E se il Ddl concorrenza poi non fosse così un dramma? E se invece questa fosse l’occasione per iniziare ad accettare che siamo in un mondo in continua evoluzione? Che siamo di fronte ad un’opportunità? Che siamo di fronte alla più grossa crisi della farmacia? Si, crisi, parola che deriva dal greco e che significa decisione e non baratro senza ritorno come i media e l’opinione pubblica in generale vogliono farci credere. Decidere (crisi) di cambiare le nostre abitudini e generare stimoli nuovi capaci di proiettare il sistema farmacia verso un’era nuova e ricca di vitalità. E’ giunto il momento di dare un calcio al passato ed innovare il modo di fare farmacia. Qualcuno potrebbe dire, “si, la fai facile tu”… vi svelo un segreto … lo è. E la farmacia gli strumenti per farlo già li ha! Si, si, avete sentito bene, basta solo cambiare prospettiva ed inizieremo a vedere lì, a pochi passi, la soluzione.

La proposta dell’ASFI, Associazione Scientifica Farmacisti Italiani, suona come una provocazione, ma la condivido a pieno.

Eliminare le barriere all’ingresso non significa dare un calcio alla professionalità del farmacista, ma anzi può costituire la spinta per generare nuove offerte, stimolare lo spirito imprenditoriale che i monopoli come quelli della farmacia rischiano di soffocare. Per cominciare, potremmo iniziare a pensare all’obiettivo di lungo periodo, quella che in gergo aziendale viene chiamata mission: essere un presidio per il benessere del cliente. Voi potreste rispondermi: “Si ma lo facciamo già”… non sto parlando di rispondere passivamente alle richieste della clientela quando sono al banco, ma sto parlando di iniziare a lavorare su un modello capace di portare innovazione. Sto parlando di iniziare a pensare come un imprenditore, di iniziare a dotarsi di strumenti di uso comune nella prassi aziendale che in altri settori sono presenti oramai da anni. Strumenti di analisi aziendale, controllo di gestione, analisi del workflow dei propri dipendenti, strumenti di crm (customer relastionship management), analisi del venduto, controllo delle perfomance dei propri dipendenti, etc, etc. etc. In poche parole, sviluppare una nuova cultura aziendale predisposta al cambiamento e proattiva rispetto ai mutamenti dell’ambiente, capace di accettare ed affrontare le sfide che si presentano ogni giorno.

Come diceva Darwin “non è la specie più forte a sopravvivere ma la specie più predisposta al cambiamento”.

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2 COMMENTI

  1. Dia un contributo spiegando i vantaggi fiscali nel trasformare tutte le farmacie da impresa familiare a SPA semplice ed alla possibilità che tale singola SPA possa aprire…. Parafarmacie…. utilizzando gli stessi criteri che le multinazionali pensano e hanno pensato per fagocitare le farmacie italiane.

  2. Gentile Antonia,
    capisco che la Sua preoccupazione di breve periodo può essere di natura fiscale, ma l’intento del mio intervento non era quello di proporre strategie per diminuire il carico tributario ne magnificare l’ingresso dei soci di capitali in farmacia. La mia è stata una provocazione, un modo per stimolare e proporre lo sviluppo di un nuovo modo di pensare la farmacia, che vista l’evoluzione normativa, sociale ed economica dei nostri tempi, ha necessariamente bisogno di evolvere ad horas in un modello di business adatto ai cambiamenti in corso, sviluppando una cultura aziendale che possa traghettare il sistema farmacia nel lungo periodo.
    Saluti

    Claudio Sica

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