Gestione della farmacia ed indicatori delle vanità

Nella gestione della farmacia, per valutare l’andamento dell’attività, ci imbattiamo spesso in numeri o voci che vengono definiti indicatori delle vanità.

Gli indicatori delle vanità sono elementi che di solito vengono considerati utili perchè facilmente accessibili dai software gestionali o dai cosiddetti pannelli di controllo di gestione della farmacia.

In realtà questi indicatori delle vanità sono pericolosi quanto aleatori nel capire l’effettivo andamento della farmacia.

Gestione della farmacia, i possibili indicatori

Come pratico esempio possiamo riferirci a:

  • Fatturato lordo farmacia
  • Numero di pezzi venduti
  • Numero vendite effettuate nel periodo
  • Numero ingressi nel periodo
  • Fatturato medio per scontrino
  • Pezzi medi per scontrino
  • Incasso giornaliero farmacia (per contanti)
  • Pagamento ASL ricevuto (su conto corrente)

Certamente sono indicatori globali dell’andamento della farmacia, ascrivibili però alla categoria degli indicatori delle vanità, che spesso tendono a fornire il quadro più roseo che si possa delineare.

Quando la farmacia cresce, riesce ad acquisire nuovi clienti e registra un return on investiment positivo. Il fatturato generato dalla farmacia, ottenuto probabilmente con politiche aggressive di sconti o campagne al prezzo stracciato, ma anche con consulenze direzionali e progetti di cross selling, viene reinvestito nei mesi successivi per l’acquisizione di nuovi clienti.

Gli indicatori delle vanità danno la sensazione che l’impresa farmacia stia avanzando, tralasciando però l’altro lato della medaglia, quello del capire se la farmacia stia creando valore o distruggendolo.

Quando un indicatore della vanità cresce, tutto sembra andare per il meglio e chi gestisce può ritenersi soddisfatto.

La sfida principale per la corretta gestione della farmacia è dotarsi di strumenti e sviluppare pratiche che consentano il passaggio dell’analisi dell’andamento dagli indicatori delle vanità agli indicatori traducibili in azione.

Gli indicatori traducibili in azione ci consentono di capire quale è la resa della farmacia e quale è il risultato legato all’esercizio della professione. In sostanza permettono di avere una misura pratica dell’andamento del motore di crescita del nostro operato e se la farmacia sta realmente creando valore o distruggendolo.

A titolo di esempio, si passerà da un sistema che monitora il numero di scontrini emessi nel periodo ad uno che consenta di analizzare quante persone hanno risolto il loro problema dopo aver consultato la nostra farmacia, al numero di persone che si ritengono soddisfatte del servizio offerto dalla farmacia.

Nella gestione della farmacia, riuscire a passare da un sistema basato sugli indicatori delle vanità ad un sistema basato su indicatori traducibili in azione consente di avere un’idea reale di quanto la farmacia sta crescendo e di quanto valore riesce a trasferire al cliente/paziente.

Il passaggio non è semplice perché, essendo un campo ancora inesplorato, oltre a dover definire analiticamente quali sono gli indicatori traducibili in azione della farmacia, la stessa dovrà dotarsi di un’infrastruttura tale per monitorare questo tipo di eventi.

A tuo avviso, quali possono essere indicatori traducibili in azione? Lascia un commento

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Alfonso Di Stasio
Alfonso Di Stasiohttps://comunicareinfarmacia.com/
Farmacista e Founder di FarmaciaVirtuale.it, negli anni ha sviluppato competenze in ambito farmaceutico retail, con particolare attenzione agli aspetti operativi e gestionali della farmacia. Ha perfezionato la propria carriera con gli studi in Scienze della comunicazione. Oggi è Pharma communication specialist e aiuta aziende e stakeholder del pharma a comunicare ai rispettivi target di riferimento.

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