Comparaggio farmaceutico, quando è il “palazzo” a favorirlo

Comparaggio farmaceutico, un vero cancro che affligge le sanità mondiali e che spesso si materializza sul territorio con alcune dinamiche che gli operatori del settore fanno difficoltà a non toccare con mano in prima persona, soprattutto nel caso quando si ha a che fare con sistemi “superiori”.

Nel novembre 2012 con il titolo “Comparaggio e kit per diabetici, quando l’affaire diventa regionale” evidenziammo una strana dinamica che vedeva i farmacisti campani vincolati all’utilizzo di reflettometri scelti dai medici prescrittori dei centri diabetici.

A distanza di mesi e con la messa a regime del sistema centralizzato “Saniarp” in tutta la Campania, continuano le pressioni nello spingere i farmacisti a distribuire i reflettometri “imposti” dal palazzo.

E’ la stessa SANIARP a specificare, in un comunicato del 20 maggio 2013, pubblicato al link www.saniarp.it, che “come specificato nella nota prot.1446. CG del 20-05-2013, al fine di evitare equivoci, si ricorda che IL CAMBIO DEI PRESIDI PER DIABETICI NON E’ CONSENTITO RISPETTO A QUANTO PREVISTO DALLO SPECIALISTA DIABETOLOGO. Ove mai il paziente documenti di essere in possesso di un reflettometro diverso da quello previsto nel piano terapeutico o ritenga in piena autonomia di voler usare presidi differenti esprimendo il suo consenso con la firma della bolla di consegna e’ possibile la variazione a condizione che entro 60 gg si rechi dal Diabetologo per la conferma.”

In pratica, viene ribadito ancora una volta che il cambio dei presidi per diabetici non è consentito e, laddove la farmacia effettui la sostituzione, il paziente deve recarsi personalmente presso le strutture preposte per “certificare” il cambio del reflettometro.

Saniarp, che ha ottenuto risparmi ed efficienza mai ottenuti prima, specifica nella circolare con protocollo 1446 che tale vincolo è subordinato alla presenza di una specifica clausola, nell’accordo di distribuzione, esplicitamente voluta da Federfarma.

Gli interrogativi sono tanti: perchè è la stessa Federfarma ad aver inserito in un accordo quadro una clausola così vincolante per le farmacie? Che interessi ha Federfarma nello stabilire che vengano distribuiti i reflettometri imposti dai diabetologi?

Perchè le farmacie devono sottostare a questi vincoli alquanto fuori moda, visti i tempi, quando la Campania stessa si fregia di aver risparmiato milioni di euro nella distribuzione di medicinali equivalenti, e quindi dimostrato di non essere “attaccata al marchio”?

Ed ancora, nella scelta dei reflettometri, che criteri vengono utilizzati, da parte del medici diabetologi, per stabilire quale marca “consigliare” al paziente?

Senza nascondere che il vantaggio per la farmacia di poter scegliere un reflettometro “di fiducia”, proviene dal supporto che le stesse farmacie ottengono dalle industrie partner. Supporto che le farmacie potrebbero non ottenere qualora il mercato si “polverizzi” a causa dell’iniezione del mercato di marche imposte dal palazzo, probabilmente con tutte le dinamiche che noi tutti conosciamo.

Quanto riportato esprime contenuti ed opinioni personali dell’autore che ha scritto il post. Queste opinioni non coincidono necessariamente con quelle di FarmaciaVirtuale.it.

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Alfonso Di Stasio
Alfonso Di Stasiohttps://comunicareinfarmacia.com/
Farmacista e Founder di FarmaciaVirtuale.it, negli anni ha sviluppato competenze in ambito farmaceutico retail, con particolare attenzione agli aspetti operativi e gestionali della farmacia. Ha perfezionato la propria carriera con gli studi in Scienze della comunicazione. Oggi è Pharma communication specialist e aiuta aziende e stakeholder del pharma a comunicare ai rispettivi target di riferimento.

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