Quando si pensa ad una laureato in farmacia lo si vede già con il camice bianco e la sua spilla placcata oro che ci accoglie da dietro il bancone.

Tuttavia, questo non è l’unico futuro possibile per questa figura: le conoscenze acquisite durante la sua formazione lo rendono adatto a ricoprire anche altri ruoli.

In primo luogo il farmacista potrebbe non volersi allontanare dall’università che gli ha permesso di conseguire la laurea, intraprendendo un percorso di dottorato per poter entrare nel mondo della ricerca scientifica e dell’insegnamento universitario.

L’insegnamento è possibile anche nella scuola primaria e secondaria, per il quale è necessario un percorso di abilitazione alla professione, ma la laurea rappresenta il requisito fondamentale da cui partire.

Grazie alle spiccate conoscenze in chimica, microbiologia, tecniche di analisi oltre alla ovvia farmacologia, il farmacista rappresenta una figura multidisciplinare che può essere utile in molti settori soprattutto dell’azienda.

L’azienda farmaceutica o cosmetica, molto spesso cerca figure in possesso di laurea in farmacia o Ctf per ricoprire ruoli come direttore tecnico, responsabile in ambito di controllo qualità del prodotto o, a livello commerciale, come rappresentante o capo area.

Recentemente mi è anche capitato di leggere un annuncio rivolto a laureati in farmacia per ricoprire il ruolo di e-commerce farmaceutico: il responsabile del sito internet del gruppo farmaceutico che deve individuare i prodotti da caricare sul portale web dell’azienda, confrontare prezzi, gestire immagini e contenuti del sito; al di là dell’opinione nei confronti della vendita online di farmaci e parafarmaci, questa rappresenta un mercato in continua crescita che quindi può dar lavoro ad un largo numero di colleghi.

Nella nostra panoramica di possibilità professionali per il farmacista andiamo avanti immaginandolo come una delle figure più importanti in ambito di comunicazione ed ecco allora aprirsi un’altra possibile occupazione: il giornalista scientifico.

Approfondendo le sue conoscenze in editoria grazie a vari corsi esistenti, il farmacista può diventare giornalista del farmaco, del cosmetico, dell’alimento e dare un po’ di giusta informazione riguardo questi mondi spesso soggetti a mistificazione.

Da ultimo vorrei parlare di un recentissimo sbocco professionale per il farmacista che è quello di perito e consulente tecnico per il tribunale.

Vista la rilevanza che la farmacologia, il farmaco ed altri aspetti che ricadono nella competenza del farmacista hanno assunto in tantissimi aspetti della vita del cittadino si è vista la necessità di questo passo importante per la nostra professione.

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2 COMMENTI

  1. Mi è piaciuto molto il vostro post,Lo letto con interesse soprattutto perché dopo ormai 16 anni di servizio come collaboratore in farmacia , mi rendo sempre più conto che a causa di molteplici motivi primi tra tutti quelli economici, potrei essere una vittima dei tagli al personale… e sento la necessità di reinventarsi… Non so ancora bene come… Non vorrei più fare il collaboratore in farmacia perché in questi ultimi anni non ero più un farmacista che incassava soldi aiutando il cittadino paziente , ma mi sono ritrovato a spingere vendite nelle quali credo poco pur di fare cassa. Spesso mi trovo a disagio ma purtroppo il parametro cardine con il quale sono valutato é il mio scontrino medio e il budget giornaliero mensile annuale.

    • Il senso di disagio e inappropriatezza è ormai condiviso da molti colleghi ma dobbiamo impegnarci per non demordere e mantenere alta la nostra professione. Se ci pensi bene il miglior modo per fare fatturato è lavorare bene e offrire un buon servizio ai cittadini, solo in questo modo torneranno da te offrendoti la loro fiducia.

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