Ricetta elettronica veterinaria, resoconto a quasi due anni dalla sua obbligatorietà

La resistenza ai farmaci antimicrobici di quantità sempre maggiori di ceppi batterici è un problema emergente e prioritario per i sistemi sanitari di tutto il mondo. I meccanismi che portano alla selezione, sviluppo e propagazione di questi ceppi batterici sono molto complessi e articolati e sono causati da:

  • un utilizzo eccessivo, improprio e non prudente di antibiotici nell’uomo e negli animali;
  • l’assunzione di residui attivi presenti negli alimenti di origine animale;
  • la diffusione di questi residui nell’ambiente tramite escrementi umani e animali.

In Italia, attraverso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’art. 3 della legge 20 novembre 2017, n. 167 (Legge europea 2017), è stata possibile la messa in atto di un sistema completamente digitalizzato per la tracciabilità dei farmaci veterinari e dei mangimi medicati e anche, di conseguenza, il monitoraggio della resistenza batterica ai farmaci antimicrobici.

L’obbligatorietà della Ricetta elettronica veterinaria (Rev) dal 16 Aprile 2019 non ha sancito solo la semplice digitalizzazione e sostituzione della precedente ricetta cartacea, ma ha costituito una vera e propria digital transformation in tutta la catena di prescrizione, dispensazione e registrazione della somministrazione del medicinale veterinario.

Gli obiettivi della Rev

La Rev non aggiunge nuovi regolamenti alla legislazione veterinaria attuale, ma vuole essenzialmente semplificare e ridurre oneri agli allevatori e ai professionisti:

  • il medico veterinario produce la Rev su pc, tablet o smartphone anche direttamente in allevamento;
  • l’allevatore o proprietario dell’animale domestico (Pet) riceve a sua volta, tramite app, messaggio, e-mail, un numero univoco di ricetta e un codice Pin;
  • i grossisti autorizzati alla vendita diretta, i farmacisti e gli operatori del settore mangimi visualizzano la ricetta sul portale online attraverso il Pin e all’atto della dispensazione vanno a inserirvi il numero di lotto, la data di scadenza e il numero di confezioni erogate;
  • l’allevatore, una volta somministrati i medicinali prescritti, completa la registrazione del trattamento. Con questa operazione è automaticamente archiviato lo scarico dei medicinali.

Alcuni dati sulla Rev

Vediamo alcuni dati in merito alla Rev, fruibili sul portale “Sistema informativo nazionale della farmacosorveglianza ricetta veterinaria elettronica”.

  • più di 10 milioni le ricette emesse tramite il sistema, di cui più di 5 milioni nel 2019 e più di 7 milioni nel 2020;
  • un numero nettamente maggiore di prescrizioni Pet ed equidi Ndpa (non destinati alla produzione di alimenti per il consumo umano) rispetto al totale di prescrizioni prodotte;
  • più di 20 mila i punti vendita che hanno dispensato almeno una ricetta;
  • più di 10 milioni le ricette dispensate e oltre 39 milioni di confezioni vendute.

Cifre da capogiro, pensando alla giovane età della Ricetta elettronica veterinaria!

Cosa è cambiato per la professione del farmacista?

L’Ordine dei farmacisti della provincia di Forlì-Cesena, in accordo con l’Ordine dei veterinari della medesima provincia, ha organizzato nel 2019 una tavola rotonda con lo scopo di aggiornare le conoscenze, mettere in luce vantaggi e svantaggi e mitigare le incomprensioni fra le professioni, a distanza di sette mesi dalla nascita della Rev.

In qualità di ospiti, sono intervenuti Giuseppe Diegoli, medico veterinario e direttore sanitario dell’Izsler, l’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna; Giovanna Trombajolo, medico veterinario; Chiara Casadio, medico veterinario e membro del servizio prevenzione collettiva e sanità pubblica della regione Emilia Romagna; Domenico Di Tolla, farmacista e presidente dell’Ordine dei farmacisti della provincia di Lecce.

Il nostro collega nel suo intervento ha messo in luce in maniera molto chiara da un lato i vantaggi della Rev, sia per il farmacista che per il medico veterinario, dall’altro i suoi punti critici come ad esempio la cascata prescrittiva e la sostituibilità di un farmaco.

Secondo Di Tolla, la Ricetta elettronica veterinaria favorisce l’uso corretto del medicinale veterinario, rafforza la lotta all’antibiotico-resistenza, migliora il sistema di tracciabilità del medicinale veterinario, rende più efficiente l’attività di farmacosorveglianza e di analisi del rischio sanitario, rinforza il ruolo del medico veterinario quale unico gestore del medicinale veterinario.

L’occasione si è rivelata molto costruttiva per noi farmacisti e, a mio avviso, ha mostrato un’ottima collaborazione fra le due professioni, che si sono confrontate liberamente, anche con domande dalla platea, per chiarire tutti i dubbi che si erano creati nei primi mesi dall’introduzione della Ricetta elettronica veterinaria.

Inoltre, ha messo in evidenza come con l’obbligatorietà della Rev, a distanza di poco tempo, si stanno già vedendo ottimi risultati per quanto riguarda la tracciabilità dei farmaci e l’utilizzo di antibiotici sugli animali.

La Rev negli ultimi mesi

Durante questi mesi, in farmacia, abbiamo potuto far pratica con questo nuovo tipo di ricetta dematerializzata. Inizialmente i problemi son stati diversi, soprattutto legati al grandissimo numero di Aic decadute/non autorizzate nel territorio nazionale presenti in banca dati, per questo il confronto telefonico fra farmacista e veterinario è stato abbastanza cospicuo.

Con la Circolare del ministero della Salute del 10 aprile 2020 sono stati introdotti alcuni chiarimenti in merito alla sostituzione del medicinale veterinario prescritto con un suo generico, alle regole di silenzio/assenso del medico veterinario, alla possibilità di sostituzione del medicinale veterinario da parte del farmacista in situazioni di carenza e senza l’assenso del medico veterinario.

A ogni modo, a parte qualche caso in cui il cliente si presenta ancora in farmacia senza ricetta o con una vecchia ricetta bianca cartacea e, raramente, non conosce ancora la nuova modalità di dispensazione del medicinale veterinario, posso affermare che per il resto tutto fila liscio e certamente è un bel pensiero in meno visto le tantissime novità che stanno rivoluzionando la professione del farmacista in questo periodo storico.

A questo punto però mi chiedo: può la Ricetta elettronica veterinaria rappresentare un prototipo e modello per la completa dematerializzazione e trasformazione digitale della ricetta bianca non Ssn a uso umano?

Quanto riportato esprime contenuti ed opinioni personali dell’autore che ha scritto il post. Queste opinioni non coincidono necessariamente con quelle di FarmaciaVirtuale.it.

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Gian Maria Rossi
Ruolo: mediano all’interno della farmacia. Mi piace essere multidisciplinare, preciso e tecnico. Sin dal primo giorno di lavoro ho cercato di dare tutto me stesso in questa professione, con impegno e dedizione. Appassionato di legislazione e brevettistica farmaceutiche. Farmacista abilitato da giugno 2018 e iscritto all’Ordine di Forlì-Cesena.

8 COMMENTI

    • RIOTTIMO; il coll. Di Tolla ha detto bene, il veterin. e’ l’unico gestore del farmaco veterinario oggi, domani anche di quello a uso umano.Lo prescrive e lo vende.( pardon cede ).Mi fa piacere che siete tutti contenti, ma non avete capito un …..

  1. sempre su Farmacia virtuale del 30 — giugno –2019 — sul forum di mattia travagliati.Sintesi della questione (per chi lasente) veterinaria.

  2. coll Gian MARIA TI SEI LETTO NELLO SPAZIO DI M. travagliati del 30-06 19 quanto da me postato?? fammi sapere ora se rimani entusiasta sullaREV e altro ancora.

  3. Posso sbagliarmi ma o ci siete o ci fate.Non so’ cosa e’ piu’ grave, se veramente si ignora la realta’, o si fa’ finta….Contenti voi.

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