Venerdì 13 giugno 2014, la rete mobile e residenziale di Wind Infostrada non è disponibile. Questo articolo non ha lo scopo di alimentare la polemica nei confronti di un fornitore di servizi ma di contribuire a diffondere, tra chi in farmacia si trova ad essere il punto di riferimento tecnologico, un atteggiamento di gestione e previsione delle emergenze. Secondo le stime pubblicate da Wind Infostrada, 25 milioni di utenti (22 di telefonia mobile, 3 di telefonia fissa) hanno ricevuto in maniera trasparente e tempestiva una corretta informazione.

Immaginiamo che molte farmacie e parafarmacie siano cadute nel disservizio, rimanendo di fatto isolate per un intero giorno. Allo stesso modo, non è difficile immaginare quali siano state le difficoltà incontrate tra ricetta elettronica, scarico degli aggiornamenti, webDPC, trasmissioni tra sedi e succursali, assistenza remota, impossibilità di inviare gli ordini al grossista, telefono e fax muti.

internet farmacia
Wind, nella giornata di sabato, ha comunicato i motivi del blackout. Secondo l’operatore “è stato un evento anomalo di carattere eccezionale, durato poche ore e che non ha mai interessato l’intero territorio nazionale”. “L’anomalia è stata causata dal blocco progressivo, per problemi di configurazione, degli apparati (router IP) dell’esteso backbone internet di collegamento tra i nodi delle reti fissa e mobile: si tratta di un evento unico ed irripetibile. L’azienda si è immediatamente messa in moto, grazie all’intervento tempestivo della propria macchina operativa e dei propri tecnici di rete che hanno individuato l’anomalia, ne hanno verificato gli impatti sulle tratte geografiche della rete per bloccarne la diffusione. Per incidenti di simile natura, verificatisi su reti di telecomunicazioni che hanno dimensioni analoghe nel mondo, i tempi di risoluzione sono stati molto più lunghi con impatti decisamente più pesanti. Nei confronti di questa eccezionale anomalia sono state poi intraprese tutte le azioni necessarie per prevenire l’eventuale ripetersi di casi simili”. La spiegazione è troppo generica e non entra nei particolari tecnici, tanto da non permetterci di illustrare a voi, cari lettori, cosa sia esattamente accaduto. In sostanza, gli apparati che “distribuiscono il segnale ADSL” (ci scusino gli esperti per l’approssimazione della descrizione) hanno smesso di funzionare perché qualcosa ne ha modificato i parametri, quello che accade alcune volte con certi aggiornamenti nefasti a cui siamo abituati in farmacia.

Far fronte ad una simile emergenza, non è di facile soluzione. In linea di massima, si suggerisce di tenere a portata di mano un router 3G wifi di un secondo provider di servizi Internet ed utilizzarlo in caso di emergenza. Questa soluzione prevede che il server e tutti i terminalio computer della farmacia siano in grado di connetteresi ad una rete wifi, il che non è sempre vero o scontato. A sfavore di questa soluzione c’è anche il fatto che i costi di gestione aumentano, dovendo infatti sopportare un abbonamento ad un servizio da usare solo in casi di emergenza. Invito i lettori che sono stati coinvolti nel disservizio a commentare, a raccontare quali disagi sono stati obbligati a sopportare e come hanno risolto l’emergenza.

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2 COMMENTI

    • Gentile Pierenzo,
      Ottima soluzione, molto economica e pratica! Ovviamente diamo per scontato che tutti i computer della sua attività siano stati predisposti in precedenza per utilizzare l’hot spot. Questa soluzione però la vincola ad essere presente tutto il tempo in farmacia, mentre utilizzare una linea 3G di backup no. Bisogna anche infirmarsi sul numero di connessioni wifi disponibili per il cellulare o per il router di emergenza.

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