Achtung, Verboten. La s-barra (gioco di parole per chi può capirlo) è stata alzata senza sparare un colpo e l’anschluss (annessione) è stata dichiarata prima da Studiofarma di Brescia (proprietaria anche di Webcare e WebDPC e partner della Banca Dati FarmaDati) e, da pochi giorni, dal gruppo Farma3tec (fusione di Farma 3 di Vignola e Farma&Tec di Chiusi), quindi Mondofarma principale distributore,  Qualita in Farmacia e Puntofarma Srl,  per un totale di almeno 13.000 farmacie clienti su poco meno di 17.000 private.  Il corpo d’armata che è entrato in Italia, Frank Gotthardt, 64 anni, Amministratore Delegato di CompuGroup Medical AG. è  dotato di un esercito di 60 milioni di euro da investire (sembra che fino ad oggi ne abbia utilizzato meno della metà), per estendere il proprio dominio mondiale è Compugroup Medical (CGM) di Coblenza in Renania (Germania), con sedi in già 19 paesi nel mondo, clienti in 43 e 400.000 clienti ed un fatturato di 500 milioni di euro e più di 4.000 dipendenti.

Il gruppo è una azienda di sanità elettronica, leader a livello mondiale che crea software in grado di supportare tutte le attività organizzative in strutture ospedaliere, farmacie, ambulatori medici, pediatri, dentisti, ottici, laboratori.  Il socio del gruppo in Italia è Alliance Healthcare, multinazionale della distribuzione intermedia formatasi a seguito della fusione di Alleanza Farmaceutica con i francesi, divenendo Alleance santè, che poi si è unita al gruppo Unichem PLC inglese formando Alliance Unichem che poi insieme alla spagnola SAFA, alla Galenica AG svizzera, Pragopharm Ceca, ed a Unichem’s Portuguese divenne Alliance Unicchem Farmaceutica SA. Infine, con la olandese Interpharm and la turca Hedef Holdingla norvegese Holtung e la egiziana UCP, la Alloga svizzera, la spagnola Farmacen e l’irlandese Bairds Farmacia si fuse quindi con il Gruppo Boots formando Alliance Health Co. lanciando di seguito la ditta Almus e la farmacia Alphega.

Tutta questa operazione di concentrazione monopolistica che andrà avanti con l’acquisizione di ulteriori software house italiane che detengono ancora un terzo delle farmacie private, non solleva alcuna alzata di scudi, passa inosservata ai colleghi e al sindacato unico e agli altri operatori del settore.  A domanda specifica e diretta il presidente del sindacato risponde che è al corrente di tutto e che conosce personalmente l’Ad di CGM ma negli occhi le si legge che non sa bene di cosa si stia parlando.

Personalmente, trovo molto strano questo atteggiamento in quanto il controllo della quasi totalità dei programmi di gestione delle farmacie ha importanza fondamentale per non dire assoluta in due direzioni principali: il monopolio del rapporto informatico e telematico con le farmacie private che causerà sicuramente un riequilibro verso l’alto dei costi di acquisizione, noleggio e assistenza dei gestionali; il pericolo dell’acquisizione di un banca dati privata es. Farmadati o altre come quella di CSF; e dall’altro verso il potere contrattuale per la fornitura dei dati delle farmacie nei confronti di aziende farmaceutiche e di parafarmaco, di Istituti di Statistica quale IMS e soprattutto di enti pubblici; infine, lo studio di progetti di catene di farmacie collegate tra loro grazie ai programmi di gestione e la loro spersonalizzazione a vantaggio di un servizio su tutto il territorio nazionale studiato e organizzato per favorire altri partner di Compugroup Medical. Nessuno fino ad oggi sta sollevando questo possibile futuro tanto spaventoso quanto tragico per la libertà delle farmacie e dei farmacisti che vi operano.

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9 COMMENTI

  1. l’analisi del dott. Guerra è perfetta e aggiungo che altri gruppi stanno entrando nel settore farmacie private e nessuno ci fa caso, vedi la logistica che hanno capitali ben maggiori di quelli citati
    nell’articolo del dott. Guerra, ma non potrebbe essere altrimenti in un mercato cosi polverizzato e adesso in crisi, con nessuna e dico nessuna forma di unione.

  2. Egregio Dottore,

    un elemento che posso suggerirle di considerare è il “reset” di tutta la filiera dirigenziale delle aziende coinvolte.

    Ciò lascia spazio ad alcune considerazione di tipo pratico, già supposte nel suo brillante alrticolo.

    Riguardo lo sviluppo di prodotto, si è chiesto in che modo potrebbero essere gestite le miriadi linee di sviluppo dei vari software acquisiti?

    Seguirò con interesse eventuali sviluppi.

    Saluti,
    JF

    • Onestamente non ho la palladivetro per vedere nel futuro,tuttavia posso indovinare che i vari programmi gestionali per farmacia, nel tempo, andranno sparendo e si unificheranno in uno solo “il migliore” anche grazie al fatto che 13000 farmacie ora hanno il gesfar-copernico che sono uno lo specchio dell’altro e hanno tratto origine dallo stesso software.
      Quanto al cambio di dirigenza ne so ben poco, forse Lei che dal nome cognome mi sembra più tedesco di me riesce a comprendere meglio i comunicati in lingua e a leggere tra le righe quello che significano realmente.
      Infine, forse sbaglio, ma io credo che Lei ne sappia molto più di me, se si è disturbato a leggermi e commentarmi.
      Resto in attesa comunque
      Maurizio Guerra

  3. Senza contare che è praticamente impossibile capire se dai nostri computer escono dati senza il nostro consenso. Non voglio essere maldicente, ma frequento informatici esperti di sicurezza che mi hanno erudito sull’argomento. Noi usiamo Copernico, ma non è sufficiente che su “export” non vi siano autorizzazioni all’uscita. Voglio fidarmi, ma non mi bastano le rassicurazioni della mia software house. a quando uno scandalo NSA nel settore della sanità?

    • Cara Laura,
      credo proprio che nessuno possa affermare e garantire che i dati contenuti in un computer, tablet, smartphone, che abbia l’accesso in rete, non siano indagabili da parte di autorità e anche di hacker che molte aziende hanno al soldo per spiare quanto concorrenti o clienti hanno in memoria.
      Tanto meno una situazione come quella solo ipotizzata dove una azienda unica è proprietaria di tutti i software presenti sui computer delle farmacie.
      Ovviamente ad uso e consumo interno loro …
      Sequalcuno afferma il contrario …bè….mente
      Maurizio Guerra

  4. Acquisendo con una cosi’ facilità i distributori, che fine faranno i piccoli distributori di software e i piccoli concessionari dei software acquisiti? Quale sarebbe la “giustifica” della loro presenza sul territorio?

    • Ovviamente nessuna giustifica. Se accetteranno di fare da concessionari e distributori del programma di CGM Italia qualcuno s salverà altrimenti chiuderanno o faranno altro mestiere.
      […]

  5. Io, titolare da 5 anni, per tagliare la testa al toro ho cambiato software gestionale. Ho scelto una software house indipendente senza legami con nessun distributore, software grafico di ultima generazione e vi devo dire che mi trovo molto bene.
    Se tutti facessimo una scelta del genere eviteremo la monopolizzazione dei tedeschi, cosa che sinceramente, mi fa molta paura in ottica futura.

    • Esattamente come dici, caro collega, se tutti prima di abbandonarsi a questo o quel grossista si facesse due conti e stimasse che l’indipendenza comunque vale di più, oggi non saremmo probabili servi altrui.
      Certo che se questo ragionamento lo facevano quelli che dovrebbero rappresentarci si poteva avere un forte Prodotto da contrapporre a quello multinazionale, forte della compattezza della categoria e della autonomia di tutti, inoltre, forte di tutti gli accordi possibili con chi desidera i nostri dati
      Ma non è andata così e ora…..

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