Nuova remunerazione, quali vantaggi per le farmacie?

L’accordo sulla nuova remunerazione è fatto e, benchè si tratti solo di un accordo, difficilmente si può tornare indietro.

Chiarito che il sistema verrà strutturato sul concetto di ricarico e non più di sconto sul prezzo al pubblico, quali saranno le ripercussioni pratiche sulla farmacie e più in generale, sulla logistic chain?

Quali sono le differenze tra vecchia remunerazione e nuova remunerazione? Quali gli aspetti pratici a cui andranno in contro farmacie e grossisti?

Nuova remunerazione, cosa cambia

Il primo gennaio 2013 si passerà dal sistema basato sulla remunerazione percentuale al sistema basato su un rimborso fisso per transazione, il cosiddetto fee-for-service.

Remunerazione percentuale, prima

Utilizzata attualmente nelle farmacie ma anche in altre attività commerciali quali concessionari ed agenzie immobiliari, si basa sul principio cardine del premiare la qualità del servizio che valorizza il prodotto venduto.

L’adozione di un sistema di remunerazione di questo tipo favorisce l’imprenditorialità, il rischio dell’investimento e compensa i costi di obsolescenza e stoccaggio del magazzino.

Il modello basato sulla remunerazione percentuale incentiva gli aspetti relazionali spingendo verso la soddisfazione del cliente e dei propri bisogni, e, sebbene non più adeguato per i farmaci a brevetto scaduto, può dare maggiori vantaggi per i farmaci ad alto costo.

Fee-for-service, dopo

Il fee-for-service che caratterizza la nuova remunerazione si basa sulla corresponsione di una quota fissa per transazione, in questo caso, 2 € per ogni scatola di farmaco distribuito, indipendentemente dal valore del bene trattato.

La quota fissa per transazione è tipica di alcuni settori come agenzie di viaggi, biglietterie, edicole, uffici postali: viene remunerata la singola transazione indipendentemente dal valore.

I modelli vincenti da adottare, con l’entrata in vigore della nuova remunerazione, saranno quelli efficienti e produttivi. L’obiettivo per la farmacia sarà quello di massimizzare il numero di transazioni e minimizzare i costi per ogni transazione, ad esempio impostando un tempo fisso per il rapporto col paziente, indipendentemente dalla tipologia del farmaco.

Il modello del fee-for-service è però in totale disaccordo con la responsabilità sociale ed il ruolo professionale del farmacista.

Chi vince con il fee-for-service?

A vincere è chi riesce a ‘scalare’ e minimizzare i costi, per massimizzare l’efficienza della transazione.

Alla farmacia non converrà più avere in magazzino farmaci ad alto costo e non ragionerà più in termini di qualità del fatturato ma in termini di quantità.

In alcune zone d’Italia, soprattutto le più disagiate e fuori dai percorsi più battuti, il grossista, nell’ottica di ottimizzare, potrebbe rifiutarsi di effettuare una o più consegne giornaliere, creando ovviamente disagio alla farmacia e quindi al cittadino.

Uno dei modi per poter scalare i costi legati al trasporto sarà quello di imporre quantità minime per ordine giornaliero e costi per il trasporto se il fatturato dovesse scendere al di sotto di un certo numero di pezzi.

La nuova remunerazione consentirà sì, nel medio-lungo periodo, di preservare il fatturato nonostante la svalutazione dei farmaci off patent, ma al tempo stesso orienterà il sistema verso la contrazione degli investimenti imprenditoriali legati agli aspetti distributivi del farmaco su ricetta SSN.

A vincere sarà la farmacia forte, localizzata in grandi centri urbani e ben collegati, ed il grossista forte, ben radicato sul territorio e con logistica a costi contenuti.

Le farmacie rurali, nonostante le forme di extra-remunerazione previste nell’accordo, saranno le prime ad essere svantaggiate sebbene costituiscano la spina dorsale del sistema farmaceutico italiano.

Nuova remunerazione, può essere migliorata?

L’impegno è di rivedere l’accordo a 6, 12 e 18 mesi e migliorarlo in base alle necessità.

Esiste spazio per ulteriori miglioramenti in favore della sostenibilità del sistema farmaceutico?

Nella nuova remunerazione è stata prevista una percentuale fissa legata al valore del farmaco ed incentivi per la distribuzione di farmaci equivalenti, molti farmacisti in queste ore si chiedono in che misura riusciranno a coprire i costi di gestione, soprattutto quelli di natura finanziaria, e quanto questa nuova remunerazione può reggere, considerato che sono totalmente assenti indicatori mobili ricollegati all’andamento dell’inflazione e al costo del danaro sostenuto per far fronte al mancato flusso provocato dai ritardati pagamenti del SSN.

Il ruolo del farmacista non è basato esclusivamente sulla sola distribuzione del farmaco, tuttavia nella nuova remunerazione è stata decisamente messa da parte tutta la problematica legata a:

  • Servizio notturno e festivo legato alla distribuzione del farmaco e al maggior costo delle risorse umane
  • Servizio di farmacovigilanza
  • Servizio di controllo della spesa farmaceutica convenzionata
  • Servizio di invio dati previsto dall’Art. 50

Accordo nuova remunerazione

Scarica l’accordo per la nuova remunerazione farmacie.

Quanto riportato esprime contenuti ed opinioni personali dell’autore che ha scritto il post. Queste opinioni non coincidono necessariamente con quelle di FarmaciaVirtuale.it.

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Alfonso Di Stasio
Alfonso Di Stasiohttps://comunicareinfarmacia.com/
Farmacista e Founder di FarmaciaVirtuale.it, negli anni ha sviluppato competenze in ambito farmaceutico retail, con particolare attenzione agli aspetti operativi e gestionali della farmacia. Ha perfezionato la propria carriera con gli studi in Scienze della comunicazione. Oggi è Pharma communication specialist e aiuta aziende e stakeholder del pharma a comunicare ai rispettivi target di riferimento.

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