Il passaggio generazionale farmacia: problema o opportunità?

Ogni settimana sono pubblicati online decine di contenuti sotto forma di blog post, interviste, video, how-to, e nessuno di questi affronta questioni come il “passaggio generazionale farmacia”, che non è quello propriamente detto, relativo ai passaggi burocratici necessari a far scivolare candidamente la licenza dal padre in favore del – o dei – figli farmacisti, ma quello costituito dalla gestione dei processi e delle dinamiche operative che conseguono al cambio di gestione della farmacia.

Da un lato le passate generazioni che hanno cavalcato i tempi d’oro, gli ’80, con spesa farmaceutica alle stelle, DCR pagate due volte, e ricette stracolme di fustelle, dall’altro i “millennials”, nati ed educati con l’illusione di un mondo migliore, trovatisi ad avere a che fare con una crisi non solo economica, ma di idee, ed in più, come se non bastasse, con l’impossibilità di poterla cavalcare e governare.

Il passaggio generazionale farmacia viene vissuto dai giovani farmacisti come la spinta all’apertura a studi e metodiche nuove, approcci orientati al paziente, all’utilizzo di una nuova intellighenzia, mentre dal titolare vissuto come tante porte chiuse, opportunità perse, cose non fatte, cose non dette, a causa dell’insicurezza generata da un passato solido e basato sull’adagiarsi su sentieri sicuri, con un diverso assetto del processo decisionale.

Il passaggio generazionale non governato rischia di dare vita ad un conflitto che ha come risultante lo sgretolamento della forza di pensiero e di azione di chi, nel momento migliore, ha forza, volontà, capacità ed idee per vincere la sfida.

“La titolarità”, che sulla carta si trasferisce di padre in figlio, da opportunità diventa un muro che col tempo crea problemi a livello familiare, nella relazione con i fornitori, con i pazienti, e, più in generale, sugli stakeholders della farmacia, con il rischio concreto di avere un impatto sui bilanci della farmacia.

Infondo il contesto operativo ha dei contorni di forte atipicità: la titolarità è nelle mani del titolare, cosi’ come le grandi decisioni e la parola finale, mentre l’operatività, la gestione del quotidiano, la risoluzione dei piccoli – ma grandi – problemi, alle nuove generazioni. Laddove le nuove generazioni capiscono che non è più sufficiente l’essere ordinari, provano a sperimentare ed applicare nuove forme di contenuti, ed ecco che si trovano di fronte a limiti invalicabili.

Siamo di fronte ad una sfida interessante e concreta, ovvero trasformare il passaggio generazionale in un’opportunità:

  • Come gestirlo, come governarlo?
  • Quali sono le cose da fare, da non fare?
  • Siamo di fronte ad un vuoto di conoscenza?
  • Il passaggio generazionale non gestito crea un danno all’economia?
  • ..
  • .

La farmacia del 2016 è piena di eliminacode in stile Agenzia delle entrate, di tessere fedeltà in stile supermercato e di tanti accrocchi pseudo-tecnologici creati per risolvere pseudo-problemi, ed ha altre necessità formative rispetto ai soliti corsi su come spingere vendite in abbinata e quanto altro di copia-incollato dalla GDO.

Ne vale la sostenibilità della farmacia e perché no, la r-esistenza sotto forma di ditta individuale o impresa familiare. Ove non fosse effettivamente possibile governare questo processo, per mancanza o difficoltà di accesso alla conoscenza, per negligenza, o per un attaccamento ossessivo ai vecchi schemi di pensiero in funzione della gloria passata, ben vengano la “concorrenza”, la farmacia senza vincolo alcuno e la farmacia dei capitali.

Quanto riportato esprime contenuti ed opinioni personali dell’autore che ha scritto il post. Queste opinioni non coincidono necessariamente con quelle di FarmaciaVirtuale.it.

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Alfonso Di Stasio
Alfonso Di Stasiohttps://comunicareinfarmacia.com/
Farmacista e Founder di FarmaciaVirtuale.it, negli anni ha sviluppato competenze in ambito farmaceutico retail, con particolare attenzione agli aspetti operativi e gestionali della farmacia. Ha perfezionato la propria carriera con gli studi in Scienze della comunicazione. Oggi è Pharma communication specialist e aiuta aziende e stakeholder del pharma a comunicare ai rispettivi target di riferimento.

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