Mascherine in farmacia, facciamo chiarezza

Dall’inizio dell’epidemia, mutata in pandemia (come dichiarato dalla WHO l’11 marzo 2020) è divenuto subito chiaro il ruolo chiave del farmacista nella distribuzione alla popolazione dei dispositivi di protezione individuale.

Superata le fase iniziale di grave difficoltà negli approvvigionamenti, dovuta ad un squilibrio tra impennata della richiesta e prosciugamento dei canali di distribuzione, per il farmacista è iniziata l’era di un nuovo ampliamento delle competenze professionali.

È bene dunque, alla luce della eventuale obbligatorietà dell’uso di mascherine nella cosiddetta “Fase 2”, chiarire le caratteristiche di questi importanti dispositivi.

Le classi di protezione offerte dalle maschere respiratorie, tra le quali non rientrano quelle ad uso chirurgico, si suddividono in FFP1, FFP2 e FFP3, acronimo di “filtring face piece” e sono in grado di filtrare polveri sia idrofile che idrofobiche, fumi ed aerosol. Non ostacolano invece in alcun modo il passaggio di vapori e gas. La regolamentazione della funzione protettiva è stabilita a livello europeo secondo la norma DIN EN 149:2001.

Le FFP1 non offrendo protezione nei confronti degli aerosol non posso essere utilizzate nella pandemia da SARS – CoV2 ed il loro impiego resta valido nei settori edili e dell’industria alimentare. È opportuno erudire il cliente circa l’inutilità di tale respiratore al fine di assicurare protezione desiderata.

Le FFP2 trattengono almeno il 94% delle polveri, fumo e aerosol -sia solidi che liquidi- dannosi per la salute, presenti nell’aria con dimensioni fino a 0,6 ?m, facendo da scudo contro i microrganismi patogeni e sono quindi in grado di bloccare virus, batteri e funghi. Nell’attuale emergenza CoviD possono essere utilizzate da personale sanitario e non, per la permanenza in ambienti dove è previsto il contatto stretto con pazienti infetti ma non il ricorso a procedure invasive.

I dispositivi di protezione FFP3 oltre a trattenere quanto elencato nelle caratteristiche delle FFP2, sono progettate per avere un potere filtrante almeno del 99%. In quest’ambito esse offrono la massima protezione possibile in aria ambiente e devono essere utilizzate esclusivamente dal personale sanitario a stretto contatto con pazienti CovD+ durante l’esecuzione di procedure invasive – come intubazione tracheale o BAL- nonché manipolazione di campioni citologici infetti. Il loro impiego è previsto anche per il personale dell’industria chimica.

Al di fuori di quelle unità operative ospedaliere sottoposte a pressioni negative va assolutamente disincentivato e sconsigliato l’uso di respiratori facciali FFP2 ed FFP3 provvisti di valvola, attraverso la quale è possibile l’espirazione di aerosol infetto. Entrambe queste classi di dispositivi di protezione individuale hanno limiti di utilizzo di 6/8h e di norma non posso essere reimpiegate. L’European centre for disease prevention and control (Ecdc) ha però validato le tecniche di sterilizzazione mediante vapore a 134°C, gamma irradiazione, ozonizzazione ed impiego di ossido di etilene al fine di poterle riutilizzare in condizioni di comprovate difficoltà di approvvigionamento.

Di più semplice reperimento e bassa fascia di prezzo rispetto alle maschere FFP2 e FFP3 senza valvola, il farmacista può valutare con il cliente l’impiego della comune mascherina chirurgica in tutte quelle situazioni ove è richiesto l’esclusivo contenimento del droplet, misura indispensabile per limitare la diffusione dell’infezione virale.

Va ricordato, infine, al momento della cessione, per la quale è legalmente consentito l’eventuale sconfezionamento di multipli e la conseguente vendita dell’unità con «le opportune cautele igieniche e sanitarie» (GU Serie Generale n° 96 del 10 aprile 2020), che la maschera chirurgica in tnt è un dispositivo medico strettamente monouso.

Quanto riportato esprime contenuti ed opinioni personali dell’autore che ha scritto il post. Queste opinioni non coincidono necessariamente con quelle di FarmaciaVirtuale.it.

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Ida Ferrara
Chimico farmaceutico e farmacista, specializzata in management sanitario, si occupa di farmacovigilanza ed aderenza terapeutica. È socia ordinaria della Società italiana di aerosol in medicina (Siam) ed appassionata di approfondimento scientifico, in particolar modo nel settore del Drug delivery system. Coniuga la passione per la dermocosmetica all’attività professionale di farmacista territoriale.

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