Come si può ancora non considerare i farmacisti operatori della sanità?

Quale momento migliore per parlare della ormai alquanto dibattuta questione del farmacista come operatore sanitario. Per portare avanti questa analisi mi servo della definizione di sanitario del vocabolario Treccani e cercherò di sviscerare le caratteristiche più profonde di questa professione.

La Treccani definisce «Sanitario» come «che riguarda la sanità, lo stato di salute, le condizioni igieniche di una collettività o di una determinata categoria di persone».

Tutto ciò che circonda il farmacista in farmacia ha a che fare con lo stato di salute delle persone e con le loro condizioni psicofisiche.

Pensiamo a tutte quelle scatolette che riempiono le cassettiere e che, per un osservatore un po’ superficiale, potrebbero sembrare semplici oggetti da dover spostare da un luogo ad un altro, ma così non è.

«Ognuna di queste scatolette racchiude un mondo» mi disse il mio primo titolare quando cominciai a lavorare in farmacia.

Col tempo ho capito che aveva ragione e che avrei dovuto fare un bel po’ di strada prima di conoscere ognuno di quei mondi.

Questo è un farmacista: un profondo conoscitore di tutte quelle scatolette, di quello che contengono ma soprattutto di come agiscono in relazione a come vengono abbinate tra loro o in relazione allo stato di salute del paziente.

Analizziamo ora la più primordiale delle attività svolte dal farmacista e cioè quella di effettuare una consulenza, specifica per ciascun cliente, volta a indicare quali prodotti utilizzare (ovviamente all’interno della categoria dei prodotti per cui non si necessita di prescrizione medica) e come utilizzarli.

Il farmacista, come lo speziale una volta, si muove nel mondo degli integratori fitoterapici, dei farmaci da banco ma anche dei dispositivi medici per assicurare e mantenere lo stato di salute delle persone e quindi è forse uno dei pochi attori che nella sanità opera gratuitamente per fare prevenzione. La prevenzione è un anello fondamentale della sanità che permette di alleggerire organi chi invece operano quando lo stato di salute è già alterato.

Da un po’ di anni a questa parte il farmacista ha dovuto ampliare le sue conoscenze e maneggiare non più solamente confezioni di farmaci ma anche una miriade di test autodiagnostici e macchinari che hanno aperto la strada all’ormai consolidata farmacia dei servizi, e questo ha profondamente a che fare con la sanità.

Snellire le attese per gli ormai innumerevoli holter pressori e cardiaci da effettuare in ospedale, mettersi a disposizione per test che rilevano la presenza o meno di streptococco (ormai i pediatri consigliano proprio di recarsi in farmacia piuttosto che eseguire loro stessi il test, perlomeno nella mia zona), e ormai recentemente diffondere sul territorio la possibilità di effettuare velocemente un tampone antigenico per la rilevazione di infezione da SARS-CoV2 grazie alla sua recente presenza in farmacia, sono tutte attività sanitarie che sono state messe in mano ai farmacisti.

Come si può ancora non considerare i farmacisti operatori della sanità?

Quanto riportato esprime contenuti ed opinioni personali dell’autore che ha scritto il post. Queste opinioni non coincidono necessariamente con quelle di FarmaciaVirtuale.it.

Ricevi gli approfondimenti per la tua professione

Riceverai periodicamente i contenuti e le analisi degli autori del Blog.

Puoi annullare l'iscrizione con un click. Non condivideremo il tuo indirizzo email per altre ragioni.
Amanda Tamburo
Farmacista che unisce la passione per la cosmetica con quella per la gestione di farmacia.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here