La ratio del periodo di ferie, diritto costituzionalmente riconosciuto (art. 36, c.3), si sostanzia in un’assenza dal lavoro atta al recupero delle energie psicofisiche.

L’art. 2109 del Codice Civile ne definisce caratteristiche e modalità di fruizione, pertanto:

  • «devono essere retribuite», pertanto sono parte del contratto individuale di lavoro;
  • «possibilmente continuative», al fine di rendere efficace lo scopo loro attribuito;
  • «nel tempo che l’imprenditore stabilisce tenuto conto delle esigenze dell’impresa e degli interessi del prestatore di lavoro», quindi è il datore di lavoro che ne definisce il periodo in funzione della tipologia di attività tenendo in considerazione le richieste dei suoi collaboratori;
  • «della durata stabilita dalla legge» (leggi Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro), nella declinazione in analisi trattasi del C.C.N.L. per i dipendenti da farmacie private o C.C.N.L. per i dipendenti di imprese gestite o partecipate dagli enti locali esercenti farmacie, parafarmacie, magazzini farmaceutici all’ingrosso, laboratori farmaceutici;
  • «l’imprenditore deve preventivamente comunicare al prestatore di lavoro il periodo stabilito per il loro godimento», permettendo in tal modo al datore di lavoro il diritto di modificare il periodo assegnato in precedenza previa obbligatoria e preventiva comunicazione;
  • «non può essere computato nelle ferie il periodo di preavviso», per converso si vanificherebbe la necessità del datore di lavoro, che ha ricevuto la comunicazione di dimissioni dal dipendente, al rispettivo termine utile per la ricerca di una risorsa in sostituzione e la relativa formazione mentre, in caso di licenziamento, il lavoratore sarebbe privato della legittima monetizzazione delle ferie residue.

La durata del periodo di ferie annuali retribuite non può essere inferiore alle 4 settimane e tale periodo non potrà essere sostituito, salvo in caso di risoluzione del rapporto di lavoro, dalla relativa indennità per ferie non godute.

Salvo diversa previsione contrattuale almeno due settimane (consecutive in caso di richiesta del lavoratore) devono essere fruite entro l’anno di maturazione, mentre le restanti due settimane possono essere fruite nei ventiquattro mesi successivi al termine dell’anno di maturazione (C.C.N.L. per i dipendenti da farmacie private) o diciotto mesi successivi al termine dell’anno di maturazione (C.C.N.L. per i dipendenti di imprese gestite o partecipate dagli enti locali esercenti farmacie, parafarmacie, magazzini farmaceutici all’ingrosso, laboratori farmaceutici).

Data questa sintetica declinazione normativa, risulta necessario affiancare quanto dettato dai CC.NN.LL. in applicazione alla tipologia di farmacia.

Ne discende che il farmacista collaboratore, sia inteso come dipendente di 1’ livello che genericamente di qualsiasi altro livello, potrà godere delle ferie retribuite proporzionalmente al periodo di lavoro svolto, nel periodo indicato dal datore di lavoro e, in caso di interruzione per eventi di malattia, il periodo di ferie non godute sarà fruibile in seguito trattandosi di diritto irrinunciabile ed indisponibile.

Lo stesso non potrà chiederne la monetizzazione, dovrà riprendere servizio alla fine della fruizione autorizzata e, qualora subentri una malattia, giustificarne l’interruzione con la tempestiva comunicazione seguita dal certificato medico telematico (cartaceo nel caso il medico sia impossibilitato a produrlo o malattia contratta all’estero).

Fonte Utilizzata

Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro

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Lorena Alberti, praticantato e formazione in Consulenza del Lavoro presso la Facoltà di scienze economiche e bancarie di Udine. Dal 1993 gestisce adempimenti HR di PMI affiancando incarichi di CTP e docenze. Dal 2008 al 2015 è responsabile HR Admin Italia di una multinazionale. Dal 2015 riprende l'attività professionale e dal 2016 è CTU presso il tribunale di Trieste.