Cosmofarma 2012 flop, quando la crisi può essere una scusa

È ormai terminata Cosmofarma 2012, tenutasi dal 4 al 6 maggio 2012, e la rete pullula di giudizi negativi sull’esito dell’evento fieristico più atteso dell’anno.

Molte aziende, inizialmente felici dell’investimento in Cosmofarma 2012 per il minor costo degli spazi, finiscono con lamentarsi per la bassa affluenza e probabilmente per il basso ritorno dei sacrifici imprenditoriali.

A distanza di pochi giorni sorge spontaneo chiedersi il perché si parla di Cosmofarma 2012 pensando ad un flop.

Sarebbe troppo facile ascrivere tutto alla parola crisi per giustificare ciò che non ha funzionato.

La stessa aria di crisi infatti, dovrebbe aver stimolato i farmacisti a muoversi per valutare interventi innovativi nel settore.

Quali sono le dinamiche che possono aver influenzato l’andamento di Cosmofarma 2012?

Cosmofarma 2012 e la Nuova Fiera di Roma

Il vero punto cardine della problematica e probabilmente motivo di minor impatto di Cosmofarma 2012 Roma è la Nuova Fiera di Roma che proprio non scende ai farmacisti.

Vera cattedrale nel deserto, dall’aspetto decadente a pochi anni dalla costruzione. Un rebus per arrivarci, partendo dal centro, mal collegata se non con i costosi taxi e soprattutto, difficile da integrare in un itinerario turistico di due, tre giorni.

Il parcheggio estenuante, per entrare, per uscire. Percorsi accidentati, scale mobili ferme ed ascensori non funzionanti. Il solo dover camminare a piedi per 2 km prima di arrivare a destinazione di sicuro non invoglia il farmacista a partecipare il biennio successivo.

Il fattore comfort di Cosmofarma 2012 Roma potrebbe esser stato elemento chiave per la partecipazione dei farmacisti che da sempre privilegiano Cosmofarma Bologna: migliore accessibilità, maggiore comodità sia nell’accesso alla fiera che nella distanza dal centro città.

Disposizione degli stand

Il dato è evidente, interi padiglioni pieni, altri vuoti. Quelli della cosmesi pieni, quelli dei servizi vuoti.

Il dato funge da cartina tornasole di un fenomeno imbarazzante: il bel settore cosmetico che sa innovare ed incuriosire, mentre il settore dei servizi, quello che dovrebbe essere innovativo, annoia e stupisce al contrario.

Il sabato mattina sono già numerosi i volti tirati degli espositori.

Sperimentare il cross standing

Utilizzare la tecnica del cross selling anche in ambito fieristico, dando vita al cross standing, basato sulla miscelazione delle tematiche, utilizzando quindi le tipologie di stand a forte attrattività, da affiancare a quelli di minor risalto.

Migliorare il comfort

Garantire una maggiore vicinanza alla città, seppur in spazi inferiori, per dar modo al farmacista di poter sfruttare il circuito turistico e godersi le bellezze storiche e paesaggistiche della città di riferimento.

Ripensare Cosmofarma Roma

Si potrebbe prevedere, per dare uno slancio innovativo, un evento farmaceutico al Nord ed uno al Sud.

Confermare Cosmofarma Bologna ed eliminare Cosmofarma Roma e spostare tutto a Napoli, convertendo PharmExpo in Cosmofarma Napoli oppure puntare sulla calda e solare Sicilia prevedendo un Cosmofarma Catania.

Con questi – e sicuramente altri – accorgimenti si potrebbe ridare al farmacista la gioia e la voglia di partecipare al più grande evento del settore farmaceutico, garantendo anche alle aziende un sicuro ritorno economico e di visibilità, spesso diventato miraggio al punto che molte decidono di non partecipare.

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Alfonso Di Stasio
Alfonso Di Stasiohttps://comunicareinfarmacia.com/
Farmacista e Founder di FarmaciaVirtuale.it, negli anni ha sviluppato competenze in ambito farmaceutico retail, con particolare attenzione agli aspetti operativi e gestionali della farmacia. Ha perfezionato la propria carriera con gli studi in Scienze della comunicazione. Oggi è Pharma communication specialist e aiuta aziende e stakeholder del pharma a comunicare ai rispettivi target di riferimento.

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