In 42 giorni il legislatore ha modificato quanto era già stato riformato dal Decreto Legislativo n. 81 (leggi Jobs Act) non più tardi del 2015.

L’alto obiettivo perseguito, peraltro in assenza di consultazione con le parti sociali, ha sollevato notevoli critiche che, parzialmente accolte, sono state tradotte nelle modifiche del testo originale in sede di conversione.

Si è creato così un pluri-regime di regole che, oltre a generare difficoltà nei datori di lavoro ed operatori del diritto del lavoro, determina sostanziali effetti sui contratti in funzione della loro data di stipula.

Di conseguenza:

Vediamo punto per punto le novità certe per i contratti stipulati dall’11 agosto 2018.

  • Ridotto il termine massimo di durata dai 36 mesi a 24 complessivi;
  • Dopo 24 mesi, è sempre possibile la stipula di un ulteriore contratto della durata massima di 12 mesi presso l’Ispettorato del Lavoro;
  • Se inizialmente il contratto supera 12 mesi, lo stesso può essere stipulato solo in presenza delle seguenti condizioni:
    • Esigenze temporanee ed oggettive, estranee all’ordinaria attività, ovvero per esigenze di sostituzione di altri lavoratori;
    • Esigenze connesse ad incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria.
  • Medesime condizioni dovranno essere presenti qualora un contratto di durata inferiore a 12 mesi venga prorogato superando gli stessi;
  • Ridotte le proroghe massime dalle 5 alle 4 possibili;
  • Solo in occasione di rinnovi contrattuali, quindi cessazione di un contratto e successiva stipula di un nuovo contratto, l’aliquota contributiva aggiuntiva applicata ai contratti a tempo determinato pari all’1,4% è aumentata raggiungendo l’1,9%;
  • Infine, è stato chiarito definitivamente che i lavoratori in somministrazione unitamente ai lavoratori a tempo determinato vanno computati nel limite della percentuale massima di contratti stipulabili. Tale percentuale è passata dal 20 al 30%.

Post pubblicato il 7 settembre 2018

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Lorena Alberti, praticantato e formazione in Consulenza del Lavoro presso la Facoltà di scienze economiche e bancarie di Udine. Dal 1993 gestisce adempimenti HR di PMI affiancando incarichi di CTP e docenze. Dal 2008 al 2015 è responsabile HR Admin Italia di una multinazionale. Dal 2015 riprende l'attività professionale e dal 2016 è CTU presso il tribunale di Trieste.