di seguito frasi semplici ed esplicative delle motivazioni e delle conseguenze;
  3. Convocare i media tv, radio, e giornali, nello stesso giorno delle manifestazioni locali, davanti a Palazzo Chigi e con tutto il tuo staff e con tutti i titolari che sono disponibili ad intervenire, dopo aver avvisato la Presidenza del Consiglio, per strappare pubblicamente copie della Convenzione scaduta, spiegando che essendo stata disattesa e stravolta dalla parte contraente pubblica, per noi non ha più alcun valore;
  4. annunciare che tutte le farmacie d’Italia, da quel giorno, a causa delle scelte assurde e sbagliate del Governo che tendono a distruggere un sistema pubblico funzionante etico e professionale per sostituirlo con una assistenza privata, commerciale e legata alle multinazionali di ogni genere, per la prima volta in Europa e contro l’opinione dell’Europa (vedi corte di Bruxelles e associazione europea delle farmacie), siamo costretti a rinunciare ad ogni accordo con lo stato e ad esercitare (nel rispetto della salute dei cittadini e del ruolo a noi assegnatoci con le concessioni esclusive dello Stato) in libera professione e a dar seguito alle prescrizioni dei medici solo in regime privatistico e quindi a pagamento,
  5. passaggio all’indiretta ovunque e senza alcun limite non contro la popolazione che sarà penalizzata ingiustamente ma contro un Governo che vuole proprio questo,
  6. ritiro di tutti i delegati dalle varie commissioni sia delle ricette, sia delle ispezioni, sia dei concorsi.

So benissimo che le obiezioni tra i grandi capi sindacali saranno: follia perché ci mettiamo contro la popolazione, passiamo dalla parte del torto, le farmacie non ci seguiranno perché tutti cercheranno di approfittare per aumentare il fatturato, è interruzione di servizio pubblico, eccetera.

Ma sono baggianate: il servizio si continua a pagamento e nessuno può obbligarci a farlo gratis senza un accordo economico convenzionale, non si può manifestare senza danno per l’utenza (vale per ogni sindacato specialmente nei servizi pubblici e ancor più sanitari) non si può aspettare di avere l’unanimità delle farmacie per una azione assolutamente necessaria e non rinviabile ulteriormente. Nessun sindacato aspetta di avere il 100% delle adesioni ad uno sciopero, ma lo fa e poi verifica i numeri.Qualcuno dirà che sono fuori di testa, ma credo che quando la minaccia è di portarci via quello che in tanti anni abbiamo conquistato, diminuendoci artificialmente il fatturato, e i margini con vari balzelli e imposizioni di sconti, e anche il valore del patrimonio perché sia acquistabile dalle catene a poco prezzo, e di metterci contro anche i colleghi con l’assurda istituzione dei corner e parafarmacie con la motivazione ridicola di agevolare la popolazione quando è dimostrato dai numeri che i prezzi aumentano ugualmente mentre le cure diminuiscono continuamente, io sono convinto che una azione di forza sia assolutamente utile e necessaria, siamo all’ultima spiaggia.

Altrimenti devo pensare che qualcuno è già passato dall’altra parte.

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29 COMMENTI

  1. Dott. Guerra, io mi chiedo dove viva e soprattutto dove lavori. Ma se la gente non ha neanche i soldi per la tachipirina, come può pensare di proporle un antibiotico a pagamento o un anti ipertensivo ? Non mi sembra la sua una proposta praticabile e costruttiva, per non parlare poi del suo atteggiamento distruttivo nei confronti dell’attività sindacale. È sabato mattina, il terremoto pare che non ci sia stato, le minaccia sono però ancora tante. Rimanere uniti è fondamentale, questa sarebbe la cosa più importante e bisognerebbe farlo tutti insieme con gli attribuì che li auspica. Cordialmente, un collega della bassa lodigiana. Dott. Dario Castelli

  2. Egr. Dott. Guerra
    vivo il canale farmacia da 35 anni, avendo curato la parte commerciale per un importante gruppo della distribuzione intermedia del farmaco, diciamo quindi “dall’altra parte della barricata”. Ragion per cui, 35 anni di militanza, mi fanno sentire particolarmente vicino alle problematiche della farmacia. Insieme, ne abbiamo vissute e non poche. Tutti noi vittime, mai carnefici, di un sistema ove vige il concetto di: ” vuolsi così cola’ dove si puòte ciò che si vuole, è più” non Dimandare” .
    Sacrosanta la Sua lettera denuncia alla Presidente Racca, ma l’ eleganza , la professionalità’ la competenza della Vostra Presidente, è stata sopraffatta già da troppi lustri, dal l’arroganza e la sopraffazione di un” regime” oramai giunto al punto di non ritorno.
    In sintesi, Lei Dott. Guerra, nel’ ultimo rigo della Sua, si è posto la domanda, e si è dato la risposta.
    Con stima
    Arturo Carbonaro

  3. …. magari almeno la minaccia di una annunciazione agitazionale a data certa, nemmeno questa ! Asinus fricat asinum.
    4mila farmacie in sofferenza sono disponibili x per Nazionali e Multinazionali con opzione di nuove apertura e inglobamento delle attuali parafarmacie e quant’altro. Certo, se l’interesse vero consisterebbe nell’ aiutare il popolo ….. basterebbe ripristinare il CIPE ! Aspettiamoci comunque l’uscita della fascia C , come dire …. per salvare il Governo non tocchiamo la predetta con questo decreto ma lo faremo sottobanco in fase di conversione !
    Evviva

  4. le multinazionali e quantaltro voleno entrare nella distribuzione :dalla porta dell’orto(come si dice al mio paese ) invece gli hanno spalancato i portoni !!!!!!!!GRAZEEEEEEE……..ADESSO SI CHE TITOLARI E NON TITOLARI SONO PROPRIO SULLO STESSO BARCONE!!!!!!

  5. devo ammettere che malgrado io sia con Federfarma M:Guerra ha perfettamente ragione e quanto ha scritto andava fatto già da subito quando era stata fatta la proposta del DDL Guidi. Il governo non ce l ‘ha fatta con la liberalizzazione della fascia C ( troppi contrari anche nelle istituzioni) ma il contentino alle multinazionali l’ha dato lo stesso ed è molto grave per noi, per la professionalità e non ultimo per i cittadini

  6. Carissimo collega, dott, Dario Castelli,
    sa una cosa anche io mi chiedo in quale mondo viva Lei e lavori, perchè se nonostante tutto dopo tante vittorie sindacali Lei non ha ancora capito quale sia la verità, bè allora forse è ora che si svegli dal suo sogno e veda come sono andate e come stanno le cose.
    Infatti anche la sua affermazione che il terremoto non c’è stato mi fa capire che lei stia in un mondo parallelo. Questo governo (istigato dalla grande finanza che lo comanda) ha cancellato con un solo colpo di spugna 100 anni di storia della farmacia, ritornando a prima di Giolitti quando anche un commerciante privo di scrupoli etici poteva essere proprietario di una farmacia (mio padre iniziò lavorando in una farmacia di proprietà del salumiere del paese), inoltre ha pure peggiorato la situazione ante Giolitti assegnando a multinazionali e catene nazionali cooperative la proprietà delle farmacie alla faccia della tutela della salute dei propri cittadini, puntando solamente al mercato e al commercio mondiale.
    Ha ragione in una sola cosa: non c’è stato il terremoto, c’è stato il Big Bang della professione, nuttata nel cesso e tirata l’acqua.
    Con amicizia e colleganza
    Maurizio Guerra (anche io dottore ma con pochissimo orgoglio)

    • Caro collega in risposta alla sua replica Le dico che viviamo sicuramente in mondi diversi. Non sono però paralleli, da qualche parte si incrociano. Il mio auspicio e che si incrocino su un bancone di farmacia. Ribadisco ciò che ho detto: fare proposte vecchie ed inutili, scollate dalla realtà come il passaggio all’indiretta è una sacrosanta perdita di tempo per non dire una “cagata pazzesca” tanto per citare un famoso film. Lei dirà che non ho il coraggio di certe scelte, ma è il mio lavoro quotidiano che mi porta ad affermare con certezza che questa non è la via giusta. Il mondo cambia, se continuiamo a voltarci a guardare Giolitti secondo il mio modesto parere non andiamo da nessuna parte. L’unità sindacale per me è una delle poche armi che abbiamo per poter “combattere” una battaglia che Le ricordo, è ancora in corso.

  7. Ma scusate, perché finalmente non ci uniamo e la facciamo noi benpensanti e seri una grande catena ? Oramai non abbiamo più niente da perdere !!!! Se non ci riusciamo adesso che siamo alle corde, possiamo tranquillamente consegnare le chiavi delle nostre farmacie svendute alle multinazionali!!
    Concordo pienamente con il collega Guerra, era da tempo che non leggevo parole così giuste e sensate !!!
    Riccardo

  8. Concordo pienamente con il Dr. Guerra.
    Purtroppo la nostra categoria è stata drogata per anni e non ha il coraggio e gli attributi per lottare sia per gli interessi della popolazione che per i propri, anche quando coincidono.
    Negli anni 80 bastava solo ventilare l’idea della sospensione dell’erogazione dei medicinali in SSN che subito il governo di turno trovava i fondi per finire l’anno, chi se lo ricorda? Poi è arrivata Credifarma e ha drogato tanti colleghi cancellando l’unione e la coesione sindacale. Oggi siamo pecore allo sbando in una professione che ha sempre più del commerciale e sempre meno della professione.
    La proposta del Dr. Guerra, pur se valida, sarà purtroppo ignorata dalle dirigenze affamate di poltrone che abbiamo.

    Giorgio Damiani

  9. Salve dr Guerra. Le faccio i complimenti per i suoi interventi che condivido in toto. Sono consigliere Federfarma ma mi sento impotente verso un’istituzione che così mal ci rappresenta. Un’ assemblea a Roma di tutti i titolari e non solo dei presidenti regionali sarebbe stato un toccasana per mettere a confronto idee e cercare soluzioni per affrontare la gravità del momento. Ma ci vogliono? Sarebbe importante secondo me aumentare al massimo la pressione sull’antitrust in modo che, se questo scellerato disegno di legge andasse in porto, si possano evitare le concentrazioni di farmacie nelle mani della distribuzione intermedia e delle aziende farmaceutiche… Se non riusciremo a guidare noi questo cambiamento, ho paura che saranno le assicurazioni a darci il colpo di grazia!

  10. Il collega Guerra ha maledettamente ragione !!! Buona sarebbe l’dea di una grande catena nazionale di farmacie… ma a chi ne affidiamo la direzione ai vertici di Federfarma o agli amministratori delle diverse cooperative di recente chiuse e/o fallite ? Oh, poveri noi !

  11. Gentilissima dottoressa Daniela,
    tranquilla che sono stato Consigliere responsabile rurale in provincia, Presidente dei rurali del Veneto, Presidente di Federfarma Veneto, componente del Comitato Centrale, Consigliere nazionale nel CD ai tempi di Siri, quindi anche io ho i miei peccatucci. Tuttavia me ne sono andato sbattendo la porta quando ho capito che la struttura statutaria impediva la democrazia interna, il ricambio e qualunque proposta innovativa e creativa.
    Quindi capisco benissimo come deve sentirsi Lei ingabbiata dentro questa realtà ancora oggi rimasta ingessata. Purtroppo pur avendo tentato in molti modi a livello nazionale e regionale di cambiare sia le regole del gioco sia i dirigenti, ho perso ogni battaglia (insieme a tanti altri) e coloro che credevano ingenuamente che cambiando il presidente si sarebbe cambiato tutto hanno sbattuto il naso di fronte ad un colosso inamovibile e non rinnovabile. Quante volte mi sono scontrato con Siri e con la Racca ma senza ottenere nulla. E d’altronde se da 30 anni in consiglio ci sono ancora i Visini, e i Ghiani (in Credifarma che sappiamo come è finita) credo che la colpa sia più dei colleghi “di base” che dei soli dirigenti. Non leggono, non si informano, tengono la testa dentro al cassetto e non si accorgono che il mondo intorno cambia velocissimamente.
    Incidere sull’Antitrust ? Sarà durissima e senza alcuna azione sindacale impensabile. Prima c’era Catricalà che ci odiava come fossimo dei criminali, cambiato il capo l’odio è rimasto nei funzionari.
    Con quella gente non si ragiona e noi non abbiamo alcun potere, alcun rapporto istituzionale nè personale.
    Credo che la grande finanza abbia pagato politici e anche dirigenti e perfino dirigenti di Federfarma (che da tempo sono a busta paga di Alliance) e quindi il percorso iniziato dalla Coop e proseguita dalla multinazionale Wallgreen non è nè frenabile nè deviabile da una associazione che ha mostrato per più di 20 anni una debolezza assurda e ingiustificabile.
    Comunque ovviamente mi auguro che nel percorso parlamentare cambi la norma ma non ci credo in quanto è proprio il progetto che volevan portare avanti, nascondendosi dietro al quorum e alla classe C quando il loro obiettivo era proprio questo
    Con amicizia
    Maurizio Guerra

    • La conferma di quanto siano giuste le considerazioni del collega Guerra e’dimostrata dal fatto che nelle ultime settimane le voci di categoria si siano soffermate soprattutto sull’uscita della classe C e sulla riduzione del quorum senza pensare(?) alle tragiche conseguenze dell’entrata delle società di capitale nel settore.Si poteva ben comprendere come lo stesso governo non avrebbe avuto nessuna convenienza a smantellare un servizio con conseguente danno per i cittadini e questo già’ dalle parole dello stesso premier.Ma l’obiettivo era un altro….ignoranza o malafede?

  12. Monti e la Guidi sono entrambi nella Trilaterale. Se a pensar male ci si azzecca allora verrebbe da pensare che questi due sono stati gli esecutori di un piano preparato anni fa e ora portato quasi a termine. Difficile pensare ad una ribellione del Parlamento, l’attenzione è tutta sui licenziamenti più o meno facili e solo quelli del settore capiscono cosa sta succedendo in campo sanitario. Il mercato farmaceutico italiano è un bel bocconcino e tra qualche anno i profitti andranno all’estero. Come ci andranno quelli delle banche popolari che saranno preda delle grosse banche straniere o di qualche fondo di investimento. Nel decreto non c’è praticamente nulla che faccia aumentare i posti di lavoro, ci sono solo provvedimenti utili al capitale.

  13. Cosa dobbiamo fare adesso per salvare le nostre aziende ??? Secondo me potremo superare questo momento drammatico solo unendoci e lasciando alle spalle tutte le beghe e le chiacchiere fatte in passato.
    Azzeriamo tutto….. e guardiamo al futuro in modo positivo e concreto.
    Siamo circa 16000 farmacie sul territorio; se solo il 10% ( 1600 ) di queste farmacie formasse una grande catena avendo la stessa unità di intenti; stessi obiettivi partecipando attivamente alle varie politiche di : acquisti, vendite, aggiornamenti e formazione professionale offerta di servizi e quant’altro, pensate già che peso politico ed economico rappresenterebbe, e potrebbe tenere testa a qualsiasi grosso gruppo. Da soli purtroppo non si va da nessuna parte !!!!!!!
    Lo so, sarà difficile, ma ci dobbiamo riuscire, dobbiamo cambiare mentalità e ci dobbiamo adattare ai tempi; questa, secondo me, è la ricetta.
    E’ l’unica e sola arma per la sopravvivenza……..
    Riccardo

    • Sono pienamente concorde. Dobbiamo cambiare prospettiva e mentalità.
      L’aggregazione è l’unica ricetta per vincere la competizione imminente. E non pensiamo che la guerra sia finita, anzi. E’ appena cominciata, e manca ancora la ciliegina sulla torta delle multinazionali.

  14. …sono preoccupato perché trovo qui motivi di discussione e approfondimento che nella loro crudezza mi tolgono il fiato….il mio sindacato provinciale in questi giorni di vera e propria”guerra” continua a inviarmi per inoltro le circolari della Associazione…niente di più…una riunione,un’assemblea….niente!!!un sindacato che vive di cariche e poltrone con una dirigenza che ormai poco ci rappresenta ma che molto si ostina nel millantare una certa capacità di guida e orientamento per la categoria….io, vecchio di troppe guerre, anche recenti all’interno del sindacato, mi ritrovo stanco…spero nei giovani che con gli occhi in grado di vedere più lontano dei miei…sappiano nella loro azione difendere anche colleghi come me che ancora vorrebbero e potrebbero fare ma che come succede troppo spesso in politica , si trovano di fronte al disinteresse dilagante dei più che perpetua una classe dirigenziale ottusa, forse già corrotta e legata alle grandi catene e alle assicurazioni perché ormai, per incapacità, personalmente sull’orlo del concordato fallimentare della propria farmacia azienda e sul baratro della consapevolezza della propria inettitudine……

  15. Ma vi siete chiesti perchè nel D.L. milleproroghe è stata tolta l’idoneità per l’acquisizione della titolarità fino a dicembre 2016?

    Non avete ancora chiaro il motivo per il quale le farmacie di Roma, in essere a Farmacap, non verranno liquidate ma la società che le gestisce trasformata in S.p.A.?

    E per coloro in difficoltà che permetteranno a soci non farmacisti di entrare nel capitale sociale, attenzione; progressivamente, con aumenti di capitale, si troveranno a essere buttati fuori e lavorare per quattro soldi.

    Ovviamente ci sarà sempre il caso di farmacie in mano alla malavita (camorra e mafia). Oggi queste farmacie sono intestate a prestanome, domani i soci occulti, grazie a Renzi, potranno legalizzare la propria posizione ed emergere, lavando capitali sporchi.

    E se pensate che sia fanta-economia questa, andate a rileggervi quel che Caldoro (presidente della Regione Campania, n.d.a.) ha dichiarato in merito a strani passaggi di mano di laboratori di analisi e farmacie a prezzi “stracciati” nel territorio campano.

    Ma non si deve poi andare così lontano con la fantasia. Moltissime farmacie sono indebitate con i magazzini farmaceutici facenti capo a multinazionali che controllano questi crediti col tramite di società di factoring (non banche quindi).

    Credifarma, da parte sua, si sta facendo da parte poiché è stata messa in condizione di “non nuocere” a questo disegno (politico/criminale?).
    E Federfarma, socia di maggioranza, che fa?

    Signori, … il pasto è servito!

  16. Tolta l’idoneità per la titolarità ma sempre farmacista ci vuole, no? Almeno, io avevo capito così ma è una norma talmente assurda (sveglia Lorenzin) che, o qualcuno deve sistemare un parente, o ha i fini che dici tu.

    • La proprietà deve sempre essere in capo a un farmacista, il quale può essere socio, anche di minoranza, con una quota irrisoria di capitale.
      Il capitale invece può essere di chicchessia, anche di una multinazionale S.p.A. con sede all’estero (ad es. in inghilterra).

      Per divenire titolare però è necessario avere l’idoneità (superamento di un concorso o biennio di formazione professionale).
      In caso di aquisto è necessaria la certificazione di aver svolto l’attività di farmacista nell’ultimo semestre, se già titolari non avendo esercitato nel biennio precedente.

      E dopo queste poche precisazioni, nominatemi un(a) farmacista a capo di una multinazionale e interessata al mercato farmaceutico europeo e in special modo italiano.

  17. Se Federfarma SERVIZI (quali ?) centralizzasse gli acquisti per conto delle farmacie italiane MOLTO ….. cambierebbe per mettere a “cuccia” e il silenziatore alle Multinazionali ;Farmindustria; Anifa; GDO; Federconsumatori che continua a remare contro senza proporre un ritorno al CIPE (che sia controproducente o antieconomica per la stessa ???) e quanti “interessati” e guidati dall’interesse altrui e non dei consumatori.
    Alle farmacie italiane il cluster di ricarico degli studi di settore è 29% ! Le COOP vengono tassate sul 40% del fatturato ! E’ improponibile qualsiasi raffronto con chi ha una tassazione agevolata sui profitti !
    AD MAIORA

  18. Bravo Maurizio,
    condivido il tuo pensiero e sostengo anch’io la tesi che non da ora ma anche da molto prima il farmacista e
    la istituzione della Farmacia doveva essere ben rappresentata ed enfatizzata di fronte all’opinione pubblica.
    Oggi con gli strumenti di comunicazione e i social network è ancora possibile fare molto e una volta per tutte cacciamo i soldi per finanziare tutto questo servendoci di figure professionali che fanno questo di mestiere e non improvvisiamoci esperti di immagine.
    In aggiunta alla proposta di passaggio alla indiretta farei di più per i cittadini : mi proporrei, come farmacista
    di aiutare gli utenti nel recupero delle somme versate per l’acquisto dei medicinali fornendo se necessaria l’assistenza legale gratuita. Forse sarò un po’ pazzo anch’io, ma almeno ho ancora la voglia di lottare e non sputarmi allo specchio quando mi alzo al mattino.
    Il tuo amico Augusto

    In aggiunta alla tua proposta di passaggio alla indiretta

  19. Sono andato a cercare notizie su chi-sappiamo-ma-non-si può-dire e pare che tanti anni fa abbia fatto la collaboratrice e poi si sia comprata la farmacia dove lavorava. L’idoneità quindi lei sembrerebbe averla.

    • Dopo un periodo di stasi in cui non si esercita (max due anni), perchè non più titolare, anche se in possesso dell’idoneità è necessario fare uno stage semestrale per acquisire una farmacia.

      Se vendo la mia farmacia per comperarne un’altra, ciò deve accadere entro un periodo di due anni trascorso il quale devo riacquisire l’idoneità al fine di poter ritornare titolare.

      Ricordo anche che la L.248 non rende più incompatibile la titolarità con l’attività di distribuzione del farmaco all’ingrosso.

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