Nella Newsletter di Blog.Farmaciavirtuale.it del 20 aprile 2018 ho pubblicato un post dal titolo Comunicare in farmacia, il percorso, facendo riferimento alla sempre più forte necessità di poter impostare con criterio il concetto del Comunicare in farmacia, in un contesto di totale caos verso il quale procede il lavoro al banco e, più in generale, la professione del farmacista.

Le varie spinte dal basso (i pazienti e i loro bisogni) e dall’alto (i fornitori, il SSN) si fanno sempre più forti e il farmacista diventa sempre più cuscinetto, come se fosse tenuto costantemente in una morsa che gli toglie tempo di fare le cose necessarie per la crescita personale, professionale e per la sopravvivenza.

Un elemento da tenere in forte considerazione è quello comunicativo, ovvero la possibilità, il potenziale, che il farmacista ha nel poter veicolare valori, assets, posizionamento, attraverso la relazione che ha con i pazienti che tutti i giorni entrano in farmacia.

Spesso ricorriamo a soluzioni di terzi, come sistemi di video-comunicazione, etichette elettroniche, vetrine elettroniche, croci a led, con l’obiettivo di risolvere un problema: comunicare qualcosa a qualcuno. In gran parte dei casi questi strumenti sono usati per comunicare prevalentemente sconti, offerte, promozioni. Spesso distribuiamo materiale di terzi, come volantini, brochures, riviste, anche in questo caso gestite da terzi e provenienti dall’esterno.

Cosa accadrebbe se per un momento provassimo ad andare in direzione diametralmente opposta, rispetto a quella dove tutti vanno?

Cosa accadrebbe se provassimo a riscrivere da zero tutto, a partire da un foglio bianco?

La cosa più sensata da fare oggi – ma non è detto che sia la più facile, visti anche i venti di tempesta che spirano nel nostro settore – è investire sui processi immateriali, formazione, risorse umane, conoscenza, contenuti, know-how, processi, avviare un percorso virtuoso ed indipendente rispetto a soluzioni di terzi che spesso – come dicevo nel post precedente – non risolvono il problema ma lo acuiscono per il semplice fatto che esse stesse portano un dispendio di energie sicuramente maggiore rispetto al non implementarle, a volte maggiore finanche del ritorno dell’investimento.

Alla complessità di cui sopra si aggiunge il fatto che spesso manca una conoscenza di base degli elementi che costituiscono il processo di comunicazione, col rischio di generare ulteriore confusione nel paziente che entra in farmacia.

Un altro aspetto da considerare è l’overflow informativo che il sistema riversa nei confronti del paziente in quanto utente anche di altre realtà. E mi riferisco al lavaggio del cervello mediatico – e alle conseguenze – che viene fatto in ogni istante della sua vita sul piano di aspetti non umani, professionali, etici, ma puramente economici, commerciali, finanziari, mirati alla svalutazione del valore della transazione economica e all’incremento del consumo.

Il motivo di questo post è quello di fare una recall per coloro che fossero interessati al percorso Comunicare in farmacia, percorso che, come ho già accennato, ha l’obiettivo di mostrare ai colleghi quali sono gli elementi basilari del Comunicare in farmacia, senza pretesa alcuna.

Prima di fare un investimento, che si tratti di un acquisto a tre zeri di una soluzione di etichettatura degli scaffali, una soluzione di video-comunicazione, o un po’ più soft, diciamo a due zeri, come l’apertura di un profilo Social o l’implementazione di un App, è necessario farsi un background di fondo, con cui prepararsi meglio ed investigare quali siano le modalità con le quali oggi sia possibile raggiungere il target di riferimento con la maggiore efficienza possibile.

Comunicare in farmacia, il percorso

Il percorso è questo:

  1. Comunicare in farmacia, il percorso (il post precedente)
  2. Comunicare in farmacia, il percorso | UPDATE (questo post)
  3. Gli elementi che costituiscono il processo di comunicazione
  4. Comunicazione verbale e non verbale (AGGIUNTO)
  5. Le priorità comunicative della farmacia
  6. Comunicare con l’interno: scambiare informazioni con il team di lavoro
  7. Comunicare con l’esterno: fornire informazioni utili ai pazienti
  8. Cosa comunicare? Le tipologie di contenuti “comunicabili” (AGGIUNTO)
  9. Come comunicare? Comunicare attraverso gli strumenti off-line
  10. Come comunicare? Comunicare attraverso gli strumenti on-line
  11. La scelta del canale “giusto” per comunicare (AGGIUNTO)
  12. Un possibile percorso di approccio organizzativo della comunicazione in farmacia

Questo sopra è l’ABC del Comunicare in farmacia e non vuole essere né esaustivo né definitivo, anzi, costituisce una base di partenza da cui partire e da percorrere in lungo ed in largo per approfondire tutti gli aspetti ad essi relativi, che siano teorici, ma anche operativi.

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