Un argomento che ultimamente sta riscuotendo interesse è l’uso farmacologico della Cannabis sativa.

In letteratura vengono riportate varie indicazioni terapeutiche della cannabis, tra le quali:

  • Terapia del dolore
  • Diminuzione della spasticità associata a dolore (sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale)
  • Nausea e vomito in chemioterapia
  • Stimolazione dell’appetito in pazienti affetti da cancro o HIV

Il Ministero della Salute con il DM del 23 gennaio 2013 pubblicato sulla GU n. 33 del 08/02/2013 ha inserito nella Tabella II sez. B (modificata dal DL 36 del 20 marzo 2014 in Tabella dei medicinali sez. B) la voce “Medicinali di origine vegetale a base di Cannabis (sostanze e preparazioni vegetali, inclusi estratti e tinture)”.
Questo significa che il farmacista può acquistare la Cannabis vegetale come sostanza mediante buono acquisto e utilizzarla solo per l’allestimento di preparazioni magistrali. La sostanza, quindi, non potrà essere ceduta nella sua confezione originale. Deve essere conservata nell’armadio chiuso a chiave degli stupefacenti e tutte le operazioni di acquisto e dispensazione vanno trascritte nel registro di carico e scarico.
Attualmente la sostanza è reperibile con tre diverse titolazioni di delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) e cannabidiolo (CBD):

  • BEDROCAN: Cannabis Flos titolato al 19% in THC e <1% in CBD
  • BEDROBINOL: Cannabis Flos titolato al 12% in THC e <1% in CBD
  • BEDIOL: Cannabis Flos titolato al 6% in THC e al 7,5% in CBD

IMPORTANTE: per ogni titolazione deve essere utilizzata una diversa pagina del registro.
Per quanto riguarda le modalità di dispensazione, il Ministero ha ultimamente chiarito che le preparazioni magistrali di sostanze vegetali a base di cannabis, possono essere allestite dietro presentazione di ricetta medica non ripetibile che può essere compilata da qualsiasi medico, indipendentemente dalla specializzazione. Le prescrizioni possono essere effettuate solo per terapie che siano documentate nella letteratura scientifica internazionale accreditata. Inoltre la prescrizione è regolamentata dalla legge n. 94 del 8 aprile 1998 (cosiddetta Legge Di Bella) e quindi è necessario, da parte del Medico, acquisire il consenso informato del paziente e la ricetta dovrà avere i seguenti formalismi:

  • Timbro e firma del medico
  • Data di prescrizione
  • Non deve essere presente né il nome né il codice fiscale del paziente ma solo il codice alfanumerico
  • Deve essere specificata la motivazione che induce il medico alla preparazione magistrale senza però annotare la diagnosi (ad es. specialità non reperibile)
  • Indicare la sostanza da preparare con relativo titolo (ad es. Cannabis Flos 19% THC – Bedrocan) e dosaggio
  • Forma farmaceutica e numero di unità posologiche
  • Posologia (consigliata, non è obbligatoria)

Il farmacista dispensa la preparazione e appone sulla ricetta timbro, data e prezzo praticato. Registra lo scarico della sostanza su registro entrata e uscita. Conserva la ricetta originale per due anni e invia alla ASL entro fine mese la fotocopia della ricetta (come previsto dalla Legge 8 aprile 1998, n. 94).
Per quanto riguarda la forma farmaceutica, la cannabis può essere somministrata o per via orale come tisana o per via inalatoria mediante l’utilizzo di speciali vaporizzatori.
In entrambi i casi il farmacista dovrà allestire delle cartine.
Per preparare la tisana il paziente dovrà bollire lentamente per 15 minuti in acqua il contenuto di una cartina (secondo i dosaggi stabiliti dal medico).
La preparazione del vaporizzatore varia, invece, a seconda del tipo di strumento utilizzato.

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