Con l’articolo precedente abbiamo introdotto il concetto di controllo di gestione in farmacia, ed abbiamo sottolineato la sua cruciale importanza nella pianificazione delle attività della farmacia e nella definizione degli obiettivi che la direzione aziendale trasmetterà ai propri dipendenti.

Le fasi del controllo di gestione in farmacia

Il controllo di gestione in farmacia passa per tre fasi:

  1. Controllo antecedente o ex-ante;
  2. Controllo concomitante;
  3. Controllo susseguente o ex-post;

Concentreremo la nostra attenzione sul primo di questi tre aspetti.

Il controllo antecedente ha un ruolo fondamentale nello sviluppo dei budget aziendali, infatti grazie ad esso è possibile avere immagine veritiera della situazione aziendale.  Volendo azzardare un paragone medico, potremmo dire che il controllo antecedente è il check-up che un paziente effettua prima di recarsi dal medico.

Infatti tale controllo passa attraverso una riclassificazione del bilancio di esercizio e si completa con la costruzione di indici in grado di far capire al controller il reale stato di salute dell’azienda.

Al fine di effettuare un’analisi precisa, il controller ha bisogno necessariamente di dati attendibili, quindi i bilanci devono rispecchiare in maniera chiara e veritiera la situazione aziendale.

Una prima riclassificazione riguarda lo stato patrimoniale dell’azienda che evidenzia la situazione delle attività e delle passività dell’impresa.

La riclassificazione stravolge questa classificazione statica ed attribuisce alle poste in bilancio una connotazione di natura finanziaria; le passività saranno raggruppate in fonti ed a seconda della loro provenienza andranno ad essere raggruppate nel patrimonio netto (capitale sociale ed utili/perdite) , passivo consolidato (debiti oltre i 12 mesi quindi in genere parliamo di finanziamenti superiori all’anno o mutui) ed il passivo corrente ( debiti che si estingueranno entro i 12 mesi e quindi in genere di natura commerciale); le fonti saranno poi rapportate agli impieghi generati da una riclassificazione delle attività che verranno suddivise in attivo immobilizzato (quindi tutte le immobilizzazioni della azienda) ed attivo circolante (le disponibilità liquide ed il magazzino).

Volendo riassumere, successivamente alla riclassificazione, lo stato patrimoniale avrà il seguente schema:

IMPIEGHI

FONTI

ATTIVO IMMOBILIZZATO

PATRIMONIO NETTO

PASSIVO CONSOLIDATO

ATTIVO CORRENTE

PASSIVO CORRENTE

Il bilancio di una società è composto anche dal conto economico che letto in forma scalare  è suddivisibile in quattro aree gestionali:

  • Gestione caratteristica ( rappresentato dai costi ed i ricavi attinenti al core dell’attività);
  • Gestione finanziaria (gli oneri finanziari dovuti per gli impegni assunti con gli istituti di credito) ;
  • Gestione straordinaria (proventi ed oneri non afferenti alla gestione caratteristica);
  • Gestione extracaratteristica (ad esempio fitti derivanti da immobili  di proprietà dell’azienda, ma non utilizzati per la propria attività principale).

Dalla riclassificazione del conto economico saremo in grado di valutare il “grado di assorbimento” dei ricavi aziendali da parte delle varie aree gestionali. Il primo risultato intermedio di tale riclassificazione è rappresentato dal valore aggiunto che identifica la capacita di copertura dei costi per le materie prime; il valore così generato servirà alla copertura del costo del personale, la differenza ci darà un secondo valore intermedio che tecnicamente chiameremo margine operativo lordo, che esprime quanto resta dei ricavi  dopo la copertura dei costi afferenti alla della gestione caratteristica. Il valore così ottenuto servirà alla copertura delle altre aree gestionali.

Riassumendo avremmo il seguente schema:

+ Ricavi delle vendite

– Costi per materie prime

= Valore aggiunto

– Costo del personale

=Margine operativo lordo

– accantonamenti

= Risultato operativo

+/- Risultato Gestione finanziaria

+/- Gestione straordinaria

+/- Gestione extraordinaria

= Risultato ante imposte

– imposte

Utile/Perdita d’esercizio

Volendo riprendere il paragone medico, la riclassificazione di bilancio è il prelievo che un paziente fa prima dell’analisi di laboratorio e come questa genera dei valori che il medico andrà ad esaminare anche dopo la riclassificazione si andranno a costruire degli indicatori che rappresenteranno il grado di salute dell’azienda. Il controller analizzati questi valori farà la “diagnosi” all’imprenditorie e ne consiglierà la cura più adatta da seguire.

Cerchiamo quindi di rappresentare alcuni degli indicatori più significativi dello stato di salute dell’azienda.

Innanzitutto bisogna distinguere:

  1. Indici di natura finanziaria;
  2. Indici di natura economica;

Gli indici di natura finanziaria analizzano la struttura delle fonti e degli impieghi ed  esprimono la capacità dell’azienda in termini di solidità (capacità di “elasticità” della struttura finanziaria e patrimoniale ai mutamenti del mercato) e di solvibilità (valutano il grado di indipendenza finanziaria dell’impresa):

Indice di solidità patrimoniale

Patrimonio netto

(Debiti a Breve +  Debiti a Medio + Debiti di lungo periodo)

 

Indica il grado di solidità dell’azienda rispetto ai debiti totali, quindi maggiore sarà il valore, tanto più solida  risulterà la struttura patrimoniale dell’azienda. Quindi ad esempio, un valore pari a 100 indica che tutti i finanziamenti sono rappresentati da capitale proprio. Valori compresi tra 33 e 66 indicano invece una struttura finanziaria da tenere sotto controllo, un valore inferiore a 33 è indice di una struttura  finanziaria poco elastica;

Indice di copertura del capitale fisso

Mezzi propri

Immobilizzazioni

Permette di esaminare quanta parte delle immobilizzazioni sono state finanziate con capitale proprio, quindi maggiore sarà il valore maggiore sarà il contributo dei mezzi proprio rispetto agli investimenti durevoli effettuati.

Indice di autonomia finanziaria

Mezzi di terzi

Mezzo propri

Evidenzia in quale percentuale i mezzi di terzi capitale investito nell’impresa, quindi maggiore è il valore, peggiore sarà lo squilibrio in termini di struttura finanziaria

Si analizza  inoltre la capacità da parte dell’impresa in termini di liquidità:

Indice di liquidità

Attività correnti

Passività correnti

Valuta la capacità di far fronte ai debiti a breve quindi di natura commerciale. Risulta chiaro che maggiore è questo valore maggiore sarà il grado di copertura delle passività correnti.

Gli indicatori di natura economica sono invece indici che permettono di osservare la capacità di un’impresa  di generare reddito ed in generale indicano il grado di affidabilità dell’impresa in termini di rating:

ROI

Risultato operativo

Capitale investito

Il ROI, valuta la capacità da parte dell’impresa di generare ricavi capaci, una volta coperti i costi operativi (vedi riclassificazione) di remunerare il capitale investito rappresentato dai mezzi propri + mezzi di terzi.

ROS

Risultato operativo

Ricavi di vendita

Il ROS, indica il contributo dei ricavi sul risultato operativo. L’obietto sarà di avere un indicatore molto elevato e per fare ciò si dovrà da un lato agire sui  prezzi, dall’altro lato implementare un’attenta gestione dei costi aziendali.

ROE

Utile netto

Capitale proprio

Il ROE, esprime il tasso di redditività del capitale. In pratica si valuta la capacità da parte dell’utile netto, quindi del valore residuale dei ricavi una volta coperti tutti i costi aziendali, di remunerare il proprio capitale investito nell’azienda. Questo valore va confrontato con il rendimento che lo stesso capitale avrebbe in investimenti alternativi generalmente in B.O.T.

Quindi come anticipato, il controller analizzati i valori dell’analisi aziendali deciderà se e quale “cura” darà al paziente farmacia.

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