Una definizione piuttosto generica – ma non per questo imprecisa – potrebbe essere la seguente:

«Con la parola “bot”, derivata da “robot”, in informatica si intende un programma che ha accesso agli stessi sistemi di comunicazione e interazione con le macchine usate dagli esseri umani. La definizione è generica perché nella pratica i bot possono essere e fare qualsiasi cosa, da rispondere ai messaggi in modo automatico a creare reti sfruttate dagli hacker per compromettere siti o intrufolarsi in altri computer. (Fonte: “Cosa sono i bot – Il post”)»

Bene, ora abbiamo un’idea di cosa possa essere un bot ma, perché ci serve saperlo?

Secondo il recente rapporto “Global Digital Report 2019 – We Are Social”, curato dal colosso Hootsuite, in Italia passiamo mediamente poco meno di due ore al giorno sui social media con 35 milioni di italiani attivi e di questi, 31 milioni attivi da mobile. Facebook in assoluto e più in generale come ecosistema, costituito da Facebook stesso, Instagram, WhatsApp e Facebook Messenger, insieme a YouTube regna incontrastato. l’84% degli utenti dichiara di usare Facebook e il 54% FB Messenger.

Sono numeri pazzeschi considerando che la percentuale di penetrazione di internet in Italia è del 66%.

Considerando questi dati, non si fatica affatto a credere che oggi moltissime farmacie abbiano una pagina Facebook affiancata ad un sito web o addirittura solo Facebook.

Spesso però, in ambito farmacia, le pagine del social di Zuckerberg vengono usate quasi esclusivamente per promozioni, servizi o nuovi prodotti.

Tralasciando l’aspetto di una corretta gestione di una pagina Facebook, di cui magari parleremo separatamente, è importante capire che anche se l’utente riceve le notifiche, spesso queste rischiano di confondersi con le (almeno) altre decine di notifiche.

Col rischio che siano viste con ritardo o addirittura mai viste.

In un panorama dove l’informazione è sempre più rapida e la soglia di attenzione diventa sempre più bassa, è quantomai opportuno utilizzare ogni mezzo a disposizione per raggiungere efficacemente i propri clienti.

L’uso dei bot può dunque rappresentare un metodo, al momento ancora “innovativo”, per aggiornare ed interagire con i propri clienti.

Bot vs Newsletter

Rispetto ad una newsletter classica, i Bot hanno il vantaggio di raggiungere sicuramente l’utente e di avere un tasso di conversione decisamente più alto rispetto alle email.

Inoltre, in seguito a registrazione al servizio, il cliente non dovrà più aprire email o spulciare notifiche ma avrà il messaggio recapitato direttamente sul suo account Messenger, un pò come se si trattasse di un SMS.

Quello che tuttavia sorprende ed affascina dei bot è l’interazione che esso ha con il cliente che, con il bot ben impostato, interagisce direttamente con esso attraverso comandi e impostazioni predeterminati che istruiscono l’utente sull’uso della chat e lo guidano alla scoperta su ciò che ha da offrire.

In aggiunta alla possibilità di fare Broadcasting, un bot può realmente creare un feeling produttivo con l’utente accompagnandolo passo passo attraverso il percorso che noi vogliamo mostrargli, sia esso una promozione, l’acquisto di prodotti, un aggiornamento o tutti questi insieme.

Chi scrive è convinto che non esistono buone o cattive tecnologie ma solamente l’uso che se ne può fare.

Ma questo spetta a noi.

Un bot ben programmato può rappresentare oggi e negli anni a venire una strada produttiva, sempre più affascinante e sofisticata per creare rapporti di fiducia e duraturi con i propri clienti.

Alcuni esempi?

  • Alfonsino: un bot di food delivery attivo a Caserta e provincia;
  • Chat bot Fissan: un bot che offre consigli su come prendersi cura dei bimbi.

L’uso che se ne può fare dipende solo dalla propria creatività e, come detto, una buona programmazione ed un lavoro costante di aggiornamento ed arricchimento potranno fare del vostro bot un mezzo potente per far crescere la propria presenza online ed offline.

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