Bocce ferme e pallino al centro.

Personalmente, mi auguro che gli alti e lungimiranti Dirigenti della Categoria, al di là delle opinioni personali (e forse, magari, pure turandosi il naso, perché no?), si siano preventivamente mossi nei confronti dei Candidati al prossimo Governo, che erano già nell’aria da mesi e che sono diventati evidenti nelle ultime settimane: Di Maio e Salvini.

Sarebbe stato molto ingenuo, per non dire stupido, aver puntato solo sui due partiti maggioritari uscenti ed evidentemente sconfiggibili e ora sconfitti: PD e FI.

Ma non si sa mai.

Penso che, ovviamente, siano stati presentati in modo ufficiale piani e progetti dettagliati relativi al Ruolo della Farmacia italiana e alla Remunerazione indispensabile per un Servizio Farmaceutico all’avanguardia, capillare ed efficientissimo. Specialmente sottolineando e inquadrando il Ruolo principale delle farmacie rurali che supportano il SSN nei piccoli paesi di montagna, collina e delle lande deserte, dove a volte non c’è alcun altro presidio sanitario, nemmeno un ambulatorio medico e sempre meno ce ne saranno dato che lo Stato ottuso ha puntato tutto sulle Utap, poi Aft, e infine Case della Salute che, al contrario di ogni ragionevole progettazione, accentrano e non decentrano il SSN, con danno immediato per tutti i cittadini, ma in modo particolare per gli anziani, malati cronici, magari senza figli e nipoti e spesso nemmeno deambulanti.

E’ ovvio che io dia per scontato che ai due principali candidati al Governo siano stati presentati numeri precisi sullo sviluppo della capillarità degli ultimi 50 anni e sulle capacità delle farmacie in genere ma soprattutto delle piccole farmacie rurali di supportare le esigenze di una popolazione sempre più anziana, stanca, debole e anche senza denaro per ricorrere alla medicina privata di qualsiasi genere.

Credo e spero che i Dirigenti più attenti e più assennati di noi Peones, abbiano presentato ai futuri Presidenti del Consiglio e Ministri un piano dettagliato per permettere di vivere in modo dignitoso ai tanti farmacisti rurali che spesso sacrificano la loro vita e quella della loro famiglia per far fronte alle esigenze sanitarie cui i più deboli hanno bisogno di ricorrere quotidianamente o quasi.

Con questo una chiara e limpida fotografia delle necessità economiche di farmacie, titolari e collaboratori per poter mantenere e garantire un servizio che nessun altro svolge, tanto meno le Grandi Catene nazionali e multinazionali interessate a fare business e quindi ad acquisire le più grandi farmacie dei centri più appetibili – come già hanno iniziato a fare – fregandosene altamente del SSN.

Spero che sia anche stato chiesto a questi Primi Ministri in pectore l’abolizione della 405, il riassorbimento delle parafarmacie e l’imposizione della maggioranza delle quote a farmacisti operanti nella farmacia anche per le società di capitali.

Ovvio che tutto questo è stato già fatto in tempi non sospetti, ossia molto prima delle elezioni politiche.

E ci mancherebbe che non fosse stato fatto, mica so’ fessi!

Maurizio Guerra

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