Il cliente è sicuramente l’obbiettivo a cui aspirare: la professione del farmacista non esisterebbe senza qualcuno bisognoso di usufruirne.

É vero, avere a che fare con le persone tutto il giorno, tutti i giorni non è facile soprattutto ad oggi in cui tutti sentono di avere la verità in tasca in termini medici e sono restii a lasciarsi consigliare da una figura professionale.

Bisogna comprendere però che il lavoro del farmacista è proprio quello di ascoltare, seguito dall’elaborazione del problema ed infine dalla proposta di soluzione, senza un soggetto a cui applicare questo processo non si fa nulla e non esiste il mestiere del farmacista.

D’altro canto esiste la farmacia, luogo che nasce per la semplice dispensazione del farmaco ma che nel tempo ha allargato molto la sua rosa di prodotti e di servizi da proporre per il benessere del cittadino.

Pensiamo ai test ed esami che al giorno d’oggi possono essere velocemente eseguiti in farmacia, o alla dispensazione di farmaci che prima venivano consegnati solamente dalla farmacia dell’ospedale.

Questo allargamento nel campo d’azione non vede il coinvolgimento di figure nuove all’interno della farmacia ma impegna molto di più il farmacista che si ritrova a gestire più ambiti rispetto a prima.

Tutto ciò ci aiuta a capire che il farmacista 2.0 ha molte più cose a cui pensare, molti più ambiti in cui formarsi e situazioni da gestire oltre al mero consiglio al banco.

Effettivamente esso non si sente libero di poter pensare solo al cliente, alle sue esigenze (che poi si sa è quello che fidelizza la clientela) sopraffatto dalle altre innumerevoli responsabilità che ha all’interno della farmacia.

Arrivati a questo punto della nostra analisi ci si ritrova ad interrogarsi un po’ come con il paradosso della gallina e dell’uovo: è più importante essere attenti al buon funzionamento della struttura farmacia, quel luogo senza il quale non si potrebbero dispensare farmaci, oppure essere attenti alle sole esigenze del cliente che acquista i farmaci, e quindi assicura il sostentamento della farmacia?

Il farmacista secondo me deve rimanere proprio al centro di questo intreccio di importanza; ancora una volta il caduceo che portiamo sul petto ci indica la giusta posizione da tenere ed è proprio quella centrale che assicura l’equilibrio di tutto il sistema.

Dare attenzione al cliente, soddisfare le sue esigenze, essere preparato per poter risolvere i suoi problemi è necessario, fondamentale per il buon funzionamento della farmacia, ma anche essere attenti alla farmacia intesa come macchina, come ingranaggio che per funzionare bene ha bisogno di efficienza nelle procedure, rispetto delle scadenze e continua manutenzione.

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