È ormai noto come Amazon sia entrata “a gamba tesa” nel mercato farmaceutico statunitense, iniziando a vendere farmaci da banco con il marchio Amazon Basic Care. Attualmente sono disponibili circa una sessantina di prodotti di vario genere, dagli antidolorifici agli antiallergici, dall’ibuprofene ai digestivi.

Amazon non è né proprietario né produttore di questi farmaci. Tuttavia, un po’ come per tutta la sua linea Basic, ne commissione la produzione (in questo caso alla Perrigo), ed è in grado di rivenderli al grande pubblico a prezzi inferiori rispetto ai competitors di settore (Walmart in primis), ma soprattutto rispetto alle farmacie fisiche.

Un esempio? L’ibuprofene su Amazon è disponibile a 6,99 $, nelle farmacie statunitensi costa mediamente 15 $. Basta questo semplice dato per dare un’idea del problema che Amazon Basic Care può rappresentare per i retailer al dettaglio.

E non è tutto: poco tempo fa Amazon ha acquisito per oltre un miliardo di dollari PillPack, una farmacia online che offre medicine pre-dosate e consegne a domicilio. Un altro duro colpo per le farmacie.

A questo punto sorgono spontanee alcune domande: i farmacisti italiani saranno coinvolti da questo tsunami? Bisogna iniziare a preoccuparsi? C’è futuro per i negozi fisici o la strada è ormai segnata?

Prima di eccessivi allarmismi va ricordato che, al momento, i farmaci e i servizi farmaceutici by Amazon sono disponibili solo sul suolo americano. E che in Italia, secondo la legge, solo farmacie o parafarmacie possono vendere i medicinali. Possiamo quindi tirare un sospiro di sollievo e sentirci al sicuro? La risposta, probabilmente, è no.

Questo scenario infatti non è immutabile, e nulla ci garantisce che in un prossimo futuro le normativa italiana in materia non cambi, uniformandosi a quella statunitense. Ma, a prescindere dalle leggi, è ormai necessario saper ascoltare questo “campanello d’allarme” e avviare una profonda riflessione sul futuro delle farmacie al dettaglio.

I tempi sono cambiati e per evitare di rimanere tagliati fuori dal mercato è fondamentale sapersi trasformare, adattandosi al nuovo contesto mondiale, in modo da poter reggere l’impatto dei grandi retailer online.

La domanda ora è un’altra: “Come?”

La base di partenza è continuare a investire e puntare sugli attuali punti di forza della farmacie, quali: capillarità sul territorio, rapporto di fiducia con il cliente, personalizzazione dell’offerta, fidelizzazione attraverso offerte o sconti dedicati, relazione umana.

Al contempo, però, sì dovrebbero migliorare alcuni meccanismi che attualmente spesso “scricchiolano”, come il sistema di approvvigionamento e distribuzione. A tal proposito, secondo Sergio Liberatore (managing director di IQVIA) è necessario “un radicale cambiamento nei sistemi di approvvigionamento delle farmacie che si dovranno adattare alle nuove realtà aggregate e in parte autosufficienti. Le industrie farmaceutiche dovranno rivedere le loro strategie e adattare, di conseguenza, le loro organizzazioni commerciali”

Un concetto condiviso anche dalla rivista Economy, secondi cui “è necessaria una nuova alleanza tra i vari player della catena: dall’industria farmaceutica ai grossisti, ai concessionari e ai farmacisti. Tutti questi attori della logistica sono chiamati a reinventarsi. L’industria deve considerare la logistica non un affare che non la riguarda, ma un servizio che integra il prodotto”.

Eppure, tutto ciò finora elencato potrebbe anche non bastare. Il futuro della nostra società è infatti sempre più digitale e interconnesso. Le farmacie non possono sottrarsi a questa rivoluzione, e anzi devono saperne cogliere le sfide e le opportunità.

La farmacia del futuro sarà dunque sempre più digitale e sempre più integrata, tanto che la sfida del mercato sarà vinta da chi saprà rinnovarsi, offrendo servizi diversificati e un valore aggiunto al paziente.

Nel concreto, le potenzialità offerte dal digitale sono davvero numerose. A partire dagli ecommerce, vetrine virtuali tramite le quali il cliente può trovare e acquistare facilmente i farmaci senza doversi recare personalmente in farmacia. Il guadagno chiaramente è anche per il farmacista, che può aumentare esponenzialmente i prodotti venduti. Casi virtuosi di ecommerce https://pharmanow.com che hanno saputo integrare servizi personalizzati e nuove tecnologie ci sono stati anche in Italia, ma si tratta di occasioni che bisogna saper cogliere con sempre maggior convinzione e consapevolezza.

Gli store online, comunque, sono solo la punta dell’iceberg di una strategia più ampia che può portare a risultati sorprendenti.

Per esempio, una farmacia moderna potrebbe (o forse dovrebbe?) attivare un servizio di newsletter per i suoi clienti registrati, aggiornandoli sulle ultime offerte o tenendoli informati sulle novità più interessanti (creando così anche un rapporto di fiducia). Non solo: chat in tempo reale per chiedere consiglio al farmacista, app per il monitoraggio dei parametri vitali, direct email marketing, pagine Facebook con contenuti interessanti, strategie comunicative multicanale, sono solo alcune delle possibili strategie vincenti per una farmacia del 3°millennio.

L’importante è non appoggiarsi sugli allori di un passato che, volenti o nolenti, non esiste più, e saperi innovare per rimanere al passo con i tempi, migliorando e integrando i servizi. Solo così se un giorno Amazon sbarcherà anche in italia con la sua linea Basic Care, saremo in grado di reggere l’onda d’urto. E se Amazon, o simili, non arriveranno, avremo comunque migliorato il servizio e sviluppato una farmacia più smart e a misura di cliente.

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Laureato in Scienze Linguistiche, inizia un percorso professionale che lo porterà ad operare nel marketing e nella comunicazione digitale. Partecipa a vari progetti internazionali, vivendo all'estero per lunghi periodi (Spagna, Lituania, Colombia, Russia, ecc.), dove apprende diverse lingue e culture. Nel 2017 si trasferisce a Roma per lavorare come Content Manager presso Pharmawizard, piattaforma integrata che digitalizza il rapporto tra cittadino, farmaci e salute. Grazie a questo nuovo ruolo inizia ad appassionarsi sempre più al mondo della farmacia.