Gentili lettrici e cari lettori,
Abbiamo letto tutti le bozze sul Ddl concorrenza che si appresta a essere valutato in sede parlamentare. In particolare, abbiamo potuto affrontare il tema dell’accesso dei capitali al mercato delle farmacie. Considerato il quadro generale del provvedimento, sembra probabile un interessamento della GDO ad acquistare farmacie strategiche; si arriverebbe, in breve tempo, ad avere poche ma estese catene di farmacie. Esistono, in realtà, ancora delle variabili che devono essere chiarite, prima su tutte la sopravvivenza o meno della pianta organica.
Comunque, nello scenario ipotizzato dell’ingresso di capitali, alcuni intravedono un’opportunità di affermazione dei farmacisti dipendenti come direttori od una via d’ingresso più facile alla professione. Un altro effetto positivo atteso è quello dell’abbassamento dei prezzi, ipotesi tutta da verificare essendo i prezzi attuali mediamente già bassi.
Per formazione, siamo inclini a studiare i problemi, ad approfondire le fonti, verificarle ed ampliare l’orizzonte del nostro punto di vista. Così, qualche giorno fa, ci imbattiamo in un interessante articolo pubblicato su un sito americano e che riportiamo di seguito tradotto:
Stanco degli straordinari non pagati e delle pause di riposo non concesse, un farmacista ha fatto causa a Walmart, gigante della vendita retail, attraverso una class action. Come riportato dal sito Lawyers and Settlements, Afrouz Nikmanesh, che ha lavorato presso Walmart dal 2003 al 2014, afferma che l’azienda ha violato le leggi della California sul lavoro, non retribuendolo per il tempo passato a studiare il programma sulle vaccinazioni promosso dall’American Pharmacists Association. Nikmanesh dichiara che l’addestramento era strettamente legato ai doveri professionali di farmacista. La causa riguarda tutti i farmacisti degli Stati Uniti che hanno lavorato nelle farmacie di Walmart negli ultimi 4 anni. Invocando la Legge360, Nilmanesh ha inoltre dichiarato che Walmart non ha concesso agli impiegati i 10 minuti di pausa durante i loro turni, in violazione della legge federale. Il caso di Nikmanesh è stato preso in carico dalla corte federale degli Stati Uniti il 6 febbraio 2015.
Affrontiamo il tema più importante subito: la salute del cittadino. Da qualche ricerca ulteriore apprendiamo che l’American Pharmacists Association promuove dei corsi di aggiornamento (non sappiamo quanto simili agli ECM) che sono considerati fondamentali nell’amministrazione della salute pubblica. Uno di questi, quello richiamato nel corpo dell’articolo originale, ha come obiettivo la formazione e l’istruzione in materia di vaccinazione. Non è un mistero il fatto che proprio la vaccinazione sia stato, di recente, uno degli argomenti peggio trattati dall’informazione, dando adito ad una serie di false notizie che si sono rincorse nei mesi a danno della stessa salute pubblica. Converrete con noi che l’argomento è degno di primario interesse. Nonostante ciò, pare che Walmart non sia stata collaborativa, mortificando il farmacista nelle sue giuste aspirazioni professionali e non riconoscendogli il giusto indennizzo economico per l’attività di formazione svolta. Questo pare fosse una pratica diffusa, lo si evince dal fatto che la parte offesa si è avvalsa della forma class action. Se quanto descritto fosse appurato in sede giudiziaria, emergono in maniera evidente quelle che possono essere le intenzioni della GDO riguardo la salute dei cittadini e quali “miglioramenti” ci possiamo aspettare da una politica del genere.
Il secondo tema è quello delle condizioni di lavoro. Il dr. Niknamesh denuncia violazioni alle leggi sul lavoro, tali da ricadere sotto la competenza del Giudice Federale, non cosa da tutti i giorni. Negare anche 10 minuti di riposo è senz’altro un modo becero di cercare il vantaggio economico a tutti i costi, soprattutto se fatto a danno di un operatore altamente qualificato com’è il farmacista. Anche in questo caso, il comportamento di Walmart aumenta il rischio di errori di erogazione dovuti alla stanchezza, minando l’aspetto professionale della prestazione.
Ci teniamo a puntualizzare che tutto deve essere valutato dalle autorità competenti e la nostra esposizione dei fatti raccontati dal dr. Niknamesh è qui funzionale ad un discorso più ampio e legato ai fatti delle ultime settimane.
Tuttavia, è innegabile che, qualora Walmart venisse condannata, il caso diventerebbe un argomento scomodo per chi sostiene l’opportunità dell’ingresso della GDO nel sistema di distribuzione del farmaco e conseguente assunzione di responsabilità in materia di sanità pubblica.

Giovanni Milano

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