Comportamenti illeciti in farmacia: analisi dello scandalo di Novi Ligure

La sconvolgente videoinchiesta delle Iene ha smascherato una pratica che pensavamo scomparsa: rubare al Servizio Sanitario Nazionale, al cittadino ed allo stesso farmacista onesto, infangando l’immagine di una nobile professione.

Il tutto con un sistema ben rodato tra farmacista e medici compiacenti e chissà, vista la spensieratezza del gesto, grazie al nulla osta di qualche dirigente.

Un copione già visto negli anni ’90 che accende i riflettori sul potenziale danno che può fare al sistema una farmacia fuori controllo.

Sorge spontanea una domanda: siamo sicuri che quanto accaduto si tratti di un caso isolato?

Non è affatto rara, anzi, molto frequente, la pratica di anticipare il farmaco al paziente, con tutte le dinamiche che ne conseguono. Esistono vari tipi di anticipo, espressamente vietati:

  • l’anticipo con pagamento e successivo rimborso al paziente che porta la ricetta;
  • l’anticipo senza pagamento, trattenendo la fustella in farmacia, in attesa che il paziente porti la ricetta;
  • l’anticipo senza pagamento, trattenendo la fustella e consegnando al medico la lista di prodotti da prescrivere.

Quanto accaduto non è altro che una escalation criminale del sistema degli anticipi, laddove farmacista e medico entrano in contatto.

A nulla sono servite le Norme di Buona Preparazione e il rigido protocollo da applicare per le preparazioni galeniche fatte a caso. Daltronde chi può controllare che nell’intimità di un laboratorio di una farmacia non avvenga questo ed altro?

La pratica riportata dalle Iene è imbarazzante per la categoria, ma potrebbe essere la punta di un iceberg di un sistema poco controllato e allo stesso tempo molto difficile da monitorare.

Come è possibile che in Italia ci si muova solo su chiamata, a disastro avvenuto?

Un plauso al farmacista eroe che ha segnalato l’illecito esponendosi in prima persona, ma che dire dei collaboratori compiacenti, costretti o meno, a dover garantire il silenzio delle pratiche scorrette?

Perché il sistema dei controlli è lento e disarticolato e gli stessi Ordini ed Associazioni territoriali, con decine di segnalazioni verbali, non alzano un dito, costringendo il farmacista onesto ad esporsi in prima persona? Non potrebbe bastare la segnalazione in sè, ai fini della tutela della salute?

Dove si trovava l’ASL in tutto il periodo degli abusi e delle illegalità? E’ possibile che non esistano, o non si applichino, sistemi per il monitoraggio dell’andamento medio delle prescrizioni, in modo da evidenziare eventuali fenomeni anomali di incremento del fatturato di una farmacia?

Chi controlla il controllore?

E’ chiaro che il sistema attuale può essere violato ed è ovvio che c’è bisogno di una riorganizzazione radicale, nominando in Ordini e Associazioni territoriali, commissioni di controllo, allo scopo di effettuare verifiche ispettive periodiche e stanare coloro che fanno dei comportamenti scorretti il loro pane quotidiano.

Senza dover attendere che ASL e NAS visitino la farmacia per scoprire gli illeciti.

Il tragico evento di Novi Ligure, come quelli passati, dovrebbe illuminare il legislatore, relativamente alla reale necessità di ampliare il servizio farmaceutico. In altre parole, con 5.000 farmacie in più da monitorare, vi sarebbe ancor di più il rischio di questo tipo di illeciti.

Non basta una farmacia bella fuori, se poi non è bella dentro.

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Alfonso Di Stasio
Alfonso Di Stasiohttps://comunicareinfarmacia.com/
Farmacista e Founder di FarmaciaVirtuale.it, negli anni ha sviluppato competenze in ambito farmaceutico retail, con particolare attenzione agli aspetti operativi e gestionali della farmacia. Ha perfezionato la propria carriera con gli studi in Scienze della comunicazione. Oggi è Pharma communication specialist e aiuta aziende e stakeholder del pharma a comunicare ai rispettivi target di riferimento.

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