Salvate la farmacia dai farmacisti: “Caro farmacista, non ho la ricetta”

La farmacia così come è presentata nei manuali e insegnata nelle classi universitarie non ha molto a che fare con la gestione d’impresa e ancor meno con l’imprenditorialità.

Le acque in cui la farmacia è costretta a navigare spesso induce i farmacisti in comportamenti disallineati rispetto a deontologia e legislazione.

In un clima di incertezza dettato dall’assenza di strategie politiche ed imprenditoriali condivise con l’intera categoria, c’è qualcuno che vuole raggiungere – o mantenere – determinati obiettivi e posizioni in maniera piuttosto semplice, percorrendo la via più breve rispetto al normale andamento dello sviluppo dell’attività.

Molte farmacie investono migliaia di Euro in risorse umane e tecnologie per migliorare il loro business, altre invece utilizzano leve non scritte in nessun manuale o libro di marketing e proprio queste ultime generano dei ‘mostri’ come quelli presentati da Striscia e dalle Iene.

I servizi di Mediaset in farmacia

Che Mediaset abbia preso a cuore la farmacia è ormai chiaro, inchieste e servizi lasciano trapelare però la sola volontà di fare share e non di aiutare a comprendere la problematica e le dinamiche che effettivamente la governano.

L’immagine che viene trasmessa ai cittadini è quella del farmacista venditore di scatole e non più di questo, il tutto sintetizzato in un orgasmo mediatico della durata di pochi secondi, montato e rimontato per piacere al grande pubblico.

Vecchi problemi, mai risolti

Nonostante tutto, la pratica a cui fa riferimento l’ultimo servizio di Striscia è radicata e ben conosciuta nel settore della farmacia, certamente più di quanto non lo era uno, due, o tre anni fa.

Atteggiamenti accolti con favore dai pazienti che creano nuove abitudini e modalità di accesso al farmaco e che diventano routine, costringendo molte farmacie ‘ad adeguarsi’ per non perdere il cliente.

Di farmacie ‘facili’ come quelle mostrate nel servizio di Striscia ce ne sono in quantità e non bastano le dita di una mano per contarle, considerato il business milionario che ruota intorno ad alcune tipologie di farmaci con ricetta a pagamento.

Parte delle farmacie hanno ‘battezzato’ la nascita di nuove forme di distribuzione ‘facile’, altre sono figlie, loro malgrado, delle evoluzioni settoriali per contrastare perdita di clienti e di fatturato.

Il ruolo delle istituzioni ed i punti deboli

Abbiamo a che fare con una tematica tabù del quale un farmacista non vorrebbe mai parlare, il classico argomento che in molti gruppi verrebbe fatto passare in secondo piano evitando qualsiasi tipo di discussione e di riflessione.

Più che puntare il dito contro i farmacisti e fare di tutta l’erba un fascio, è giusto chiedersi: siamo certi che si sia fatto abbastanza per poter prevenire-gestire-reprimere questa ed altre problematiche?

Il ruolo delle istituzioni spesso viene messo in ombra quando si ha a che fare con questo tipo di comportamenti, difficilmente certificabili ‘in fragranza’ e non sanzionati.

Non basta infatti la sola segnalazione verbale: i farmacisti, titolari e non, vengono invitati a mettere nero su bianco, con nome, cognome e prove, e tale sistema scoraggia ed intimidisce chi vuole contribuire ad epurare il sistema dalle mele marce.

Il farmacista infondo non è un detective, perché costringerlo a fornire prove documentali di quanto affermato, soprattutto se difficilmente dimostrabile, se non con sofisticate tecnologie?

L’eccessiva burocratizzazione indebolisce l’intensità delle segnalazioni e, paradossalmente, il fatto che esista un sistema di segnalazione di reazioni avverse ai farmaci ma non uno per le reazioni avverse all’attività del farmacista, dovrebbe essere un valido spunto di riflessione.

Altro punto critico del sistema è relativo agli Ordini dei farmacisti, in parte responsabili dell’attività di vigilanza sul territorio: le cariche hanno durata ventennale, vedendo le stesse persone alternarsi tra Ordine e Federfarma. E’ positivo che vi siano farmacisti che dedicano tutta o parte della loro vita in favore di altri colleghi, impegnandosi per la categoria, tuttavia in un simile contesto è difficile far uscire fuori ciò che non va a genio e ciò che andrebbe risolto.

In estrema sintesi, a livello territoriale si ha a che fare con aree di tranquillità che portano le farmacie ad atteggiamenti ‘rilassati’.

Ad esse vanno ad aggiungersi le leggerezze di parafarmacie e farmacie veterinarie, sebbene le problematiche siano di altro tipo.

Possibili soluzioni?

Molte farmacie utilizzano ed utilizzeranno tutte le leve per attirare nuovi clienti, compreso l’atteggiamento ‘rilassato’ nel fornire al paziente alcuni tipi di farmaci, nonostante sia sprovvisto di ricetta.

Prendiamo le benzodiazepine, gli ormoni sessuali o i farmaci per l’erezione: quanti tra quei pazienti hanno realmente bisogno di quei farmaci per risolvere i loro problemi? E quanti di loro evitano il medico per passare direttamente in farmacia, essendo consapevoli che il medico è contrario all’utilizzo?

  • Passare tutti i farmaci da ricetta ripetibile a ricetta non ripetibile, in modo da legare il farmacista ad una traccia permanente e quindi costringerlo a dimostrare che il paziente aveva -o non aveva- la ricetta al momento della vendita.
  • Delegare più poteri agli Ordini dei farmacisti, dotarli di strutture territoriali operative che verifichino quotidianamente queste ed altre illegalità e scardinare eventuali protettorati territoriali.
  • Creare sinergie proattive con NAS, GDF, ASL, Ispettorato del lavoro, istituendo commissioni permanenti di stampo operativo in Ordini e Federazioni allo scopo di fare formazione-informazione per educare e sensibilizzare gli operatori nel prevenire determinati tipi di abusi e reprimere attività illecite sul territorio, quotidianamente e senza attendere l’intervento della magistratura.
  • Ridurre le tempistiche dell’ispezione ordinaria, riducendo l’intervallo dai due anni ai sei mesi.

Conclusioni

Non osiamo parlare del caos che potrebbe esservi con l’apertura di nuove farmacie, che consentirà certamente migliore accesso ai farmaci da parte cittadini ma al tempo stesso richiederà maggiori risorse investigative per il controllo degli illeciti.

Il sistema deve essere migliorato e reso inviolabile in tempi brevi, con l’obiettivo della tutela della salute dei cittadini e perchè no, quella delle farmacie.

Prevenzione o repressione? Parliamone nei commenti

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Alfonso Di Stasio
Alfonso Di Stasiohttps://comunicareinfarmacia.com/
Farmacista e Founder di FarmaciaVirtuale.it, negli anni ha sviluppato competenze in ambito farmaceutico retail, con particolare attenzione agli aspetti operativi e gestionali della farmacia. Ha perfezionato la propria carriera con gli studi in Scienze della comunicazione. Oggi è Pharma communication specialist e aiuta aziende e stakeholder del pharma a comunicare ai rispettivi target di riferimento.

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