L’importanza delle parole usate in farmacia

Vi racconto un episodio lontano dal mondo della farmacia, ma in qualche modo legato alla mia attività.

Occupandomi di mamme, seguo diversi gruppi e pagine tematiche e ho molti contatti sui principali social legati al mondo della maternità.

Una mamma in procinto di iscrivere la prima figlia alla scuola primaria chiedeva pareri su tempo ridotto o prolungato, lasciando intendere che per la sua organizzazione familiare avrebbe preferito una scuola con mensa e orario pomeridiano piuttosto che una solo con orario mattutino.

La mia (non) risposta è stata di porsi diversamente la questione, usando la più neutra e più corretta definizione di “tempo pieno” foriero di meno sensi di colpa per la madre che attua questa scelta.

Dalla reazione della signora, che ha apprezzato il punto di vista differente, ho iniziato una riflessione che mi ha dato ancora una volta conferma del potere plastico delle parole.

Infatti, la realtà, che solo a un occhio distratto appare oggettiva, viene elaborata dalle parole che usiamo per descriverla e da queste parole cambia la percezione che ne abbiamo.

Portare questa consapevolezza nell’ambito professionale modificando sapientemente le parole pronunciate può modificare il messaggio ricevuto dall’interlocutore e produrre effetti differenti.

Trasponendo il concetto al banco della farmacia, potremmo fare alcuni esempi per usare a nostro vantaggio l’uso sapiente delle parole.

Cominciamo da un termine usato continuamente in farmacia e non solo. Sostituire la parola “generico” – mai scelta semantica fu più errata – con un più tecnico “equivalente” ad esempio sposta il focus da una “scarsa specificità” associata alla parola generico, ad un concetto di uguaglianza matematica che sovviene col termine “equivalente”.

Prendendo in esame un altro caso frequente, può succedere di dover proporre a una sostituzione di un integratore magari non disponibile in quel determinato momento, argomentando tale passaggio descrivendo la referenza su cui atterrare, ad esempio, come “formulazione con uguale obiettivo terapeutico, e in più facile da assumere e con maggiore rapidità di azione” può spostare l’attenzione dal maggiore costo o semplicemente dal fatto che si sta proponendo un prodotto diverso da quello inizialmente richiesto.

E voi, nella pratica quotidiana fate attenzione a questi piccoli – grandi – dettagli?

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Giuseppina Amato
Giuseppina Amato
Farmacista dal 2007, esercita la professione dividendosi tra il banco e il retro-banco della farmacia di famiglia, occupandosi di relazioni sia col pubblico sia con fornitori di prodotti e servizi. Ha coniugato la passione per le parole e per la comunicazione con l’attività lavorativa, pensando ad un modo nuovo ed assolutamente personale di intendere la professione. Ha sviluppato progetti legati a maternità e prima infanzia che caratterizzano oggi la sua attività.

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