La farmacia? Un presidio sanitario “a chilometro zero”

«La farmacia è un’impresa commerciale destinata all’acquisto di prodotti farmaceutici direttamente dalle case produttrici e alla loro successiva distribuzione al consumatore».

La Treccani definisce così la farmacia.

Tutti noi, però, sappiamo che ad oggi non è più così. La farmacia è molto più di un semplice luogo fisico, e soprattutto, è bene chiarirlo, i farmacisti non sono soltanto dei commercianti. Con il passare degli anni la farmacia italiana si è evoluta, fino a divenire un vero e proprio centro della salute, un presidio del Sistema sanitario nazionale.

Presenti in modo capillare sul territorio, le farmacie in Italia sono in prima linea nel garantire il rispetto e l’adesione alle terapie farmacologiche, soprattutto nel caso di tutti quei soggetti affetti da patologie croniche. In questo contesto si inserisce un ulteriore elemento, poiché in farmacia sono disponibili molteplici servizi, infatti, vengono erogate prestazioni analitiche di prima istanza.

Esse permettono di valutare i principali parametri ematochimici, come test per il calcolo della glicemia, di colesterolo e trigliceridi, così come per la misurazione in tempo reale di emoglobina, emoglobina glicata, creatinina, transaminasi ed altri. A quelli sopracitati si aggiungono anche test per misurare i diversi componenti presenti nelle urine quali acido ascorbico, chetoni, urobilinogeno e bilirubina, leucociti, nitriti, ph, sangue, proteine ed esterasi leucocitaria.

Una farmacia sempre più vicina alla salute e al benessere della persona, alla prevenzione di patologie che colpiscono ad oggi una grande fetta della popolazione, tra cui ricordiamo quelle a carico del sistema cardio-circolatorio. In questo quadro è fondamentale tenere presente quanto, ad oggi, la maggioranza dei pazienti segua un regime politerapico. Uno dei servizi sanitari sempre più diffuso in questo ambito è la telemedicina, un complesso di tecniche che affiancano la medicina tradizionale e permettono l’accesso da parte di tutti i cittadini a molte prestazioni di diagnosi (ECG, holter pressorio e holter cardiaco) nonché ad una consulenza medica a distanza, assicurando una continuità nell’assistenza sul territorio, nelle aree urbane come nelle località più isolate.

In tutto questo processo di continuo cambiamento, il farmacista assume un ruolo determinante, non si tratta più di un semplice dispensatore di medicinali, ma risulta essere un autentico professionista della salute. Il farmacista deve mettersi in ascolto delle esigenze di ciascun paziente ed essere un punto di riferimento del suo benessere fisico, ma non solo.

Il farmacista ha il compito di educare e seguire il paziente a 360 gradi così da permettere il mantenimento di un corretto stile di vita, garantendo l’aderenza alle differenti terapie, e identificando i bisogni di ciascun paziente. Il farmacista, inoltre, ha il ruolo di consigliare differenti programmi di gestione delle varie patologie, screening e soprattutto prevenzione. Un ruolo sempre più da protagonista, che consente al farmacista di ampliare le sue possibilità e trasforma l’immagine della farmacia in quella di centro primario della salute a chilometro zero.

Quanto riportato esprime contenuti ed opinioni personali dell’autore che ha scritto il post. Queste opinioni non coincidono necessariamente con quelle di FarmaciaVirtuale.it.

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Marco Catanese
Farmacista territoriale con la passione per la galenica e per la sua professione. Nel tempo libero mi piace viaggiare e scattare fotografie.

1 COMMENTO

  1. La farmacia NON è un “presidio sanitario” nella sostanza, lo è solo nell’apparenza. Nella realtà è una bottega commerciale, un negozio che guarda sostanzialmente e principalmente al profitto.
    Altrimenti i CCNL che regola il comparto sarebbe quello sanitario e non quello del commercio!!
    Fa molto comodo ai baroni del settore della farmacia bearsi del ruolo sanitario, presidio di salute, ruolo di riferimento della popolazione, e tutte queste belle parole… ma appunto rimangono solo parole, vuote e inconsistenti.
    La realtà è che la maggior parte delle farmacie è dominata e guidata dalle stesse identiche logiche che guidano la GDO: le fidelity, i prodotti a marchio, gli sconti promozionali, i premi produzione in base a quanto vendi, servire le persone nel minor tempo possibile, spingere le vendite associate, orari senza più regole, flessibilità estrema richiesta al personale… solo alcuni esempi.
    E un contratto dei collaboratori scaduto da oltre 7 anni!!! Collaboratori che ormai non sono altro che cassieri con laurea.
    E a cui sporadicamente, con il minor spreco di tempo possibile, e senza un adeguato inquadramento economico, viene chiesto di erogare servizi sanitari da farmacia dei servizi… ma solo per mantenere un minimo di apparenza.
    Sul ruolo sanitario della farmacia molti parlano bene, a vanvera, e razzolano male, molto male.

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