Per motivi personali, non sono riuscito a vedere la trasmissione del 31 marzo di Bruno Vespa, tuttavia, ho cercato su rai.tv il podcast e me lo sono guardato con tutta calma.

Devo dare atto che, molto astutamente, il gran burattinaio Vespa ha invitato quattro ossi duri in contrapposizione ai tre sindacalisti di avvocati, notai e titolari di farmacia, e un giornalista di opposizione, Mario Giordano, direttore del Tg4, molto preparato e professionale, correttamente antitetico a Vespa.

La Ministra per lo sviluppo economico, Federica Guidi che, oltre ad essere Vice Presidente della DUCATI (che non è più italiana ma, pensa un po’, tedesca) è anche componente del gruppo italiano (come in passato o attualmente, Prodi, Monti, Letta, Veltroni, Bonino, Martelli, Tremonti, Draghi, Visco, Profumo, Passera, Padoa Schioppa, Agnelli, De Benedetti, Tronchetti Provera) della Commissione Trilaterale (EU, USA, Asia) di Rockefeller e della Membership Internazionale, entrambe organizzazioni del Gruppo Massone Bilderberg (politici, ministri, finanzieri, presidenti di multinazionali, magnati dell’informazione, reali, professori universitari) che dal dopoguerra decide le sorti del mondo secondo un Nuovo Ordine Mondiale previsto da parte dei cosiddetti “Illuminati”, e guarda un pò nomina anche il Presidente dell’Antitrust; il Presidente dell’autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust), Giovanni Pitruzzella –avvocato di cassazione, professore universitario, consulente dei presidenti del Consiglio dei Ministri Ciampi e Dini e anche dei Presidenti della Sicilia Cuffaro e Lombardi, sottosegretario di Monti, membro della commissione per le riforme economiche- successore del grande amico (si scherza) dei farmacisti Catricalà; infne Paolo Martinello, Presidente di Altroconsumo, associazione senza scopo di lucro sedicente di 370.000 soci consumatori, già esclusa dalle associazioni riconosciute dallo Stato e poi re inclusa nel 2008 dal Ministro dello sviluppo economico, vedete un po’ voi, Pier Luigi Bersani, ohibò ! Per ultimo il Presidente della Federdistributori, Cobolli Gigli, bocconiano, da Ifi di Agnelli e Presidente della Juventus a vicepresidente della Confcommercio, della Federazione italiana editori giornali, della Associazione italiana editori, amministratore delegato del gruppo Mondadori e di Rinascente, Consigliere di Fininvest e di Auchan.

Insomma, quattro pezzi da 90, di fronte ai quali la povera brava signora Annarosa Racca è risultata il vaso di coccio tra i vasi di ferro, di manzoniana memoria, e ne è uscita appunto a pezzi. Come poteva, una signora per bene, gentile e ben educata, dalle buone maniere, vestita e curata a modo, con la timidezza tipica dei farmacisti con la coda di paglia (anche se sicuramente non la ha), riuscire a competere e vincere ?

Inoltre, non avendo il carattere della combattente e non essendo stata adeguatamente preparata da un folto gruppo di esperti del settore costituzionale, giuridico, amministrativo, sanitario, professionale e comunicativo, ma solamente con qualche appunto degli uffici di Federfarma, che non è nemmeno riuscita a leggere, Ella si è limitata a balbettare che tutto ciò che dicevano gli altri era sbagliato e non vero, senza citare un dato, una cifra, una percentuale, nulla, anche per colpa evidente di Vespa che ci ha marciato fortemente (non so per quale interesse) facendo domande sprezzanti e banalissime quali: perché non posso comprare l’aspirina al supermercato?

Qui doveva scatenarsi la Racca, evidenziando i numeri delle patologie e dei morti causati dall’aspirina, citando anche fonti statunitensi sulla gravità dell’abuso di aspirina che viene nominata dagli analfabeti come esempio di placebo per ogni male e assolutamente innocuo. E invece la risposta, anch’essa balbettata, è stata: ma Vespa la può comprare da dieci anni al supermercato. E alle domande incalzanti sul perché un farmacista del supermercato dovrebbe essere diverso dal farmacista della farmacia, invece di rispondere che quello del supermercato ubbidisce a logiche commerciali di profitto e interessi, infischiandosene della salute dei cittadini (se tiene al posto di lavoro), ha risposto, sempre balbettando, che al supermercato fa il commesso, prontamente aggredita da tutti.

Insomma, per presentarsi ad un dibattito pubblico, con un Vespa nemico, di fronte a grandi nemici, era assolutamente necessario un grande vero sindacalista, il Landini dei farmacisti, che purtroppo non abbiamo perché nessuno dei dirigenti lo ha mai voluto né lo vuole, poiché farebbe ombra alla dirigenza e pretenderebbe di parlare liberamente secondo il proprio modo di fare sindacato.

Così facciamo la figuraccia dei ricchi spocchiosi che temono di perdere fette di fatturato, come Lei stessa ha detto, poiché l’uscita della fascia C causerebbe il crollo di molte farmacie e non che sfuggirebbe di mano il controllo sanitario dei pazienti poiché tali farmaci diventerebbero pezzi da mercato, soggetti alle sole sue leggi.

E al Presidente dei distributori, che vantava l’aumento dell’occupazione grazie ai loro Corner, la nostra povera signora rinfacciava che non era vero poiché gli stipendi che loro danno ai farmacisti sono del commercio e non della sanità, quindi molto più bassi, facendosi rimbrottare che i titolari di farmacia possono pagare di più perché sono ricchi.

Credo che in questo modo non si perdano le battaglie solamente ma anche la guerra.

La Racca doveva semplicemente attaccare a testa bassa, senza timore per nessuno, dicendo le verità che tutti nascondono: lo Stato vuole abbandonare la gran parte del servizio farmaceutico trasferendolo ai privati: da una parte le assicurazioni e dall’altra le grandi catene, defraudando i cittadini; vuole abbandonare un sistema quasi perfetto che ha dotato ogni piccolo paese di un presidio come la farmacia a favore dei grandi gruppi economici che se ne fregano del paesino e del SSN ma pretendono solo la fetta sostanziosa e remunerativa dei grandi centri formata da OTC, SOP, Farmaci non concedibili, Profumeria e Sanitaria; Renzi, come i precedenti vogliono distruggere tutte le microattività (lo ha detto chiaro) che non sono competitive e favorire le grandi organizzazioni all’americana (e americane) che possono garantire minor costi per i cittadini (che devono però fare decine e decine di km per recarsi ai centri commerciali) e che vengono sottoposti al bombardamento pubblicitario di offerte puramente commerciali inducendoli all’acquisto di farmaci di cui non hanno assolutamente bisogno (come per qualunque altro bene della grande distribuzione), in nome di un abbassamento dei prezzi puramente teorico in quanto come ha detto Mario Giordano benissimo, solo nella telefonia e nelle offerte low cost di voli (di cui abbiamo visto in questi giorni le conseguenze) ha funzionato in quanto prima i prezzi erano esageratamente alti. Infine evidenziare che le farmacie sono una struttura istituita, governata e controllata dallo Stato allo scopo di garantire a tutti i cittadini un servizio impeccabile e professionalmente serio e corretto. Invece nulla.

Un disastro un vero disastro.

Maurizio Guerra

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1 COMMENTO

  1. Sono non anni, ma almeno un paio di decenni, che il sindacato dei titolari avrebbe bisogno di un rinnovamento e di una bella scrollata, invece di stare là ebete e inattivo, con lobotomica autocompiacenza. Tutto hanno fatto men che meno cercare di rinnovare seriamente il comparto per renderlo a passo coi tempi e allontanare lo spettro di una deregolamentazione selvaggia che gioverebbe solo ai poteri forti, certo non ai farmacisti, collaboratori inclusi, e di sicuro non ai cittadini.

    Hanno pensato bene di difendere uno status arcaico e ormai scricchiolante alimentando una “guerra” tra farmacisti di serie A contro quelli di serie B e C. Tutto pur di conservare le loro rendite e i loro privilegi. E la cosa che più che odio, e che questa minoranza di odiosi e spocchiosi ricchi privilegiati senza spina dorsale, che ahimè detengono quel poco di potere della categoria farmacisti, col loro modo di fare tengono “in ostaggio” tutti i farmacisti, titolari e collaboratori.

    Forse non hanno capito che se non sono disposti a cedere qualcosa per il bene di tutti, alla fine perderanno tutto. Chi non vede i gravi segnali che si profilano all’orizzonte è colpevolmente cieco.
    Per comimciare potrebbero magari essere meno ipocriti: non è la tutela della salute una buona “scusa” per difendersi e per evitare la perdita della fascia C, quando tutti quelli del settore farmacia, dalla donna delle pulizie al titolare, sanno benissimo che si danno senza ricetta anche a clienti non abituali non solo farmaci di classe C ma anche di classe A, anche con ricetta non ripetibile; per non parlare poi dei magazzinieri che servono al banco, pratica che si vede ovunque, dalle Alpi a Lampedusa. In questi casi dove sta la difesa della salute del cittadino? Forse nella tasche dei titolari sottorma di euro?

    Io penso che le posizioni di Federfarma siano ridicole e indifendibili non solo per la figura tapina fatta da Vespa, ma per l’ipocrisia costante e quotidiana che chiunque è in grado di vedere nelle farmacie italiane. E niente hanno fatto per spingere a riforme, leggi e una regolamentazione di questa illegalità costante e diffusa, e stupidamente aggiungerei: hanno preferito l’uovo oggi (i soldi) alla gallina domani (il servizio insostituibile fatto alle persone). Non possono spendere davanti a nessuno un servizio che per i cittadini è fondamentale e insostituibile, perché la farmacia c’è sempre anche quando il medico non c’è, anche quando la fila allo studio medico è kilometrica, anche quando ti serve il farmaco salvavita, anche quando il non vuoi andare per piccole cose al pronto soccorso, quando ti serve un consiglio o supporto da un professionista sanitario… il farmacista c’è sempre e comunque, senza grandi attese e con professionalità.

    Ma non lo possiamo dire… facimm’e cose aumma aumma.

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